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Comandante dei marines papa: ‘Salva il popolo di Mariupol, le preghiere non bastano’ – Cronaca

Il maggiore Sergiy Volyna, comandante della 36a brigata dei marines ucraini, con base a Mariupol, ha scritto una lettera a papa Francesco chiedendogli di intervenire “per salvare la popolazione stanca della città”. “Santità, Papa Francesco! Mi rivolgo a voi per un aiuto: è giunto il momento in cui non bastano solo le preghiere. Aiutateli a salvare. Portate la verità nel mondo, aiutate a liberare le persone e salvate le loro vite dalle mani di Satana. Chi vuole bruciare tutti gli esseri viventi”.

“Non sono cattolico, sono ortodosso – scrive Sergius Volyna – credo in Dio e so che la luce ristabilisce sempre le tenebre. nel suo stesso Paese. E sono pronto a combattere fino alla fine. “Puoi aver visto molto nella tua vita. Ma sono sicuro che non hai mai visto cosa è successo a Mariupol. ” Carestia e freddo. Ogni giorno sotto la mira dei veicoli nemici. I feriti muoiono ogni giorno perché non ci sono medicine, niente acqua, niente cibo”.

Intanto papa Francesco lancia una nuova petizione per la pace: «La grazia del Signore risorto dia conforto e speranza agli afflitti, nessuno sia lasciato indietro, le lotte, le guerre, le contese lascino spazio alla comprensione, alla riconciliazione. Continuate a sottolinearlo. . “Dio ha vinto la battaglia contro lo spirito malvagio”, “fa che prosperi”, “abbandoniamo i nostri schemi umani e rivolgiamoci ai Suoi piani per la pace e la rettitudine”.

“Questo pomeriggio qui in piazza incontrerò più di 50mila adolescenti provenienti da tutta Italia: un buon segno di speranza”: ha detto il Papa a Regina Coeli ricordando un incontro organizzato questo pomeriggio dal Ministro della Gioventù della Cei, che rivedrà. momenti musicali (canterà il vincitore del Festival di Sanremo Blanco) e spettacolo. Alcuni giovani erano già a St. Louis. Piazza San Pietro alla preghiera del Regina Coeli Marian.

“La nostra paura viene dalla grande paura, la paura della morte: la paura di scomparire, la perdita di una persona cara, la malattia, il non farlo mai più… Ma a Pasqua Gesù ha vinto la morte”. Il papa ha rivolto questo al Regina Coeli (preghiera mariana che ha sostituito questo tempo dell’Angelus) con un commento al vangelo di oggi. Dio «ci invita ad uscire dalle tombe della nostra paura. Sa che la paura è sempre alla porta del nostro cuore e che abbiamo bisogno di sentire ‘non aver paura’: il mattino di Pasqua come una mattina normale. Giorno». Papa Francesco ha poi invitato tutti a riconoscere le proprie bugie. “Ci rinnoviamo adeguatamente quando, attraverso la conoscenza, scopriamo bugie e inganni nella vita degli individui e delle comunità. Ma diamo anche il nome alle bugie che abbiamo dentro! E poniamo le nostre opacità, le nostre bugie, davanti alla luce di Gesù «È risorto, la gioia del Vangelo, della verità liberatrice», ha sottolineato il Papa.