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3,8 miliardi necessari per l’analisi della spesa

Prossimi aggiornamenti contrarre del Pubblico impiegodovrà essere finanziato attraverso i riduzione della spesa pubblica. La giovinezza viene dalle curve del nudo def, un documento economico e finanziario, approvato mercoledì scorso da un gabinetto dei ministri. Gli obiettivi del Governo sono enunciati in un capitolo che fa riferimento alle cosiddette ‘politiche immutabili’. Sono costi che non sono stati calcolati, ma che andranno sicuramente fatti negli anni a venire. Il rinnovo di un contratto governativo è uno di questi.

Paese, via libera al nuovo contratto: tiro fitness e operazioni veloci

Governo, aumenti salariali solo se riduci la spesa

“Il governo centrale”, si legge nel Def, “contribuirà a finanziare questi bisogni e i nuovi interventi che il governo deciderà di mettere in atto, attraverso una revisione dei costi”. Qualcosa di completamente nuovo. Il nesso tra aumento e diminuzione della spesa, che nella bozza pervenuta al gabinetto era ancora più duro della versione pubblicata sul sito del Dipartimento di Economia. Parlando di contratti di servizio pubblico, le bozze indicavano che “per coprire adeguatamente” il fabbisogno di finanziamento, sarebbero stati effettuati “aggiornamenti della spesa corrente” “per produrre maggiori risparmi nel tempo”. Lo scopo è chiaro. I prossimi aumenti salariali per i dipendenti pubblici saranno incentrati sulla riduzione della spesa pubblica.

Resta il Def che spiega il motivo di questa scelta. Nel prossimo triennio, dal 2023 al 2025, la ripresa dei programmi di revisione della spesa che erano stati accantonati durante l’epidemia e sostituiti con miliardi di dollari alle misure di soccorso, dovrà ricominciare da capo. Questo perché la revisione della spesa è una delle riforme “empowering” proposte dal PNR, il Piano nazionale di ripresa per la ripresa e la sostenibilità. I pagamenti per le successive installazioni di sovvenzioni europee sono legati non solo all’approvazione delle istituzioni finanziarie, al diritto della concorrenza e alla ristrutturazione della giustizia, ma anche alla ripresa di tagli alla spesa dimenticati negli ultimi due anni.

I contratti di servizio pubblico saranno, quindi, abbinati a una riduzione della spesa. Tornando alle rigide politiche rigorose. Negli ultimi dodici anni i governi del mondo sono stati rivisti solo due volte: uno per il triennio 2016-2018 e uno per il triennio 2019-2021. Questa tornata finale, che è già interamente finanziata dalle ultime tre regole di bilancio, non si è ancora conclusa.

IL MODO

Delle quattro categorie che compongono il pubblico impiego (intermedio, sanità, scuola e consigli comunali), solo gli enti intermedi hanno sottoscritto la precedente convenzione. Mercoledì il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ea maggio verrà corrisposto un aumento da 63 a 117 euro al mese. Il nuovo contratto apre anche percorsi di carriera e introduce immagini legate all’eccellenza e all’anzianità di servizio. Non solo. In primo luogo, la professionalità è stata regolata nel contratto di lavoro, che garantisce ai dipendenti il ​​diritto alla disconnessione. Da aprile, quindi, tutti i dipendenti statali hanno iniziato a percepire un’indennità di ferie a contratto fino a 8 euro mensili, in attesa che il governo stanziasse fondi per il prossimo aggiornamento, che nel 2022-2024 per consentire ad ‘Aran e ai sindacati di avviare le trattative.

I SOLDI CHE VUOI

Quanto costerà? Def stima che il finanziamento richiesto per il prossimo aggiornamento sarà di 3,8 miliardi di dollari entro il 2023 e di 4,5 miliardi di dollari entro il 2024. Ma, dice il documento, si tratta di “considerazioni tecnologiche”. Un indicatore “politico” invece, è che tali importi dovranno essere ricevuti per il rimborso degli aggiornamenti di spesa.

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