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contro l’inquinamento da plastica progetti di ‘pesca dei rifiuti’

di Barbara Berti

I mari italiani sono puliti con pescatori-invasori. Dopo molti anni di legislazione, l’approvazione definitiva del si legge Salvamare, dove è arrivato l’ok della Camera di Commercio Ambiente ed è ora in attesa dell’approvazione definitiva del Senato. “La legge Salvamare aiuterà i pescatori nelle assunzioni un ruolo importante nella qualità della nostra acqua”, spiega Rossella Muroni, vicepresidente di FaciamoEco ed ex presidente dello Stato di Leambiente. scarti di pesca, consente ai pescatori di portare e portare a terra pesci di terraferma, fiumi, laghi o estuari, senza incorrere in costi di smaltimento dei rifiuti, e di incoraggiare il riutilizzo delle risorse “pesca”. Considerando che i rifiuti di plastica che finiscono in mare si rompono in parti sempre più piccole, infestate dai pesci man mano che entrano nella catena alimentare, si tratta di un ulteriore strumento per la tutela dell’ambiente e della salute”.

Anatra con sacchetto di plastica nel mare © Shutterstock Mohamed Abdulraheem WWF

Legge Salvamare contro la contaminazione da plastica

Inquinamento da plastica nel Mediterraneo è responsabile del 90% dei danni arrecati alle specie marine

Di solito, la nuova legge pone fine abugie comuni insieme a raccoglitori di rifiuti finiscono nella loro rete (finora elencati come “singoli”) sono diventati produttori, assumendo responsabilità economiche e legali. Quindi, nel frattempo, la normativa nazionale prevede che il pescatore che raccoglie questi rifiuti con una rete sia poi responsabile e debba pagarne lo smaltimento, se vuole restituirli a terra invece di lasciarli ad inquinare il mare. “Si avvicina il momento in cui il nostro Paese sarà armato di un’arma, come la legge Salvamare, che porrà prima di tutto la barriera.inquinamento da plastica, che nel Mediterraneo è responsabile del 90% dei danni alla vita marina, e un codice di condotta che, in definitiva, dopo il WWF e il settore della pesca, definisce i rifiuti pericolosi come rifiuti solidi urbani, favorisce l’economia circolare e rafforza le istituzioni e le comunità sforzi di coordinamento persone”, ha affermato il WWF in una nota. L’organizzazione aggiunge: “Si prevede che entro sei mesi verrà adottato il proposto Ministro dell’Ambiente e della Ricostruzione. riciclaggio della plastica e altri materiali trovati in mare, per stabilire regole e procedure attraverso le quali questi rifiuti non saranno più discriminati in questo modo”.

La pesca dei rifiuti: dati e progetti in Italia

Sebbene non ci sia una legge del territorio, in gran parte d’Italia non c’è carenza scrittori-attori. E varie campagne ‘rifiuti della pesca‘gestito con successo sulla nostra costa fornisce già dati importanti su come gestire queste acque reflue. Dei rifiuti così raccolti lungo il litorale laziale, ad esempio, i 34% costituita Confezione di plastica (8% bottiglie, 8% film, 1% polistirolo, 17% confezione in più) mentre altri 66% costituita fossili viventi, reti da pesca e da cortile, tele e corde in canapa e altri materiali; una volta raccolti, quel 34% dei rifiuti è stato avviato al riciclaggio o al riciclaggio. Circa due anni (tra il 2020 e il 2021) 26 pescherecci hanno raccolto in mare più di 25 tonnellate di rifiuti.

plastica nel mare

In Italia sono in corso diversi progetti per la pulizia dei fiumi, dei laghi e del mare

L’esperienza della Toscana con lo stesso progetto”Pulisci l’arco“(Annunciato nella primavera del 2018) riporta gli stessi dati: in 18 quintali di rifiuti riciclati, circa il 20% è costituito da plastica riciclabile mentre il restante 80% viene riciclato o smaltito in discarica. Nel corso del 2019, in 10 mesi, scrittori-pesanti Chioggia hanno ripulito l’Adriatico da 14 tonnellate di rifiuti. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Ispra (Centro per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che analizza la raccolta: nel 66% dei casi si trattava di plastica, in 2 dei 3 casi si trattava di rifiuti delle attività connesse al mare. e viaggiare. E con la nuova legge Salvamare in atto, e’ gia’ viva”Pulitori del Mare di TermoliIl progetto è stato avviato nel gennaio 2022, per un periodo di 18 mesi, tra pesca, mitilicoltura, piccola pesca e acquacoltura.