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Bergoglio e la crisi in Ucraina. Un cordone rosso lega un vescovo argentino a una rivolta in piazza Maidan a Kiev

A cura di Armando Savini, databaseitalia.it

Di seguito la mia intervista al giornalista Aldo Maria Valli, vicinissimo a mons. Viganò. Le domande sono frutto di una riflessione a seguito di un’intervista rilasciata qualche giorno fa allo stesso Viganò (OMS).

  • Monsignor Viganò è il primo vescovo ad esprimere il parere sull’invalidità dell’elezione di Bergoglio, la quale, se confermata, potrebbe innescare una grande battuta d’arresto nella storia della Chiesa, «un reinsediamento che ci riporterebbe allo status quo, con un collegio cardinale fatto solo da Benedetto XVI nominatori.” , alcuni ecclesiastici hanno messo in dubbio la legittimità dell’elezione di Bergoglio, sostenendo che Benedetto XVI fosse ancora il papa ufficiale, poiché non poteva negare l’elezione. un regalo come previsto dal Codice dell’atto canonico, ma non rivelerà semplicemente lo status di seggio ristretto, come riscritto da Andrea Cionci (OMS). Crede che monsignor Viganò si riferisca a questa idea quando scrive che “occorre illuminare l’espulsione di Benedetto XVI”?

Alcuni scrittori ecclesiastici che hanno letto il testo delle dimissioni di Benedetto XVI affermano che il papa lo divide un regalo (possiamo dire che è un papa) e ministero (essere papa). Non voglio entrare in questa differenza, in termini di essa, inoltre, nemmeno gli esperti sono d’accordo. Prendo atto che, in ogni caso, Benedetto XVI ha sempre affermato di essersi dimesso dal pontificato e ha convocato una conferenza per eleggere un successore. Non vedo limiti nel poter parlare di vizio di volontà, senza contare che Ratzinger dopo le dimissioni riconosce sempre Bergoglio come legittimo papa al potere. Tutto ciò non significa che si debba indagare sul ruolo svolto dalla mafia di St. Louis. Gallen mise in una posizione di svantaggio imparziale Benedetto XVI, al punto da porre le condizioni per le sue dimissioni. Nel mio libro Visione notturna. Ripensare Benedetto XVI (Chorabooks, 2018) Mostro come il papa Joseph Ratzinger sia stato sistematicamente attaccato, in un crescendo violento volto a mettere in un angolo il pontefice e a dipingerlo come insicuro nella visione pubblica del mondo. Secondo monsignor Viganò (e io sono con lui), questo atto, in quello che lui chiama l’arcivescovo chiesa profonda, è chiaramente integrato con una profonda gestione ambientale: tutto è tenuto a posto, in un quadro programmato come una realtà globale. La prova che le intenzioni di coloro che lavorano per estromettere Benedetto XVI ed eleggere Francesco sono in linea con i fautori del Nuovo Ordine Mondiale, e lo stesso si può dire dei metodi utilizzati. A ulteriori letture può sembrare scoraggiante raccontare l’elezione di Francesco e, ad esempio, i disordini in piazza Maidan a Kiev. Si può infatti garantire che l’evento si muova in una direzione, con una chiara indicazione con una visione completa della realtà. Prendo atto inoltre che i provvedimenti presi contro il Vaticano per aver escluso lo IOR dal programma Swift poco prima delle dimissioni di Benedetto XVI (disposizione che rende impossibili tutti i pagamenti vaticani e imponeva, in effetti, alla Santa Sede, allo stesso modo. Il livello di terrorismo simboleggia il collasso economico ) di interventi illeciti.

La domanda è: sono le modalità utilizzate per spingere Benedetto XVI alle dimissioni come cessazione delle sue dimissioni e, di conseguenza, con il congresso del 2013? Gli sforzi degli esperti che sono disposti a lavorare per chiarire questo dovrebbero concentrarsi su questo.

  • In merito a possibili brogli elettorali, monsignor Viganò ha parlato di partito non allineato. Ad oggi, la Santa Sede non ha smentito le accuse mosse da uno dei cardinali di Bergoglio, il cardinale Danneels, in merito al fatto che i cardinali della “mafia di San Gallo” – come lui stesso si definiva – fossero in un “conclave” conclave nello spirito di S. Gallen», cioè finalizzato alla realizzazione dei loro progetti dirompenti, pianificati durante i loro incontri privati. Se l’accusa fosse giustificata, potrebbe portare alla destituzione dei cardinali (eletti), che potrebbero nominare illegalmente un cardinale espulso, come lo stesso partito che lo collocherebbe sul trono di Pietro. È questa, secondo voi, una possibilità? Si può definire pienamente Bergoglio come un “fatto papa”?

Nella costituzione dell’Università degli Apostoli il gregge della domenica (emanato da Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1996 e sul periodo postpost e l’elezione del Romano Pontefice) ha dichiarato che qualsiasi accordo pre-elettorale tra i cardinali è nullo. Inoltre, sono dettagliate le procedure di voto da seguire. Ora, sappiamo da varie fonti (non smentite dalle organizzazioni della Santa Sede) che l’elezione del cardinale Bergoglio avverrà la notte del 13 marzo 2013 dopo la terza votazione. Al riguardo, la costituzione (n. 68) prevede: «Se il numero dei voti non coincide con il numero degli elettori, devono essere espressi tutti e si deve fare subito una seconda votazione; se, invece, corrisponde al numero degli elettori, il calcolo va come segue». E nel n. 69 si legge: “Se gli Scrutatori trovano che due voti espressi sembrano essere stati estratti da un elettore, se hanno lo stesso nome devono contare un solo voto, se invece portano due nomi diversi, nessuno dei due voti si applica ; tuttavia, in entrambi i casi, la votazione è stata annullata. “Quindi, nel primo caso, si sarebbe dovuta fare una terza votazione. Qualcuno dice. Ma Tutti i greggi di Domenico (n. 76) chiarisce: «Se l’elezione fosse stata condotta in modo diverso da quello previsto in questa Costituzione o non fossero state osservate le condizioni ivi imposte, l’elezione sarebbe stata nulla, salvo che una dichiarazione in merito questione. non conferisce alcun diritto all’intestatario”. Quindi, forse il Vaticano nega che ci siano irregolarità, o, in caso negativo, potremmo presumere che l’elezione di Francesco non sia valida o almeno chiedere che venga indagata. E così sarà nonostante il fatto che S. Gallen Mafia ha lavorato per guidare i voti dei cardinali per il candidato. La Costituzione degli Apostoli, infatti, afferma chiaramente: «Vieto a chiunque, anche un cardinale dotato, di negoziare, mentre il Pontefice è ancora in vita e non si è mai incontrato, sull’elezione del suo Rappresentante, o sui voti promettenti, né di prendere decisioni in materia in conferenze private» (n. 79). E ancora: “I cardinali devono astenersi da qualsiasi forma di sollecitazione, trattati, promesse o altri impegni di qualsiasi natura, che li costringano a dare o negare il voto all’uno o all’altro. Se ciò avviene davvero, anche sotto giuramento, dichiaro che questo vincolo è nullo e privo di valore e che nessuno è obbligato a mantenerlo; e d’ora in poi sarò bandito automatico per coloro che infrangono questa legge. Tuttavia, non intendo bloccare lo scambio di opinioni sulle elezioni durante la sede vacante».

Il fallimento del pontificato di Bergoglio è sotto gli occhi di tutti ed è ormai accettato “da sinistra”. Un recente verbale circolato tra i membri del Collegio cardinalizio (firmato sotto pseudonimo. Demoni) dice chiaramente. Ma se l’infedeltà dell’elezione di Francesco fosse smascherata (o per un vizio di sistema o perché ci sono stati accordi tra i cardinali) non ci sarebbe bisogno di controllare i dettagli nei dettagli.

  • Nel mistero del male. Benedetto XVI e la fine dei secoli, scriveva Giorgio Agamben: eppure Benedetto XVI sa che questo può e deve avvenire solo nel tempo della seconda venuta di Cristo, che è proprio ciò a cui sembra destinata a «ritardo» la divisione della Chiesa, che opera come catecone. “il motivo principale delle sue dimissioni è stato il desiderio di suscitare una conoscenza escatologica”, simbolo della divisione nella Chiesa tra “Babilonia” e “Gerusalemme”. “La risposta di Benedetto XVI sembra confermare questa domanda”. , “l’ultimo a rappresentare il papa come lo conosciamo ora”, usando le parole di Seewald nei Dibattiti finali. Anche in questo caso la risposta di Ratzinger è stata chiara: “Tutto può essere”. Cristo. Se Benedetto XVI chiude una sessione e ne apre un’altra, siamo probabilmente giunti alla fine dei tempi? È questo il momento in cui un katechon viene tolto di mezzo per far apparire un uomo anomia?

Mi sento incapace di rispondere. D’altra parte, anche gli studiosi non sono giunti a un accordo su questioni così complesse. Mi limiterei al fatto che, se Benedetto XVI avesse riservato uno spazio a un papa vibrante che potesse controllare, il progetto di Ratzinger non avrebbe successo. Il regime di Bergoglio fu catastrofico sotto tutti gli aspetti. Non solo: con Bergoglio la Chiesa è diventata quella che tiene la coda dell’ONU e di tutte le altre istituzioni di pensiero e di azione dedite a rafforzare il Nuovo Ordine Mondiale. La storia “psicopandemica” è stata, in questo senso, molto rivelatrice. Questi fatti, questa è ormai storia. Spiegando il famoso detto “ci sarà un giudice a Berlino”, rimango fiducioso e prego che ci siano prove in Vaticano. Un cardinale degno di questo nome, un monaco coscienzioso. Mons. Viganò ha fatto e ha fatto di più: bisogna evitare la solitudine e il disprezzo. Probabilmente l’ultimo punto della guida che abbiamo lasciato.

A cura di Armando Savini, databaseitalia.it

Armando Savini è economista, saggista, studioso di esegesi biblica e mistero ebraico. Dopo la laurea in Scienze Politiche e un master in HR Management, si è occupato della scienza della complessità e delle sue applicazioni in economia. Già studente di Economia Politica presso la cattedra del Prof Giovanni Somogyi presso la Facoltà di Scienze Politiche della Sapienza, è stato assistente alla cattedra di economia, economia, gestione delle risorse umane e metodi della ricerca d’impresa. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Management, Debt and Money. Quello che dovresti sapere e non te lo hanno detto (2021); Miti, leggende e miti. Misteri della Genesi dal caos a Babilonia (Diarkos 2020); Due cappotti (Chirico, 2019); Il Messia nascosto. Profezie bibliche alla luce della tradizione ebraica e del cristianesimo (Cantagalli-Chirico, 2019); Maria di Nazaret dalla Genesi a Fatima (Fonte di Solilo, 2017); Risurrezione. Il viaggio tra fede e scienza (Paoline, 2016); Da macchina-azienda a persona-azienda. Ripensare l’azienda negli anni difficili (Mondadori, 2009).

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13.04.2022

Pubblicato da Jacopo Brogi su ComeDonChisciotte.org