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“Con lui nell’Eliseo a rischio di ripresa e sanzioni contro la Russia” Accordo del Quirinale a rischio

BRUXELLES Il possibile arrivo di Marine Le Pen all’Eliseo sarà un forte terremoto in Europa. E avrà effetti esplosivi di vasta portata sull’intera Unione dei Ventisette. A differenza di cinque anni fa, il leader del National Rassemblement non parla più di “Frexit”, cioè dell’uscita della Francia dall’Ue sull’esempio britannico: ma senza etichetta, il piano del lepenista di rovesciare i politici europei e girare. indietro le mani dell’integrazione nell’UE rimangono le stesse. Dall’instaurazione della libertà di circolazione delle persone e dei beni al taglio dei contributi francesi al bilancio Ue di 5 miliardi di euro l’anno – queste sono solo alcune delle proposte di programma -, la sua vittoria alle urne fa tremare Bruxelles e le capitali, mentre porta l’Europa dall’altra si impegna a farlo in prima linea contro la Russia, e dall’altra è responsabile della raccolta dei fondi iniziali per il Piano di Ripresa e le negoziazioni fund-bis dedicate al potere e alla difesa.

Tutte le dosi che verranno vinte dall’uragano Le Pen, nella sua ex valuta russa riprende e – come altri partner internazionali – la pura simpatia del Cremlino. Oggi la posizione è ancora più alta, composta dalle parole di condanna della guerra e di apertura alla pena, “purché non abbiano alcuna influenza sul potere d’acquisto dei francesi”. Le divisioni che finiranno per umiliare Bruxelles: in molti, infatti, hanno notato come giovedì gli eurodeputati del Rassemblement National siano usciti “in massa” dall’Aula di Strasburgo, per non votare una risoluzione in cui ha subito chiamato il Parlamento europeo. Chiusura della fornitura di gas, petrolio e carbone.

POLIZIA PRECEDENTE

L’obiettivo di Le Pen è quello di ripristinare quello che lui stesso chiama l'”europeo delle nazioni”, una forma di cooperazione tra Stati indipendenti. Per farlo, siete pronti a modificare la Costituzione ea mettere una penna sul foglio sul primato del diritto nazionale nel diritto europeo: un proclama controverso, con palesi violazioni del diritto comunitario, con un esempio inteso a illustrare il corso. La Polonia, infatti, la cui Corte costituzionale si è recentemente pronunciata a favore del diritto nazionale, ha affrontato una serie di violazioni da parte della Commissione che potrebbero portare a sanzioni. In qualche modo un’illustrazione di quello che potrebbe accadere con Le Pen al potere a Parigi: il muro di fronte a Bruxelles è pieno di vendette e di risposte.

Il candidato di estrema destra, insomma, continuerà a seguire il disegno del “Frexit”: infatti, anche se non è più nel nome. Se da un lato non prevede di uscire dall’euro o di referendum sull’adesione all’UE, dall’altro il suo sistema non lascia scampo e ha ancora un elenco dettagliato di misure che violano le regole dell’UE. Ad esempio, cerca di ridurre le possibilità che altri europei vadano a lavorare in Francia e di raggiungere la sicurezza pubblica, ma anche di valutare il funzionamento dell’area Schengen che regola la libertà di movimento, ripristinando il controllo alle frontiere e ripristinando le ispezioni di transito tra i paesi dell’UE . Il battito cardiaco delle regole del mercato interno.

GERMANIA E ITALIA
C’è poi il tema del protagonismo continentale coniugato durante il mandato di Emmanuel Macron: non solo la ripresa degli stretti rapporti con la Germania, ma anche la firma dell’Accordo del Quirinale con l’Italia. L’arrivo dirompente di Le Pen metterà in dubbio una relazione fortunata con gli altri due grandi nomi dell’UE e metterà a repentaglio la posizione di isolare Parigi politicamente. In prima linea, tuttavia, sarà più facile entrare in contatto con un’altra spina a Bruxelles, il neoeletto primo ministro ungherese Viktor Orbán.

A sorpresa e con un calendario, inoltre, fino al 30 giugno, la Francia ha ospitato il presidente di turno del Consiglio Ue, organismo di rappresentanza di tutti gli Stati membri. In tale veste, il 9 maggio – Giornata europea – sarà chiamato “ufficiale”, nell’emisfero di Strasburgo, la chiusura della Conferenza sul futuro dell’Europa, il canale per la partecipazione democratica aperto lo scorso anno per riunire i cittadini. contributo alla riforma dell’Unione. Per molto tempo nei castelli di Bruxelles si è detto che fosse il sigillo europeo del secondo successo di Macron. Adesso si teme che possa essere un atto costitutivo, e non certo dell’Ue, della presidenza Le Pen.

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