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Crescita e utilizzo, cosa ci riserva il 2022

David Massarini, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia Reggio Emilia, scrive in un articolo, sulla partenza del 2021 e quali condizioni economiche stanno accadendo nel 2022: “Il 14 marzo Confcommercio-Imprese in l’Ogni Italia ha sentito parlare la Camera dei Deputati sul cosiddetto Decreto Energia. E’ stata l’occasione per descrivere alcune delle condizioni che circondano l’anno in corso a partire dall’eredità dell’anno scorso.

Il 2021 si è chiuso con un impatto positivo sull’economia italiana, confermato da una differenza del PIL del 6,6% rispetto all’anno precedente. Sebbene in gran parte frutto di confronti statistici e fondamento gravemente danneggiato dall’epidemia, la quota di crescita è senza dubbio dovuta all’elevata durabilità del tessuto produttivo. Un altro stanziamento – lasciato ma non importante – va attribuito all’attuazione delle misure di sostegno alle famiglie e alle imprese attuate durante la peggiore recessione economica.

In questo contesto, l’area di particolare vulnerabilità riflette la nostra economia e la spinge tra i rischi riveduti dell’inflazione: la disuguaglianza di performance settoriali. Inoltre, se il PIL totale nel 2021 è inferiore al tre per cento rispetto ai livelli pre-epidemia, i consumi in quest’area si perdono, invece, di oltre sei punti.

È difficile dire come la crisi Russia-Ucraina influenzerà il ciclo economico di quest’anno, poiché dipenderà naturalmente dal suo perdurare nel tempo. Nel caso dell’Italia, senza un prelievo definitivo dal 2021 di circa il 2,3%, c’è il rischio che il ciclo, a causa di quanto sopra, sia modesto se non si avvicina allo zero, questo porta grandi prospettive di crescita in termini delle stime del Governo, che dovrebbe sicuramente spiegare il quadro del reale processo di crescita economica nel prossimo DEF.

Pur attendendo positivi miglioramenti graduali ma significativi, sia nella pressione sulle materie prime e, in particolare, nella sfera politica ed economica, sia senza l’impatto negativo dell’attuale conflitto sull’integrità domestica e aziendale, per testare le opportunità 2022 si segnala che il prodotto lordo è ampiamente atteso nel primo trimestre dell’anno. Ciò significherebbe un tasso di crescita vicino al 3,5% anziché al 4%. Alcuni analisti sembrano già essere più ottimisti su tali test.

Secondo i dati, i nostri dati sull’impatto dei prezzi dell’energia sulle imprese del terziario italiano si basano su tre diversi e chiari scenari in relazione all’emergere della crisi russo-ucraina. Caso in questione: nella situazione attuale, con l’escalation della guerra, ma senza l’interruzione delle esportazioni di gas, la spesa di queste società sarà di 19,9 miliardi di dollari, 8,6 miliardi rispetto alla stima del 2021. Questa situazione si basa sulla stabilità dei prezzi e sulle tariffe sulle tariffe già raggiunte all’inizio del 2022, con il difficile adeguamento delle bollette già completato entro fine dicembre 2021. Il secondo caso: nel caso di una fuga di gas dalla Russia. , oa seguito di danni di guerra o sanzioni economiche, i prezzi sui mercati internazionali avranno un effetto significativamente più significativo sui prezzi del gas e dell’elettricità che possono aumentare di almeno il 50%. Ciò potrebbe spingere il debito delle società elettriche a 29,9 miliardi di euro, quasi tre volte il livello del 2021 e 10 miliardi di euro in più rispetto alla stima già elevata del primo caso. Scenario 3: in caso di un auspicabile ritorno al conflitto e di un accordo antincendio duraturo, i prezzi cadranno bruscamente, almeno del 40%, e questo riporterà la spesa del settore a prezzi normali, non lontani da quelli Entro il 2021, circa $ 12 miliardi di euro (8 miliardi di euro in meno rispetto alla stima del 2022 se permangono prezzi in aumento a inizio anno).

Lo stesso disaccordo si può ricalcolare nel settore petrolifero, i suoi prezzi in aumento, già presenti, incidono molto sull’operatività della filiera dei trasporti e della logistica, a cominciare dal trasporto su gomma. Scenario 1: Stabilizzando la situazione attuale, il costo annuo di trasporto del gasolio aumenterà, rispetto al 2021, di 7 miliardi di euro, con un costo massimo per ogni mezzo pesante di circa 13.000 euro. Scenario 2: in caso di interruzione delle esportazioni russe, oa seguito di danni di guerra o sanzioni economiche, e il prezzo apparente del diesel alla pompa di quasi 2,5 euro al litro, si può stimare che l’aumento della spesa annuale sul trasporto su strada. entro il 2022, rispetto al 2021, ammonterebbe a 21 miliardi di euro, con un canone unitario massimo, per mezzo pesante, dell’ordine di 42.000 euro. Scenario 3: Con un accordo antincendio permanente è possibile prevedere che la pressione accumulata finora nel mercato petrolifero tornerà, consentendo la spesa per gasolio entro il 2022 di rimanere relativamente invariata rispetto al 2021.

In ogni caso, in tutti questi settori, si tratta di una crescita instabile, che, se non controllata, potrebbe incidere sull’inflazione e indebolire il potenziale di consumo e le prospettive di crescita economica.

Detto questo, Confcommercio ha lanciato più volte l’allarme per far suonare che le nostre aziende stanno pagando prezzi più alti di quelli di Francia e Germania e che il crollo della guerra potrebbe essere superiore di oltre il 160%. Le opzioni europee sono necessarie al momento giusto e sono adeguate all’entità delle sfide sul campo. Cioè, è necessario che l’Europa si muova più rapidamente in termini di una politica energetica globale ed equa, abbiamo bisogno di misure davvero più rigorose attraverso l’allocazione di bilancio e dobbiamo fornire contributi straordinari sotto forma di debito fiscale. in contrasto con gli effetti negativi del prezioso olio. Vanno rafforzati gli interventi proposti da questa direttiva, tra cui la chiusura degli aumenti IVA e misure speciali: l’introduzione del debito fiscale per rimborsare il prezzo dell’industria diesel e l’aumento del metano per le operazioni IVA ridotte. 5%. La questione della dipendenza dalle risorse estere va affrontata e risolta alla radice e nella struttura. Infine, la tassazione è necessaria per rimborsare le imprese più colpite, anche nel settore dei servizi, per debiti elevati: il settore turistico, le imprese pubbliche, il settore alimentare, il settore dei trasporti e della logistica e, più in generale, il settore commerciale e marketing. aree di servizio caratterizzate da un forte evento di consumo energetico.

Infine, a livello locale, il primo segnale da dare sarà l’accresciuta gratuità fino alla fine dell’anno della tassa di soggiorno sul suolo pubblico».