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Blog: Incredibile sconfitta dell’onore: stiamo cercando aiuto?

“Il denaro ti rende ricco. Il rispetto e l’educazione fanno di te un maestro.”
Il principio immutabile, come ho sempre detto, è che chi viene punito da bambino per aver disobbedito ai genitori, oggi ha il problema del trauma psicologico: l’educazione.

Voglio affrontare due questioni che negli ultimi giorni si sono unite in ambiti diversi, anche se paralleli, come vedremo.
Di conseguenza, a mio modesto parere, tutto va riversato in un comune imbuto mentale altrimenti si rischia un approccio “razzista”, solo evidente, lontano dal significato che siamo abituati a dargli.
intendo questo momento dopo il ritorno negli spogliatoi dei giocatori azzurri dopo la distruzione della partita contro la Macedonia del Nord e quello che hanno i ragazzi belgi, ovunque si trovino, “cenano” in una delle piazze più belle. una notte da Firenze.
La perdita può verificarsi, fa parte del gioco, dello sport, della vita. Ma perdere la faccia, no. È successo allo stadio Barbera di Palermo dopo “La madre di tutte le sconfitte” che, in senso comune, sarà sicuramente ricordato più del conflitto contro la Corea degli ultimi cinquant’anni. L’appuntamento sarà probabilmente nel 2026 con un programma che si terrà tra Stati Uniti, Messico e Canada.

Negli spogliatoi dell’Italia si sono sentite le grida di giocatori arrabbiati, che chiedevano la sconfitta. C’è chi prende a pugni le serrature, chi è a disagio, in mezzo a calci alle bottiglie, mani nei capelli, magliette buttate per terra, la notte peggiore del calcio italiano. Ma nessuno di questi giustifica ciò che è stato osservato.
Le docce sporche, come i servizi igienici, hanno immondizia sul pavimento, vicino a indumenti igienici, all’interno dei lavandini. E poi ancora la profanazione dello sporco nei corridoi che portano agli spogliatoi. Infine, nella sala che ospita la Nazionale italiana prima, durante e dopo la partita, la tragedia: Molte bottiglie di plastica sono state lasciate ovunque, i bidoni della spazzatura erano così traboccanti che l’interno traboccava e si spargeva per terra. Fazzoletti, tovaglioli, bicchieri, scatole, avanzi di cibo e bevande.
Sopra lo spogliatoio che ha ospitato un appuntamento internazionale, sembrava di vivere una notte trascorsa tra feste rave e feste degradanti, dove alla fine si era troppo agitati per pensare a riordinare. Indicibile, vergognoso, osceno.
Nei video che si possono vedere sul web, un altro pallonetto o palloncino geniale domenica ha persino urinato su docce e servizi igienici. Di certo all’indomani della partita non c’era voglia di pensare ad altro che al triste quadro che si era fissato in campo nei 90 minuti in cui l’Italia costruiva poco, giocava poco, cercava di ottenere qualcosa. Ciò che viene mostrato nelle immagini è imperdonabile. Distruzione senza fine che prosciuga l’intera squadra di Mancini, senza accesso a dettagli o dettagli. Cattiva immagine creata dai giocatori. Questo è il caso, in tutto il mondo.

Un vero barbecue a poca distanza dal Duomo, Piazza Brunelleschi. Il pugno in un occhio in pochi secondi dalla grande bellezza che tutti sono gelosi di noi. Secondo i residenti, dieci studenti belgi organizzano una grigliata sulle panchine dalla parte della Rotonda Brunelleschi. Accesero un fuoco in una delle sedie mentre quelli accanto a loro apparecchiavano la tavola. A spiegare l’accaduto i residenti del comitato “Per piazza Brunelleschi” che hanno denunciato l’articolo prima ai carabinieri e poi al comune, che ha individuato i ragazzi e li ha consegnati. Se si prendono borse della spesa e tavoli, e la scritta nelle tende perché siano là. “C’erano persone che stavano cucinando la carne, alcune al sole sedute su sedie che avevano portato a casa, hanno detto gli occupanti. L’uomo si tolse scarpe e maglietta. Vergogna.
Il primo problema è chi gli ha permesso, nel primo e nel secondo caso, di farlo senza qualcuno che abbia un senso di “spazzolamento” e che porti al buon senso.

Ma la cosa che mi ha lasciato è stata silenziosa L’impavida indifferenza degli operai che, sacrificando e rispettando il loro lavoro, ed essendo pagati abbastanza bene, hanno dovuto sopportare anche di purificare le coscienze dei poveri e di lavare via la sporcizia.
Ecco il tipo di razzismo che è rude e divisivo.
Non so come descrivere i comportamenti che si basano sulla percepita divisione della società in razze “superiori” e “inferiori”. Secondo le teorie dell’apartheid, l’eredità biologica determina, oltre al comportamento umano, la cultura, la politica e lo sviluppo socio-economico.

Nel 1965 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite votò a favore di una convenzione internazionale che la definisse Discriminazione razziale “qualsiasi discriminazione, esclusione e discriminazione basata su razza, colore, origine etnica e origine nazionale o etnica, ha lo scopo o l’effetto di abolire o perpetuare la disuguaglianza di riconoscimento, godimento o godimento dei diritti umani fondamentali e delle libertà fondamentali di natura politica, economica, sociale, culturale o qualsiasi altro scopo della vita. Negli Stati Uniti negli anni ’60 contro la discriminazione dei neri, che, un secolo dopo l’abolizione della schiavitù, non ha riconosciuto l’uguaglianza di lavoro con i bianchi. Il dibattito razzista scoppiato in quegli anni ha permesso di esporre ed esporre le critiche ingiuste che un tempo affliggevano i neri americani da parte dei bianchi. Mentre è ormai chiaro quali siano le conseguenze della diffusione del razzismo, esse continuano ad esistere ea riemergere quando c’è “responsabilità”. Nel mondo di oggi, afflitto da conflitti e problemi, purtroppo queste opportunità non mancano e infatti stiamo assistendo a una rinascita di ciò che sta accadendo. Il calo razziale di ieri, oggi la disoccupazione, la violenza e tanti altri problemi che affliggono la società odierna.

È perché non hanno avuto l’ora pubblica? Sapevano o sapevano di cosa si trattava? Non erano… indegni, come al solito? Vogliamo giustificarci, come al solito?
Amo le persone che chiedono il permesso, che chiedono gratitudine anche quando non è necessario, che sono saggi a non farsi ferire dalle parole, che capiscono che c’è un’ombra nei tuoi occhi. Profumano rispetto e vita.
Come sempre, non ci vuole molto per dimostrarlo.