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A caccia di armonia / “Guerra” di gruppi mentre c’è una vera guerra

Ci vorrà un po’ di verità. Mentre c’è una vera guerra in Europa, misurare la guerra civile tra fazioni – piazzare mine in tutto lo stato e piantare bandiere di propaganda perché ci saranno le elezioni tra otto mesi – comporta una mancanza di conoscenza rispetto al momento. passano. Sarà, molto semplicemente, che a Palazzo tutti vogliono la pace in Ucraina ma in Italia stanno combattendo una guerra. L’applicazione di temi chiave, dalla riforma fiscale a quella giudiziaria, dal diritto della concorrenza ad altre riforme dove si muove la maggioranza, in senso politico, soprattutto in gialloverde, è ormai inopportuno. Senza ridicolo, rischiamo di cadere – almeno verbalmente – in questo genere letterario italiano popolare e di successo chiamato crisi di governo. Mentre sappiamo tutti che una crisi di governo non può accadere in questo momento. Ma l’importante è misurare le pose – mi distinguo per essere più ascoltato sulla lavagna – solo per vedere il risultato che abbiamo. E questa guerra, esemplificata dalla fragile questione della sicurezza in Italia, non ha sortito effetti positivi, con la griglia rovesciata e c’è chi dice che Conte abbia intenzione di fare il suo Papeete, mentre è partito il leghista proprietario di quel vecchio regime catastrofico giocando di nuovo con il fuoco.

Vivere in armonia con il dramma in atto dovrebbe significare pensare al ritardo mentale e all’azione politica che non comporti la celebrazione di veti e motivazioni, senza il conflitto razziale. Come un’altra serata alla Commissione Finanze alla Camera, dove un’esibizione di parlamenti in conflitto che tiravano cartelle e microfoni sui loro bauli era inaudita e persino criticata mentre inondavano immagini di carri armati e disordini civili. Paesi italiani ed esteri.
Naturalmente la politica interna non va fermata e le obiezioni e le critiche sono legittime, come nella revisione catastale. Ma è un tono generale di contesa che non può essere ricondotto alla solita corsa per sedicenti extrapartitici – e in questa gara i due leader più difficili da votare, Conte e Salvini, sono i più attivi – quando si tengono le elezioni, ad eccezione dei comuni di giugno. È come se nell’organo di governo venissero costituiti due governi più piccoli, in un momento in cui più che mai era necessario un potere in più per affrontare questa guerra continentale. Dall’altro, l’asse del M5S contians e leghisti salviniani (alcuni lombardi cominciano ad avere incertezza sulla linea di segretario ondulato); d’altra parte, il sottogoverno atlantista e non pseudopacifista rappresentato dal Pd, griglia a Di Maio, larga parte di Forza Italia (e oltre al “sostegno estero”, condannando la guerra e la linea di Atlantista, anche di fratelli italiani contrari). L’ordine sparso è il reddito più basso di questi tempi. Questo non dovrebbe essere difficile da capire, se non fosse per il fatto che la politica a breve termine è la norma nei nostri distretti.

Ecco il gioco dell’assassinio parlamentare prima del massacro vero e proprio, che oggi farà scrivere a Karl Kraus le stesse parole che scrisse sulla prima guerra mondiale con le sue capacità artistiche Gli ultimi giorni della società: “Quando ti concentri sull’arsenale. Le ragazze scuola”. Sacrificare il popolo ucraino invece di sacrificare (copyright Draghi) l’aria condizionata? sentire con le tattiche anti-doomsday e non riportarci a una setta “solitaria” non produttiva.

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