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A Procida e Mattarella inizia l’anno come capitale della cultura italiana: “Siamo tutti al centro con una periferia, una metropoli e un piccolo paese, un’isola e un paese”.

PROCIDA. Il lancio ufficiale di Procida, Leader Italiano della Cultura per il 2022, è stato presentato questa sera davanti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha lanciato un programma culturale per 44 progetti. “Esprimo la mia più profonda gratitudine e fedeltà a quanti sono coinvolti nell’organizzazione di questo ricco programma di eventi – le parole del Capo dello Stato -. Si dice che Procida spieghi l’importanza della cultura. La cultura è capitale, va valorizzata e in essa investita, è capitale come simbolo dell’impegno personale, è capitale come eredità dell’umano. Che luogo segreto come un’isola sarà il luogo in cui la cultura uscirà per un anno. Procida come laboratorio attivo e responsabile per i cittadini e gli amanti dell’isola: voi cittadini di Procida siete i protagonisti, nel senso di quel ruolo sotto ogni cosa. L’isola è una delle più piccole del Mediterraneo, e ricordiamoci che siamo tutti al centro con la periferia, la metropoli e il piccolo paese, l’isola e la campagna. Procida ha raccolto la sfida, la cultura non è una nicchia, non è separata dal sociale, ma la bellezza che si sta diffondendo, è pensata come positiva, morale ed emotiva. Procida è diventata un laboratorio di trasformazione, aspirazioni e idee, nonché un ambiente unico e irripetibile, oggi è aperto e accogliente con comunità che cercano di valorizzare il campo e la sua bellezza. La cultura è come la pace, la sua fedeltà al potere di promuovere la comunicazione e la cooperazione. Sopraffatti dalle immagini che pensavamo di aver portato nel magazzino di cose orribili che non sarebbero mai più successe nel nostro continente, ma alcuni nuovi crimini dilagano in Europa. La forza della cultura deve raggiungerci per costruire la pace. Il patrimonio culturale genera personalità: sono strumenti che consentono alle persone di condividere e comunicare. Dall’isola deve arrivare un messaggio di speranza e un desiderio di speranza”. In conclusione, il presidente assicura: “Il mare è un tesoro, è vita e armonia, il mare è un rapporto umano; Procida capoluogo è un’opportunità per tutta la regione: solo se il Sud cresce in un rinnovato modo di cooperazione il Paese andrà avanti”.

Il sindaco di Procida Raimondo Ambrosino ha ricordato la necessità di costruire relazioni con il resto del mondo: “L’isola di Procida ha tante persone, ma non ha mai vissuto in modo autonomo, invece sfamiamo i suoi cittadini per via del mare e apprezziamo il rapporto con essa porta nel resto del mondo. Per questo Procida ha una cultura dell’accoglienza, e questo si riflette nel processo di immigrazione iniziato anni fa, quando questo era un tema molto caldo. Razze diverse hanno convissuto con noi creando una cultura cosmopolita che ci contraddistingue. L’isola come luogo dove nuove relazioni si incontrano e si costruiscono, dove l’accoglienza e l’apertura del diverso nei nomi degli spettatori.” , infatti, la cultura non è isolata. L’obiettivo è rilanciare l’economia turistica della regione Campania. Procida è come una sorta di finestra sulla costa, in un territorio benedetto: questa piccola isola si affaccia sulla storia archeologica, culturale e storica della Campania. La capacità di parlare, di capire, fa parte della storia dell’isola ed è qualcosa che vuoi dare agli altri. Procida è una terra di naviganti e di scrittori, persone che, nei loro rapporti con il mare, hanno imparato che questo non ammette esagerazioni ma richiede acutezza e richiamo di speranza”

Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha salutato in lontananza Procida e i Procidani, e il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha ricordato che infatti siamo prima di tutto nel Fondo Culturale di un piccolo territorio, non del capoluogo . , è bello dentro perché il messaggio ascoltato e veicolato riguarda l’accoglienza e il rispetto: un messaggio che è particolarmente importante in un anno come questo.

Agostino Riitano, direttore di Procida Capitale della Cultura, ha sottolineato che: “La cultura è un legame e ora più che mai dobbiamo creare e ricreare, ricreare e riattivare quei legami che dividono oggi. Per noi la cultura è il senso delle istituzioni, la cultura è la tutela della libertà di parola, la chiamata ad accettare. Abbiamo cercato di tradurre il motto “la cultura non divide” in 27 lingue, perché vogliamo raggiungere più comunità possibili, vogliamo costruire nuovi ponti e relazioni. L’isola non è solo un “posto bello”, la via del successo è creare cittadini attivi che producono cultura, e non solo spettatori: nel nostro progetto la cultura è ancora una volta famosa. “L’utopia e l’evento” sono i temi del giorno, anzi oggi stiamo facendo qualcosa di profondo e potente che sta accadendo in questa comunità e nel mondo».