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“Crudele e insensato”. La benedizione di Urbi et Orbi – Il tempo


Oggi più che mai sentiamo il grido di pace delle vittime, a cominciare dalle vittime dell’Ucraina. Al benedici Urbi et Orbi, Papa Francesco torna a chiedere la fine delle ostilità nell’Europa “dilaniata dalla guerra”. «Abbiamo alle spalle due anni di epidemia, che ha lasciato dei punti difficili – racconta l’opti – – era ora di uscire insieme dal tunnel, tenendoci per mano, unendo le nostre forze con le nostre armi. ma da nemico, e lui pensa a un modo per distruggerlo”.

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ISt. Piazza San Pietro è gremita: oltre 100.000 fedeli hanno assistito alla celebrazione pasquale. Le parole del pontefice, anche come nelle ultime settimane, hanno evidenziato il conflitto “crudele e insensato” da cui l’Ucraina è stata attratta: “Smettete di torcere i muscoli mentre la gente soffre”. Per favore, non abituiamoci alla guerra, impegniamoci tutti. gridare in pace e per le strade. Chi ha una disputa con le nazioni, ascolti il ​​grido del popolo. Papa Francesco ha anche citato il manifesto per il disarmo di Russell-Einstein: “Faremo fine all’umanità, o l’umanità sarà in grado di fermare la guerra?”.

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“Porto nel cuore tutte le tante vittime – continua Bergoglio – milioni di profughi e sfollati interni, famiglie distrutte, anziani lasciati soli, vite spezzate e città devastate. Gli occhi di orfani e rifugiati. tanti bambini sofferenti in tutto il mondo mondo. “Il Papa ricorda alcuni dei conflitti più devastanti del mondo, soprattutto in Medio Oriente: «Possano Israele, i palestinesi e tutti gli abitanti della Città Santa, così come i pellegrini, godere della bellezza della pace, della comunione e della libertà. luoghi nel rispetto dei diritti individuali”.

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Mai negare l’aiuto a chi è nel bisogno, sottolineando il Papa, che ribadisce che “ogni guerra porta con sé conseguenze per ogni essere umano: dal dolore ai drammi, ai profughi, al disagio economico e alimentare di cui si vedono segni”. «Davanti ai segni sempre presenti della guerra, e alle tante dolorose vittorie della vita, Cristo, vincitore del peccato, della paura e della morte, ci esorta a non cedere al male e alla violenza. Lasciamoci vincere. La pace di Cristo. La pace è possibile. La pace è lavoro, la pace è responsabilità di tutti”.

E la pace è al centro del messaggio che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al papa, a nome di tutti gli italiani, durante la Pasqua: calpestata, in Ucraina e in tante altre parti del mondo.

La guerra violenta, forte opposizione ai fondamentali legami di fratellanza su cui si basa la società umana, continua nelle ultime settimane a seminare enorme stigma, a dividere le famiglie, a spezzare la castità dei più giovani e dei più vulnerabili”, ha elogiato il capo del governo, che invita noi a “mantenere viva la speranza e impegnarci per una pace giusta e duratura”.