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Chi vende le migliori armi al mondo? I dati dell’industria bellica

Secondo i dati disponibili dalla banca dati SIPRI (Stoccolma International Peace Research Institute), per i dieci anni dal 2010 al 2020, i risultati delle prime 100 aziende selezionate nell’elenco istituzionale, tenendo conto, l’industria delle armi ha un patrimonio netto di circa cinque trilioni di dollari. Un numero significativo e in netta crescita, che dovrebbe essere un movimento internazionale nato dal conflitto russo-ucraino, e il rafforzamento delle armi negoziate in vari paesi dell’Unione Europea – Italia compresa, e l’escalation della spesa militare a 2. Percentuale del PIL.

Diamo un’occhiata alle prospettive future – non reali. A livello politico, sembra non esserci spazio per i parallelismi storici e militari avvenuti in Europa prima della prima guerra mondiale. Iniziamo da qui, quindi, ad analizzare come è cresciuta l’industria degli armamenti nell’ultimo decennio, aiutandoci con grafici specifici a comprendere il suo mercato, le nazioni interessate e le aziende di apparecchiature.

L’attrezzatura è in vendita da dieci anni

Il database SIPRI sul commercio di armi contiene informazioni sulle società che producono attrezzature e servizi militari. Le fonti di informazioni estratte dai loro dati includono i rapporti aziendali annuali, comprese le società dell’Europa orientale, come la Russia (dal 2002 in poi) e le società cinesi (dal 2015 in poi).

Fatta questa breve premessa, iniziamo col dire che l’istituto ha definito le Top 100 aziende del settore, indicando un graduale aumento delle vendite di attrezzature. Tuttavia, va notato che, vista l’età di una persona, si è registrato un calo costante fino al 2014. Dal 2014 al 2015 c’è stato un aumento delle vendite (con il 7,68%), da quasi quattrocento miliardi a quattrocentotrenta. Dal 2015 in poi non vi è stata alcuna sospensione concreta delle vendite, che sono progressivamente aumentate.

Le principali nazioni produttive e i loro mercati
Se potessimo cambiare il focus sulle nazioni più impegnate nell’industria degli armamenti (ricordando sempre un campione delle prime 100 aziende della classifica SIPRI), il quadro che emerge è quasi completo negli Stati Uniti, circa tremila miliardi. miliardi di dollari spesi in un decennio, più della metà del campione di affari totale. A seguire, sul podio immaginario, Regno Unito e Dragon Land, la Cina. La Russia è un po’ indietro. L’Italia è al sesto posto. A questo proposito c’è anche il chiarimento, secondo quanto apprendiamo dall’analisi istituzionale, che Le esportazioni italiane rappresentano il 3,1% del totale mondiale per il periodo 2017-2021 e del 16% nel periodo 2012-2016.

Ma quali sono le principali società di vendita di armi?
Ora che l’articolo è stato realizzato a livello di mercato e di nazioni maggiormente coinvolte, occorre scomporre la costellazione delle prime 100 aziende SIPRI e il fatturato leader del settore. I primi in tribuna – sembra aver quasi parlato – sono tutti colossi americani. Lockheed Martin è il migliore in termini di entrate Corporation, una società americana coinvolta nella sicurezza (compresi i servizi di intelligence) e nell’aerospazio. Seconda nella lista, Boeing, anche una società americana, si occupa di prodotti simili. In Italia, invece, Finmeccanica e Leonardo sono il motore trainante.

In conclusione
Il mercato delle armi non può che espandersi, sempre a causa del conflitto in corso e delle recenti azioni intraprese (di valore a medio termine) soprattutto dai paesi europei e dagli Stati Uniti. Tuttavia, rimane la speranza che gli strumenti non debbano esprimere le loro lamentele e che il potere dell’ambasciata possa riuscire nell’obiettivo della riconciliazione.

Per saperne di più.

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