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Alpini, polemica in giornata nazionale: farà uscire il fascismo

Il 5 aprile il Senato ha 189 voti favorevoli, nessuno è contrario e si può solo votare Astuccio alla Giornata nazionale della memoria e del sacrificio ialpino, già approvato dall’Autorità. La Convenzione di Palazzo Madama ha ribadito la scelta della data proposta, ovvero il 26 gennaio. Al gennaio 1943era il giorno di Ya la battaglia di Nikolajewka culminata in una clamorosa sconfitta, preludio di una strage che uccise migliaia di alpini. E infatti il ​​motto del disegno di legge recita letteralmente che il giorno è stato scelto “per preservare la memoria dell’eroismo dimostrato dal Corpo d’Armata degli Alpini nella battaglia di Nikolajewka durante la seconda guerra mondiale, e per promuovere i valori. .

Hitler si congratula con un soldato durante l’operazione Barbarossa (Getty)

La guerra di Nicolajewka e dubbi sull’opportunità di una giornata speciale per celebrare le forze alpine

L’evento è stato scelto come simbolo di sovranità e interesse nazionale forze nazifasciste commettere violenza controUnione Sovietica – può essere tuo L’Armata Rossa prese sul serio la difesa della sovranità e dell’interesse nazionale del suo paese dall’invasione dei tedeschi e degli italiani, vale a dire, per usare un eufemismo, piuttosto interessante. Senza contare che si tratta di una campagna di violenza, nota come “Opera BarbarossaVide in prima persona gli invasori (soprattutto i nazisti) come vittime di orribili violenze (rapine e stupri) e crimini contro i civili: donne, bambini, anziani, ebrei e prigionieri di guerra. Prima della partecipazione pubblica, dell’unità e dell’etica. Non serve una laurea in storia attuale per comprendere lo scopo incomprensibile di un esperimento parlamentare, che cerca di trasformare una guerra dichiarata in un atto di eroismo eroico.

Tuttavia, non tutti la pensano così, a cominciare dal Presidente diAssociazione Nazionale AlpinaSebastiano Favero, che ha sottolineato come la ratifica dell’ordinanza “ci riempia di più di un semplice riconoscimento giuridico non solo con il concorso della ratifica del disegno di legge, ma anche con la data designata della corrispondente cerimonia (…) l’epicentro degli eroi del 1943. Riaffermando la “grande eredità degli alpini nel nostro Paese e la sincera e diversificata gratitudine della dedizione, della solidarietà, della riconciliazione e dello spirito di pace, che da oltre un secolo divide piume nere”.

La Giornata Nazionale delle Alpi è fissata per il 26 gennaio, ma il ritiro di Nikolajewka da molti suscita fantasmi fascisti.
Soldati russi catturati durante l’operazione Barbarossa (Getty)

Le elezioni del 26 gennaio sono il risultato di una rottura articolare di sinistra o di un crescente aggiornamento storico?

Ma perché celebrare queste buone tradizioni, il giorno prescelto legato a una delle pagine più vergognose, e non la vittoria fascista e filonazista d’Italia? Non sarebbe più logico ricordare la forza e il coraggio delle forze alpine che combattono nei canali alpini. prima guerra mondiale per proteggere il nostro paese? O, ancora, innumerevoli interventi, in tempo di pace, amando le persone colpite dai vari disastri, non ultimo l’impegno per la campagna vaccinale. anti-Covid? Ma cosa è rimasto nelle loro teste quando hanno votato per questo caso? Era confuso, o forse a corto di storia della storia? O, peggio, è diventato un parallelo alla destra che, in nome dell’ambiguità (se non possibile) “memoria condivisa” o “pace nazionale”, ha cercato per decenni di riconoscere nel nostro Paese una revisione storica che rischia di spezzarsi tutti i confini tra giusto e sbagliato, tra giusto e sbagliato, tra vincitori e vinti? Per cancellare la memoria, non per renderla condivisa. Fare quello che gli storici chiamano “l’antifascismo” della vittoria.

Purtroppo non è la prima volta che la sinistra è inquietantemente piatta in questo tentativo di coercizione sulla destra, con una strategia di celebrazione collettiva, una persona rivista, reattiva e quindi distorta nella lettura della nostra memoria storica. Pensa solo a “giorno della Memoria», Questo è un ricordo della tragedia di tessitore, stabilito per legge nel 2004, in linea con la delibera AN. Ancora una volta a sinistra, con i dirigenti ds e Margherita Luciano Violante e Willer Bordon, a destra senza esitazioni. Senza tener conto, però, della richiesta di alcuni esponenti di sinistra, supportata dal parere di valenti storici, di far seguire almeno un atto da una speciale commissione d’inchiesta che sia meglio per l’evento storico, che, in quanto in seguito divenne il “revanscismo” neofascista e quindi una differenza significativa. E proprio a causa delle divergenze si è deciso di adottare provvedimenti legislativi – spesso approvati dalla stragrande maggioranza – che limitino i finanziamenti pubblici a enti o istituzioni che “negano” o “riducono” il resoconto ufficiale del disastro delle doline. Cioè, una storia di rinnovamento.

La Giornata Nazionale delle Alpi è fissata per il 26 gennaio, ma il ritiro di Nikolajewka da molti suscita fantasmi fascisti.
Due alpini durante l’allenamento della squadra nazionale Getty

Le proteste della Lega nazionale dei deportati furono inviate nei campi nazisti

Evidenziando il comportamento inconfondibile della sinistra – dopo l’approvazione del Giorno della Memoria ialpino – Si è alzata Rara avis, la voce di Aned, l’Associazione degli ex deportati nei campi nazisti, che, in un documento ufficiale (8 aprile), ha espresso la sua confusione e disapprovazione. Viene da chiedersi, sottolinea la Società, «in quali casi i parlamenti di tutti i partiti sono impegnati a votare per la stessa incomprensibile funzione della guerra fascista (…) che è fortemente ambita. duze del Fascismo per approfondire i suoi rapporti con l’alleato nazista”. Quello lanciato dall’Aned è un vero allarme, e perché, come ricorda lo stesso partito, non si tratta di un atto autonomo, ma di una clausola aggiuntiva che conferma “ripetuti rimpatri della maggioranza da parte del Parlamento e disegni di legge speciali”. “. Finalmente una Costituzione che condanni la guerra e la veda oggi Parlamento L’Italia promuove all’unanimità una politica di violenza contro i governi fascisti».