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Bla bla baby, spettacolo comico di Fausto Brizzi e Alessandro Preziosi e Matilde Gioli, in cui i bambini giudicano gli adulti.

Un divertente gioco in famiglia, tra bambini che parlano e giudicano gli adulti con un occhio ai Peanuts e al cinema americano degli anni Ottanta. Incontro con il regista di Bla bla baby Fausto Brizzi e i protagonisti Alessandro Preziosi e Matilde Gioli.

Un film per bambini, adatto ai genitori. Bla bla sana non è pubblicato o quasi pubblicato nel cinema italiano ed è ben lontano dai film precedenti Fausto Brizzi. “L’intenzione era che nessuno potesse scriverla nella solita commedia all’italiana”, ha detto il regista, scherzando fino a un certo punto, durante il nuovo spettacolo dello spettacolo, che arriverà presto. 7 aprile #soloalcinema per 01 Distribuzione.

Conferenza stampa insolita, per la presenza di più bambini piccoli che neonati che sono saliti sul palco (e genitori), anche più grandi del film mesi, un anno e mezzo fa. In realtà sono i personaggi principali e gli adulti Alessandro Preziosi, Matilde Gioli, Cristiano Caccamo, Massimo De Lorenzo, Maria Di Biase.

Questa è la storia di Luca (Prezzo), che lavora da 45 anni nell’asilo nido aziendale. Un giorno, per caso, il tipo di parodia di chi fa i supereroi come i cinecomic, riesce a comunicare con i bambini. Nel senso più pieno, perché li senti parlare con espressioni chiare e criticano sempre i tanti mali degli adulti. Una commedia, Bla bla baby, che guarda i film americani per famiglie degli anni Ottantadai Mamma ho perso l’aereo o Beethoven. Sebbene il riferimento principale fossero le immagini umoristiche di Arachidi o di Mafalda, in particolare il cinismo spietato con cui i bambini parlanti attraggono i bambini più grandi. Tra le centinaia di bambini selezionati ci sono quelli con un bel viso, gemelli per comodità e genitori che sono ugualmente pronti a sopportare le lunghe giornate sui set cinematografici. I giocatori professionisti “si inginocchiano per giocare con loro”, con la parte più cinica lasciata ai bambini piccoli.

“Accanto alla scuola per bambini piccoli nel film, comunichiamo con bambini e genitori”, ha detto Brizzi. “Hanno imparato a camminare sul tavolo. Abbiamo girato in fila e alla fine si sono mossi, anche se si stavano muovendo. Era quasi un documentario, con uno stile di ripresa che non ho mai usato. Con i bambini ti aspetti che facciano qualcosa e non sai mai quando accadrà. Ogni giorno tornavamo a casa per tre o quattro ore di foto ei giocatori giocavano al proprio ritmo. Hanno fatto con registrazioni vocali preregistrate con i bambini. A volte niente. Abbiamo usato una colonna guida, proprio come te nei cartoni animati. “

Fu accolto da due gemelli, che salirono sulla piattaforma e corsero verso di lui, rivolgendogli un sorriso felice, Alessandro Preziosi ha fatto rivivere esperienze noiose ma speciali. “Sono padre da vent’anni, a 27 anni. Non comunico facilmente con me stesso, mi trovo molto meglio a non comunicare con loro. È stato divertente condividere con tutto lo staff l’arrivo dei bambini sul set, è stato divertente vedere come miglioriamo gli insegnanti per scusarci con tutti. È stato fantastico lavorare a questo progetto, ho sfruttato tutta la leggerezza della mia esperienza di padre e marito. Sono una persona molto divertente e sicuramente i miei figli iniziano presto a non prendermi sul serio, facendo brutti scherzi come me”.

L’esperienza ricorda anche un altro personaggio con un grande sorriso, Matilde Gioli. “E’ stato bello e importante. Non è possibile tutti i giorni fare film del genere. Non sono ancora madre e il mio rapporto con i bambini piccoli era nuovo, anche se ho cresciuto i miei fratelli più piccoli. È stato divertente dall’inizio alla fine, anche se difficile. Guardare la loro ingenuità e automazione nel muovere i loro volti ti fa venire voglia di illuminare tutte le strutture superiori dei nostri giocatori. Sono molto legato a questi ragazzi, se incontrarli ora non mi conoscono, o magari hanno fatto qualcosa di speciale.. L’esperienza di costruire tanto mi ha fatto crescere tanto”.

Non solo risate, però, ma anche meditazione, come mostra Brizzi. “Volevo che i più piccoli giudicassero il mondo frenetico degli adulti, cosa che non facciamo. Sotto i film per bambini e famiglie ci sono dei “messaggi”. Un invito a prestare attenzione al mondo dei bambini che veglia su di noi e ci giudica. Non sempre diamo il buon esempio. Non sappiamo cosa accadrà al bambino lasciato sull’iPad, ma nel dubbio facciamolo giocare di più. L’idea è venuta a mia moglie e mi ha detto: ‘Perché non giochi a Ted con bambini veri?’ Una visione pazzesca, di cui ho parlato Luca Barbareschi, prodotto da Eliseo Entertainment, ed eseguito alcuni test. Abbiamo creato un dream team di sceneggiatori, realizzato con esso Paola Mammini, Herbert Simone Paragnani al Mauro Uzzeo, sviluppando un argomento apparentemente intrigante. Abbiamo quindi apportato alcune modifiche tecniche e drammaturgiche per esercitarci con i bambini. Usando trucchi meccanici, a volte digitali o con un bambino vero. Sforzo di gruppo. Ci voleva una follia produttiva per trovare l’opera d’arte giusta. Per la prima volta, ho potuto mostrare il film non alla fine della serie, ma dopo un anno. Se facciamo un seguito, possiamo aumentare il livello del male, quando i bambini giudicano male gli adulti. Sembra la cosa migliore di Bla blah baby”.