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A livello internazionale, i protagonisti della XV MMXXII settimana – AlessioPorcu.it

Protagonisti della 15° settimana del 2022 sulle pagine straniere. Una migliore comprensione di ciò che sta accadendo nel mondo

Protagonisti della 15° settimana del 2022 sulle pagine straniere. Una migliore comprensione di ciò che sta accadendo nel mondo

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EMMANUEL MACRON

Emanuele Macron

Proprio adesso “Signor Pr…“Perché è andato alle urne, ma tra lui e la sparatoria di quegli ultimi tre membri c’è una miccia corta. La miccia si chiama Jean Luc Melenchon, che dopo l’effetto incasellante della storia sulla sinistra radicale francese ha detto che la destra non dovrebbe essere mandata all’Eliseo. Tutto questo Ciò significa che Emmanuel Macron sarà di nuovo capo di stato in Francia per i prossimi cinque anni.

E attenzione, l’ascesa di Macron a un trattato in questo round non era sicura in ogni modo da obbedire: c’è stata un’epidemia che, come tutti gli altri, lo ha messo sul punto di opporsi al duro ma rigoroso lavoro della libertà umana. questioni chiave per il benessere e la sicurezza suburbana e poi è arrivata la guerra. La battaglia in cui Macron ha giocato la carta dello statista tessitore chiamando Vladimir Putin Il più delle volte che il primo ministro polacco alla fine lo ha accusato di collusione con il nemico e ha trovato “Parli tu, il pubblico ministero contro i semiti LGBTQQuesto si sente ancora nei corridoi diplomatici dell’UE.

Fluttuazioni marine

Ed eccolo lì: Marine Le Penla donna che parla sul palco è ora al secondo posto batte Toto Cutugno di tre lunghezze. Di Le Pen avevamo già scritto quattro mesi fa (leggi qui: L’Inter, i protagonisti della XLVIII settimana). Avevamo affermato che in questo momento il suo licenziamento sarebbe stato Eric Zemmour alla sua destra, quindi ha numeri devastanti di almeno il 5% del supporto. Aumentato del 7% e affronta il servo se qualcuno prende il 7% di Zemmour e lo mette nel 23% di Le Pen. Si vede come un tiratore amorevole puntato direttamente all’urna Macron che guarda indietro.

Ma Macron ha mantenuto in minoranza la debolezza di Le Pen al governo: mentre interessato a Putin per guidarlo in un consiglio morbido non ha perso una sola occasione per ricordare che Le Pen era una il presidente potininana brevettata. Travolse un piccolo oggetto e poi lo lasciò a Zemmour, che, come tutti i radicali di destra, era un artista e poteva violare una destra già violata dai sogni del governo.

E Macron vince, metà vince ma metà è più importante, perché è qui che arriveranno i voti delle persone che si storceranno il naso nel dare, ma con una sola mano. Uno incrocerà il suo nome nel nome di Bloomberg.

Dividi e controlla.

TUTTI I FONDI DI LEGGE

Fondo Monetario Internazionale (Foto: Foto FMI / Hristo Rusev)

C’è solo un modo per affrontare una grande economia piratata, ed è batterli al loro posto. Ed è una questione che la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale stanno cominciando a capire. Come e dove per favore? Installando su ruote cinesi lo stesso legno che Pechino mette sulle ruote del mondo e prendendo un pollice di terreno per pollice nel suo viaggio pirata in Africa che è arrivato all’indomani di una grande paura degli eventi ucraini.

Il Kenya, per esempio, dove la Cina aveva una grande economia vampirizzata (di nuovo) nell’Africa orientale. Dopo anni di crisi del debito, anni critici, i La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale si sono rafforzati prestando prestiti al Kenya. E l’attuazione di questa nuova politica di “liberalizzazione” delle obbligazioni dei fondi si è concretizzata: significative riduzioni dei contratti di capezza cinese.

Sono quelli in cui Pechino ti attira con soldi facili, poi quando non puoi permetterti di pagare ti prende la tua base o compra il tuo debito pubblico e diventa il tuo manager finale. Ma ora le istituzioni di Bretton Woods sembrano aver frainteso la lezione: quella cioè, tra il gruppo Wagner russo e le metastasi creditizie cinesi, metà del mondo ora appartiene all’impero eurasiatico.e tutti gli impatti geopolitici che implicano questa conformità. E a volte anche nelle guerre d’Europa.

FMI, nessuna restrizione
Riunione FMI (foto FMI / Christo Rusev)

I dati del Tesoro del Kenya mostrano che il debito totale della Banca mondiale è aumentato di $ 4,5 miliardi da giugno 2019 a $ 9,8 miliardi a dicembre 2021. I prestiti del FMI sono passati da $ 1,3 miliardi a $ 1,8 miliardi. E divertente con Pechino? È ancora grande ma non elevatissimo: circa 6,9 miliardi di dollari.

Il cambiamento è avvenuto durante il primo mandato della presidenza Uhuru Kenyatta, che ha capito quanto delle infrastrutture fosse sostenuto dalla Cina con i soldi che si era impegnato al guanto. nell’interesse della terra dei cannibali.

Perché se investi nella Banca Mondiale non puoi ripagarlo certamente non canta lodi gloriose, né ti interroga nelle fosse e che ci mise a guardia i suoi soldati, che all’improvviso si trovarono a distanza di pochi passi in attesa che io mi inginocchiassi.

La mia banca è diversa.

SUL PAVIMENTO

UJENS STOLTENBERG

JENS STOLTEMBERG (Foto di Imagoeconomica)

In qualità di segretario generale della NATO che lavora sul chiaroscuro, a volte mette le cose in prospettiva, a volte prende le maiuscole. Solo quello come il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, il cappellato non può prenderne nemmeno una piccola parte. La sua decisione, quindi, di accettare la conferma d’ufficio sotto forma di un “lavoro” del 2% del PIL di ciascuno Stato membro come contributo da versare all’Alleanza Atlantica è sembrata scortese e modesta”Stelle e linee”.

E il motivo è chiaro: rafforzare la Nato come forza di difesa militare in un’area occidentale allargata significa certamente creare un modello per l’emergenza nuova e indiscutibile di Mosca. Comunque significa anche che l’unica speranza per l’UE sarà tagliata in casa il suo senza scusarsi troppo per la politica del datore di lavoro alla Casa Bianca.

Un’Europa unita non ha un solo esercito, come è stato dimostrato Roberta Metsola nel suo intervento al convegno di Forza Italia a Roma, però quello che ricorda ancor più delle stesse bionette è una struttura decisionale adattata esclusivamente alle realtà, ai bisogni e agli interessi del Vecchio Continente., molto più lungo del “vecchio incontinente” di. Tutto ciò mette l’UE alla mercé del falco al lavoro, indipendentemente dalle ragioni o dagli errori.

E Stoltenberg, che poteva essere un buon cristiano ma un’aquila americana perché a Poldo si facevano i panini, lo capiva bene. Ha quindi suggerito “aggiornamenti strategici” e posizioni permanenti della NATO al confine ucraino. E se così non fosse”Vladimir prova solo a muoverti e lo farò giù“Sarà molto vicino.

Errore di cognome.

YOSEP BORRELL

Josep Borrell

A proposito di falchi e colombe. Ursula von der Leyen aveva un gheppio in casa e non lo sapeva. O meglio, sapeva, ma non credeva, che la guerra sarebbe arrivata in Ucraina per “digrignare” le sue unghie.

Dopo aver messo mano alla geopolitica in “Bussola strategica“Alto Commissario Ue per gli Affari Esteri Josep Borrell tornato dal suo viaggio a Kiev con due treni garantiti dai media di tutto il mondo: quello”L’Ucraina vincerà questa guerra nel mondo” è questo “c’è un elenco di materiali che saranno forniti all’Ucraina se dovremo chiedere agli Stati membri“.

No, dire queste cose a qualche signor Rossi nella terza sambuca Passa – come diceva Totò. Ma se te lo dice un ministro degli Esteri europeo che tiene la diplomazia trattata come una forcina, le cose cambiano. E non cambiano in meglio: scherza la Russia che mangerà il Donbass con le stime dei colori che alla fine sarà il modo migliore per smettere di ragionare.

Il ritiro non è solo nei prezzi di Bruxelles, ma nel buon senso di questi tempi è l’unico ingrediente rimasto per mantenere stabile la baracca del pianeta. E non farlo cadere su un grande buco atomico.

Frecce da Mosca
Foto: Ufficio stampa del Cremlino

E non sorprende che il presidente della Duma abbia presto trovato le frecce currare dove Borrell è stato chiesto al capo di stato maggiore, certo, certo, perché i russi sono retorici e stellari quasi quanto gli italiani.

Nella guerra dalla Russia all’Ucraina, l’Europa ha una sola missione: uscirne senza combattere una guerra attiva, senza perdere la faccia e una nuova strategia di potere incoraggiato dall’urgenza degli eventi successivi al 24 febbraio. Ma non si tratta certo di insulti che in questo momento Bruxelles dovrebbe lasciare all’amministratore delegato, che però non sono Zelensky e Putin. Joe Biden e uno sporco “burattinaio” Xi Jinping.

In tutto questo, Borrell e ciò che Borell dice di recente dovrebbero essere rispettati nei generi “kantiani” di parlesia del buon. Tonino Di Pietroparlesia sciorinata sempre la stessa contraddizione nel “logos” della frase: “Che c’è?”.

Dal falco al corvo è un atimo.