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Accordo lunedì-venerdì / settembre Acc. Lovisotto (Fim Cisl): “Dire che altro si può fare viene dagli analisti tecnici, non dai sindacati che si inquinano le mani” – Bellunopress

Segretario Fim Cisl Belluno Treviso. Caregnato, Lovisotto e Civiero

“Acc RSU, insieme a Fim Cisl e Uilm, hanno dimostrato resilienza, coraggio, pazienza e determinazione in questo conflitto lungo e in continua evoluzione. Rsu, Fim e Uilm hanno dimostrato di saper raccogliere la sfida e di capire quando era l’ultimo minuto per chiudere con un salvataggio di lavoratori che da tempo sopportano l’ansia e la paura dentro le false promesse dei salvataggi del governo. Non è raro che una persona sia sopraffatta da qualcosa che non sa come gestire. Le migliori offerte sono quelle che sono state firmate e tutte le soluzioni possibili sono state provate. A dir poco è scrivere, scrivere più o meno, da analisti tecnici, non da lavoratori sindacali che si sporcano le mani e stanno con i lavoratori».

Queste le parole di Alessio Lovisotto, segretario generale della Fim Cisl Belluno Treviso, il giorno dopo gli incontri con 249 dipendenti Acc. Nella riunione di giovedì Fim e Uilm hanno spiegato chiaramente allo staff i termini dell’accordo per suggellare il cambio Acc nel girone lun-ven/sest.

“Gli sforzi dei sindacati sono stati ostacolati dalla mancanza di volontà politica e dalla mancanza di acume per gli affari – ha aggiunto Mauro Zuglian, la coalizione FIM che ha seguito le accese polemiche – C’è stato un fallimento. L’Italia perde per sempre un pezzo importante della filiera domestica: il compressore. Conoscenze e competenze per la vendita e le linee di prodotti per Bengali Walton. A Borgo Valbelluna restano rimorsi e fabbrica vuota con tante storie da ricordare Zanussi, Electrolux, Acc, Wanbao. Per mantenere viva questa storia 250 dipendenti e nessun sindacato può lasciarli nel loro futuro. Il team Lu-Ve riapre lo stabilimento e propone un nuovo prodotto: gli “interruttori”.

Un accordo sindacale firmato nella Regione Fim regionale dà il via a questa nuova opportunità. Ai 150 dipendenti che entrano a far parte del Sest sarà assegnata la stessa anzianità di servizio e la stessa retribuzione e il mantenimento della prima classe sarà valutato in base alla mansione a cui sarà assegnata la mansione. “Per alcuni – commenta Zuglian – questa è una bugia, per altri è solo una richiesta di contratto nazionale (senza discriminazioni, come accennato prima, ritenzione salariale)”.

Per i 100 che non aderiscono al Sest è aperto un ampio percorso migratorio che coinvolge tutti i firmatari: sindacati, Confederazione, Regione Veneto e la stessa Sest, che offre il diritto esclusivo di assumere nelle proprie fabbriche operai Acc se l’aumento della produzione richiede più manodopera del previsto.
“I negoziati – sottolinea Zuglian – sono stati intensi e intensi, con questioni tecniche e legali del tutto nascoste nel noto sindacato, che rivendicava la legittimità del testo stesso. Fim Cisl ha sempre sostenuto l’importanza della sicurezza del lavoro. In quanto iscritto a un sindacato, ha dato il suo contributo idee e competenze per arrivare alla definizione di un testo che possa, in gruppi uguali, portare condizioni migliori per i lavoratori. La Fim Cisl è stata presente alla redazione, è stata presente alla firma del testo e sarà soggetta a pagamento integrale in tutta la Rsu su vari tavoli che saranno richiesti per il monitoraggio continuo e la pressione sulle politiche migratorie”.

A chi non ha firmato questo accordo e ci accusa di volercelo dare (nello stesso accordo di chi non lo rispetta), non abbiamo preoccupazioni – conclude che il sindacato Fim – non guardiamo per gloria. – puoi tenere anche quello – ti basta avere la possibilità di lavorare e trovare soluzioni con il personale per fare in modo che nessuno venga lasciato indietro: l’unico fallimento di un’organizzazione che può accettarlo è non rappresentare il paese di lavoro”.

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