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Certificato Privacy Europeo: Green Pass non è valido

L’impegno del Green Pass non può essere scusato per la protezione personale e la salute integrata. L’Unione Europea (UE) ha invitato i paesi ad adottare misure precauzionali in conformità con le leggi applicabili. Passato lo stato di emergenza, i confini non sono più consentiti.

Anche questa volta l’Italia arriva al capolinea. La nuova legge, approvata ieri dal Consiglio dei Ministri, è in via di graduale eliminazione, con tutte le restrizioni e restrizioni alla vita italiana e in alcuni paesi già revocate da settimane.

Il premier Mario Draghi in conferenza stampa ieri ha cantato le lodi del ministro della Salute, Roberto Speranza, sostenendo che tutti gli italiani dovrebbero ringraziarlo per quello che ha fatto. Si è congratulato con gli italiani per aver vaccinato la maggioranza e per aver rispettato i vincoli con un grande senso di comunità. Un report a senso unico che ignora dati inconfutabili, come il numero di morti per Covid e Covid, in Italia tra i più alti al mondo, o come numero di prodotti e vendite chiuse per misure estreme e contraddittorie, che hanno finito per creare grande confusione nell’opinione pubblica.

D’altra parte, ha annunciato il presidente del Consiglio un graduale ritorno alla normalità, la fine dello stato di emergenza il 31 marzo, salvo probabile revisione, e quindi la demolizione della commissione tecnico-scientifica, dell’assessorato edilizio e dell’iter normativo a colori di venerdì. Non ci saranno più zone gialle, arancioni e rosse, ma continuerà la sorveglianza, i decessi e il ricovero, che continuerà a intensificare la comunicazione dopo le 17 di ogni sera per gli italiani attraverso i media. Informazione, non lasciare mai che si dimentichino di Covid un giorno.

Draghi invece era ottimista sulla natura di una struttura permanente in grado di prevenire e controllare eventuali nuove emergenze come le epidemie. Cosa può significare? Un commissario senza fine che può consentire al governo di passare in Parlamento in qualsiasi momento per prendere decisioni che potrebbero avere un impatto sulla vita dei cittadini?

Inoltre, la questione della privacy sembra ora essere accantonata, Nel senso che le persone hanno trovato un po’ avvincente rinunciare ad aspetti importanti della propria privacy. Tuttavia, qualche giorno fa, l’ennesimo avvertimento delle autorità europee ha segretamente invitato gli Stati ad agire per tutelare la salute dei cittadini nel rispetto delle normative vigenti in materia di privacy. Anche questo richiede chiarimenti. Se lo stato di emergenza è legale, secondo alcuni, l’imposizione di decisioni che limitano le libertà delle persone e quindi il diritto alla tutela del proprio settore privato, il superamento dell’emergenza farà automaticamente crollare queste divisioni.

Quindi, in una certa misura, è un’obbligazione Green Pass non può giustificarsi in alcun modo e le esigenze di salute e sicurezza del singolo e del gruppo. Appare sbilanciato e non si basa sui parametri della domanda e dell’equilibrio. Nonostante ciò, è stato prorogato almeno fino al 1° maggio. Inoltre, in caso di peggioramento della situazione epidemiologica, potrebbero essere reintrodotti nuovi confini, sia per common law che per legge, che sono destinati a ledere ulteriormente la libertà e quindi anche la privacy.

Sconfiggere le misure contro il Covid arriva però puntuale, perché il sistema di tracciamento, che porta a prestazioni Covid zero, ha ritardato l’inizio delle operazioni e tornato alla normalità, come già fatto altrove da tempo. Le prenotazioni turistiche durante Pasqua e aprile sono state mirate a luoghi insoliti in cui l’uso del Green Pass e delle mascherine è diventato più flessibile o è scomparso. Adesso bisogna puntare sull’estate, ma impedire subito gli spostamenti dei turisti dall’Europa e da altri continenti. Se si continua a parlare di un possibile ritorno all’epidemia, di un aumento della domanda di vaccinazioni di altre tipologie di lavoratori o, come qualcuno ha fatto ieri, della quarta dose di vaccino per tutti, per l’Italia è difficile farlo. Dopo il danno, quindi, c’è il rischio di diffamazione.

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