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Citazione di Enrico Letta “L’estrema destra francese”

Roma, 11-5 aprile Enrico Letta, almeno se potessimo mantenere la fiducia nella comunicazione utilizzata dal segretario del Pd attraverso un social o il suo giornale. Twitter. E le elezioni francesi hanno peggiorato la situazione.

Quinta elementare, Letta, Le Pen e Putin

Ufficialmente, il leader nazareno è laureato in Scienze Politiche, con 110 e lode. Come previsto, la corsa all’Eliseo, con il risultato della prima sessione che abbiamo visto ieri, ha però peggiorato la situazione. Il segretario del Pd in ​​questi giorni ha rilasciato tutte le sue cose da bravo analista. È qui che probabilmente si ripete la critica ufficiale, in quinta elementare che separa la comunicazione di Letta.

Alle elezioni francesi segretario superiore le ha dato il meglio che poteva. In vista del voto di domenica, esprimendo sincera preoccupazione per i rischi che comporterà l’elezione finale di Marine Le Pen all’Eliseo. Una bella piccola perla ha descritto il conflitto tra il leader di Assemblea nazionale con l’attuale presidente della Francia come l’inevitabile lotta tra il bene e il male, la luce e le tenebre, la sete di potere e il bene del popolo (che sceglie un luogo comune piace di più). Chiaramente, dal lato “cattivo”, l’immagine di Vladimir Putin era inconfondibile, legata all’amato Mare per via del rapporto tra il suo partito e quello. eRussia Unita. La semplificazione della scuola primaria, anche se l’ex Fronte, come tante altre forme di moralità, ha visto e vede ancora in Russia un “uno” dei valori formali verso l’Occidente.

Ma il Pd, il suo segretario e, manco a dirlo, Repubblica, mentre circolano, discutono costantemente sui social di un’immagine che può essere davvero sconosciuta senza un meme, visto il suo tema: “Il privilegio più alto dell’Eliseo sarà la fine dell’Europa”. Sele.

Il francese inverosimile sulla destra è una cospirazione per porre fine all'”Europa”

La verità è che Marine Le Pen ha notevolmente ridotto il suo sistema di segnalazione, soprattutto sull’antieuropeismo. Considera cosa è successo dopo le elezioni presidenziali francesi del 2017, che sono state ribattezzate In anticipo al Collezionare, che ha prodotto diverse analisi – poi confermate – dalla volontà di “orientare” il movimento e lo stesso partito da un punto di “protesta” a un potere di “stato”. Dopodiché, anche Le Pen si è voltato ed è tornato combattere l’euroaffermando chiaramente che non era più “la cosa principale” (un servizio riportato da tutti i principali giornali, Corriere della Sera primo), e che – come Matteo Salvini – ha abbracciato in pieno l’idea di “trasformare l’Europa internamente”. Gennaro Malgieri, alle pagine e formichepoco più di un anno fa, ha segnato la continuazione del “cambiamento politico” del partito, e ora si interessa anche agli aspetti “naturali” di seguire il tema che è stato così popolare per anni.

Insomma, questo straordinario diritto a temere Letta e i suoi alleati, insomma, resta un mistero. Veramente no. Il soggetto in cui è ricoperta la posizione è sufficiente per farli essere rilasciati. E, ovviamente, potrebbe essere l’unicoemigrazione. Del resto, Le Pen aveva recentemente redatto una risoluzione legalmente esplicita, come si era detto all’epoca Aprire: nessun beneficio sociale delle “coppie, in cui almeno un francese” era la prima, potente, posizione. Al secondo è seguito: “Licenzieremo chi non lavora da almeno un anno e non può dimostrare di avere i mezzi per sopravvivere”. In una situazione simile ora, vera calunnia.

Stelio Fergola