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Baldassarri, Quadrilatero a modo mio: “Un esempio del futuro delle Marche C’è stata anche una rottura, ma Meschini…”

MACERATA – L’ex economia e presidente dell’Istao pectore, Mario Baldassarri, protagonista di un convegno organizzato dal Rotary. Ha descritto le origini della strada che collegava le Marche con l’Umbria (“Io, Pupo, Pieralisi e Romozzi hanno creato apposta la prima società pubblica. Hanno fatto di tutto per fermarci”). A proposito degli ex sindaci del capoluogo e del sindacato in chiesa parrocchiale: “Quando ha visto che la Circoscrizione non l’avrebbe costruita, è tornato da me, ma era troppo tardi”


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Mario Baldassarri

a partire dal Luca Patrasi (La foto è attiva Fabio Falconi)

“Quadrilatero: un viaggio tra Marche e Umbria, un progetto che unisce luoghi e persone, alla sostenibilità ambientale” è il titolo di un convegno svoltosi oggi nelle sale cinematografiche italiane dei Rotary Club di Macerata, Camerino e Tolentino con Mario Baldassarri, ex viceministro dell’economia e presidente del pectore dell’Istao, era il protagonista. Alla sua relazione di riferimento è seguito l’intervento del costruttore Fabrizio Romozzi, già amministratore delegato di Quadrilatero spa, di Antonio Pettinari, direttore di Quadrilatero, il prof. Ercoli Incalza, direttore del Piano generale dei trasporti per il ministro delle Infrastrutture e’ l’avvocato Alessia. Pupo. Il giornalista Paolo Notari ha moderato la discussione con i saluti dei presidenti di Rotary club e del sindaco di Macerata Sandro Parcaroli. Baldassarri raccontò la sua storia personale e artistica, la storia del Quadrilatero e infine delineò alcuni possibili progetti.

Quadrilatero_Baldassarri_FF-3-650x434Un ex sostenitore del governo Berlusconi ha fatto appello a date e posizioni senza il minimo accenno di eccitazione. «Quando ero giovane e leggevo – ha scherzato Baldassarri – i fumetti di Topolino c’era uno strano costruttore, cugino di Paperino, che disegnava le strade impossibili, ricordo un’autostrada che finiva in mare. Crescendo, ho rivisto quella strada a Civitanova, non solo il mare ma il semaforo rosso.. Basti pensare, sono cambiati i controlli di centrodestra e centrosinistra, ma il nostro progetto per il progetto di fine strada, e un cavalcavia con due celle sul terreno vicino all’attuale Cosmopolitan, non è passato. Forse avevano altri interessi. “

Un altro scavo che Baldassarri presenta all’amico Giorgio (ex sindaco di Macerata Meschini): «Il primo progetto del Quadrilatero fu un progetto di Macerata, durante il quale (primi anni 2000) il costo fu di 20 milioni di dollari. Giorgio mi ha detto che era già programmato e che la Regione Marche lo avrebbe fatto. Poi si rese conto che la Regione non avrebbe mantenuto la sua promessa e tornò da me, ma, come gli avevo già detto, la soluzione era stata accettata da tempo».

Quadrilatero_Baldassarri_FF-2-650x434Sono passati vent’anni e il periodo di riposo non è ancora arrivato. Non solo battute, Baldassarri ha parlato apertamente dell’ora spiegando come nasce una grande idea nell’insieme di community e dirigenti che si incontrano negli anni.

«Il primo maestro fu Dante Cecchi, la mia dea che doveva essere battezzata nella chiesa di Santa Maria della Porta nel ’46. Poi due grandi maestri negli anni ’50 a Giuseppine dove provarono la via Montessori, poi De Amicis e Ragioneria. Laureato in Economia ad Ancona sotto la guida del Prof. Giorgio Fuà, allora Ancona era un ramo di Urbino, diploma firmato da Carlo Bo. Poi MIT a Boston dove ho avuto come docente il prof Modigliani, infine Sapienza e Marche dove ora mi preparo a guidare l’Istao fondato dal prof Fuà».

Quadrilatero_Baldassarri_FF-7-650x434Dopo aver spiegato cosa intende il Prof Mario Baldassarri per raccolta di capitale umano, ecco la nascita del progetto Quadrilatero: “Una storia semplice dalla mia tesi del 1978 sui modelli di risparmio di valore: in Italia, nel mio campo, trovo possibile capire quell’idea Ci facciamo di tutto – Io, Pupo, Pieralisi e Romozzi – una public company ad hoc, la prima in Italia.E’ il tipo di azienda che permette di prendere decisioni rapide senza il tradizionale sistema burocratico. Chi si oppone a questa tesi, poi mi chiama “venditore di tappeti”, prova di tutto – come la Regione Marche – ad appellarsi al TAR e alla Corte Costituzionale per impedirlo.. Gli avversari hanno commesso due errori: il primo è stato che non conoscevano la nostra caparbietà, il secondo è stato che non mi credevano il viceministro dell’economia e guidavano il Cipe, cioè le proposte che dovevo firmare. . La notte prima dell’introduzione del Target Act e di 2,1 miliardi di dollari di finanziamento per tre grandi progetti nazionali, ho telefonato al presidente del Consiglio Berlusconi dicendo che era opportuno che intervenisse nella firma il giorno successivo. Era il 2003, e gli ho spiegato tutto fino a mezzanotte quando mi ha chiesto quale fosse il lavoro sponsorizzato, e ho risposto che c’era gente di passaggio a Mestre, due lotti Salerno-Reggio Calabria e Quadrilatero Marche-Umbria. Mi chiese cosa fossero i Quadrilatero e io risposi che era mezzanotte e glielo avrei raccontato il giorno dopo. Il giorno successivo arrivò Berlusconi e il progetto, insieme al relativo finanziamento, fu approvato. Erano già disponibili 2,1 miliardi di euro, meno del miliardo Civitanova-Foligno».

Quadrilatero_Baldassarri_FF-6-650x434Civitanova Foligno ora c’è e l’ex stato delle infrastrutture sembra inverosimile, ma Baldassarri ricorda: «Se dovessimo fare ricerche statistiche sui risultati utili, probabilmente vedremmo che non ci sono più incidenti mortali cronici. per la prima volta nel 77 le regioni hanno registrato risultati economici significativi, non più strade chiuse per neve. Tutto questo ha valore». Sì, si chiama Quadrilatero, ma ci sono tre marciapiedi, e la terza via per Pedas non c’è. «L’amministratore delegato di Autostrade allora, Castellucci, che era di Senigallia, è venuto da me con un piano Autostrade che non prevedeva una terza linea. Gli ho semplicemente detto che il governo stava prendendo la terza strada per Pedaso e senza di essa non avrei firmato nulla. Tornò dopo 20 giorni con un progetto di terza corsia a Porto Sant’Elpidio, ma solo perché aveva parlato il Comune di Porto San Giorgio». Porta la firma di Baldassarri, nei primi anni 2000, l’ultimo grande progetto infrastrutturale marchigiano, un miracolo quasi parallelo a quanto accaduto nel secolo scorso in questi settori. “Il nostro problema è che pensiamo sia un miracolo che abbiamo fatto un ottimo lavoro e invece dovremmo essere sorpresi di non farlo”. Sì, ma per quanto riguarda il futuro? «Formazione, maestri regionali preparati, studi regionali di economia per pensare alla Regione dopo il 2030, quella dovrebbe essere una visione, non si può immaginare il presente. L’ultimo politico che aveva un progetto locale aveva parlato di Area Città decenni fa, ti rendi conto che sto parlando di Ciaffi».

E a proposito di idee, l’ex ministro ha espresso il suo pensiero, con una domanda diretta, durante una pausa caffè al bar Basquiat: “Stiamo perdendo un evento storico con Pnrr: però oggi non lo vogliamo più. La terza carrozza è sulla tratta attuale ma con la nuova arteria posteriore è necessario realizzare una nuova rete ferroviaria per entrare il più velocemente possibile sull’altra linea e lasciare la linea attuale sui treni locali”

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Bruno Mandrelli e Laura Ricci

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