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Carlo I d’Asburgo, una breve vita da uomo di pace

Carlo I d’Asburgo, succeduto nel 2004 da Papa Giovanni Paolo II, è stato l’ultimo imperatore d’Austria, re di Ungheria e Boemia e re della Casa d’Asburgo-Lorena e dell’Austria-Este. La sua vita di politico illuminato e credente nei valori cristiani è stata ispirata dall’azione della “Gebetsliga”, un’organizzazione comunitaria fedele, riconosciuta dalla Chiesa di Vienna e da un gruppo nella nostra città. , nella Chiesa piacentina di San Corrado Confalonieri e Preziosissimo Sangue, è un luogo dove si celebra la preghiera adorando l’Eucaristia ogni terzo giovedì del mese.

Il centenario della sua morte, avvenuta a soli 34 anni (1 aprile 1922) è stato ricordato dal prof. Maurizio Dossena, al primo passo della Società “Dante Alighieri”, in collaborazione con la “Famiglia Piaasinteina”.

Carlo era salito al trono dopo l’invasione di Sarajevo, dove il principe Francesco Ferdinando, erede legittimo, fu assassinato e diede la gloria di tutti gli altri eredi al progresso dinastico. Era molto difficile per Carlo I essere un sovrano se non accadevano eventi che gli dessero un incarico politico molto difficile da digerire, ma che, per ragioni di stato, fu costretto ad accettare ma rifletteva la sua condotta, doti cristiane e cattoliche e attivista per la pace.

Nel 1911 sposò Zita Duchessa di Borbone-Parma e, seppur giovane, divenne padre di otto figli, di cui la più piccola era una femmina, purtroppo non la conobbe mai, perché, al momento della sua morte nel 1922, all’epoca della sua gravidanza era una donna amata.

“I critici dell’ultimo governatore d’Asburgo – descrisse il professor Dossena durante la sua imponente visita all’imperatore Carlo I – lo calunniarono facendo usare a Caporetto (doloroso in Italia) i gas respiratori, mentre lui, invece, lavorava sulla carta. La successiva conquista austriaca nel ’18 chiama Carlo in esilio, dopo alcuni tentativi infruttuosi di assicurarsi la corona del re ungherese, la vita era difficile e amara per lui qualsiasi risorsa vitale necessaria per la vita quotidiana.E visse con Zita e i bambini in grande difficoltà economica.Morì per un motivo banale: contrasse una bronchite che si trasformò rapidamente in polmonite che lo portò alla sua sola 34enne, Madeira, dopo 11 anni di matrimonio (1922). In effetti, la sua breve vita non gli ha portato una felicità più grande dell’amore familiare. Si trovò ad affrontare una guerra “inutile strage” in cui, tra l’altro, si oppose fermamente (per evitare un’altra tragedia) alla proposta bomba di Venezia».

Carlo I d’Austria è stato onorato all’altare da papa Woytjla, come Beato, per la sua devozione alla religione cattolica, per l’insegnamento di Cristo, per la giustizia come esempio di vita familiare e matrimoniale, nel suo annuncio. dell’assistenza sociale, nella sua santità e negli atti politici. Oltre alla sua visione “aperta” della mente europea, se fosse viva, forse (seppur in linea con il tempo) ne sarebbe probabilmente il precursore.

cosa è successo negli ultimi decenni. Quando nel 1919 perse tutto, e alla domanda sul perché ringraziasse Geova, rispose: “L’importante è che le nazioni abbiano trovato la pace, e per questo abbiamo ringraziato Geova”. I suoi standard morali erano forti e chiari e non aveva intenzione di violarli. E anche se andò in esilio, non volle rassegnare le dimissioni, perché «il padre non lascia i suoi figli». Nella sua breve vita ha sempre lottato per la pace vera e profonda, illuminato dai principi cristiani, come ha fatto sua moglie, Zita, morta all’età di 96 anni nel 1989, dopo una vita di lutto per la morte dell’amato marito.