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Affari ambientali-culturali – 04/10/2022 – Ernesto Nathan, visione e pragmatismo di un sindaco visionario




Ernesto Nathan, idealismo e pragmatismo della visione del sindaco

10/04/2022

“Dobbiamo ringraziare Fabio Martini, non solo per il suo lavoro, ma per l’intenso giornalismo italiano. Impegnato in Italia, Ernesto Nathan impegnato a Roma.
Due partite difficili, due progetti aperti a tutto, perché tutto serviva. Ma è pieno di trappole, nemici, avventurieri, contraddizioni. Inoltre, il libro di testo letto e ritrovato che Fabio Martini ha regalato a Nathan, l’unico uomo nella Repubblica italiana che proveniva dallo stesso Mazzini, dove Nathan era uno stretto alleato di Roma, non ha scoperto improvvisamente “Nathan e il design romano”.
Più volte abbiamo detto anche “Nitti e la produzione italiana”.
Sì, entrambi componenti di un gruppetto, potente gruppo mazziniano, che ha preceduto per mezzo secolo il partito di Pannella. Sia nel più ampio contesto culturale che nel più ampio senso di libertà, sebbene abbia forti legami nel libertario e nel socialismo lasciato alla fine dell’Ottocento (Nathan, un ebreo, anticlericale e intransigente, nato ed educato a Londra); e la responsabilità ora nella stessa cornice del governo secolare di Giolitti, ma aperto alla collaborazione con cattolici e socialisti riformisti (Nitti Lower, della famiglia culturale Garibaldi, eletto a Muro Lucano e prossimo presidente del Consiglio dei ministri).
Finora non ci sono tracce importanti della relazione. Ma il giusto rapporto è scritto nel libro di Martini e fa parte del lavoro che facciamo. Ecco una giornata interessante nella giornata commemorativa che Donato Verrastro ei suoi studenti del Master di Storia Unibas mettono in questo ciclo di “Radici morali” che oggi a Melfi è dedicato a due grandi imprese di oggi. Entrambi vivono con pochi eredi».

Con queste parole Stefano Rolando, presidente della Fondazione “Francesco Saverio Nitti”, intervenuto a distanza, ha introdotto un incontro con Ernesto Nathan che ha concluso il secondo ciclo di “Radici morali”, organizzato dalla Società e dalla Fondazione Nitti e dal Dipartimento. di Scienze Risorse Umane dell’Università della Basilicata, e rientranti nei “Percorsi di eccellenza” di quest’ultima.

L’evento, che si è tenuto nella sala comunale di Melfi “Nitti-Bovet”, è stato aperto da Gianluca Tartaglia, direttore dell’Associazione Nitti, e sindaco di Melfi Peppino Maglione.

Il dibattito è stato acceso dalle domande dello studente Carmine Zagaria e degli studenti della dott.ssa Martina Marzocchi, Michele Fasanella e Raffaele La Regina, rispettivamente, in un corso di laurea magistrale in Storia e cultura europea e dottore in Storia dell’Università degli Studi Lucani, che preside Fabio Martini, giornalista e La” del libro “Ernesto Nathan e la Produzione di Roma” (Marsilio, 2021).

Durante l’incontro, quest’ultimo, in una comunicazione a distanza, ha sottolineato come “Ernesto Nathan è stato il sindaco romano e una delle figure più importanti della storia della nazione e doveva essere inserito nel codice morale della nazione. Lui, da brav’uomo, interpretava il suo lavoro come una missione: rendere più viva la capitale, confermando la sua visione mazziniana. In teoria: non si dovrebbe interessare ma i regolatori non degradano le ‘forze potenti'”.

Il verbale finale dell’incontro è stato presieduto da Donato Verrastro, docente di Storia contemporanea all’Università della Basilicata. “Questo ultimo appuntamento di una serie di seminari ‘radici morali’ ha permesso a studenti e laureati Unibas di scoprire e approfondire una delle figure più importanti della storia dell’istituzione politica del Novecento: Ernesto Nathan. Il Sindaco di Roma dal 1907 al 1913, in una recente lettera di Fabio Martini, si pone come rappresentante del buon governo della Città eterna, compresa una politica di politica antiecclesiastica antipapale a Roma, ma allo stesso tempo . si ispira ai valori risorgimentali della democrazia e mira a coinvolgere i cittadini, nei momenti di negazione del diritto al sostegno, nei processi decisionali e nei piani urbani. Mazziniano, che in seguito si unì ai radicali, si stupisce della sua capacità di interpretare i principi ideologici nei sistemi di amministrazione cittadina; Raramente a Roma si sono visti esempi di controllo visionario (dal seggio elettorale al comune di servizio, dall’investimento in istruzione allo sviluppo di un grande piano urbano), incentrato sui bisogni dei cittadini e sulla pressione delle cosiddette ‘forze forti’, anche coloro che, in qualche modo, avrebbero notato il loro futuro. Un’occasione per mettere al centro la storia, come formazione che può rendere pubblica coscienza dalle profondità e dall’analisi dettagliata dei livelli del passato umano”.









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