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Cyberdefense, l’Europa sta migliorando la sua resilienza: ecco una nuova strategia

Il Parlamento europeo ha alzato il livello della sicurezza informatica dimostrando a la raccomandazione di un regolamento per rafforzare e misurare il livello di sicurezza informatica presso gli uffici dell’Unione Europea.

I troppi attacchi alle organizzazioni dell’UE, le minacce ricevute e in generale il proliferare della criminalità informatica hanno preoccupato le istituzioni facilitare la regolamentazione che più ci ricorda il nostro Ciclo Nazionale di Sicurezza Informatica.

La scoperta delle minacce si è aggiunta alla crescente consapevolezza dello smart work in seguito all’epidemia globale della visione digitale per due decenni, sistemi di migrazione cloud e la crescita delle vendite di servizi IT.

Tutto ciò che sappiamo bene in Italia e che spinge le nostre istituzioni a capire di più sulla situazione informatica e di sicurezza generale con due anni di anticipo.

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Dettagli della governance dell’UE sulla sicurezza informatica

La legge prevede l’obbligo per le istituzioni, gli organi, gli uffici e le agenzie dell’Unione Europea di:

  • creare un framework interno per la gestione, il controllo e il controllo del cyber risk;
  • redigere una relazione aziendale strategica e continua sugli incidenti di sicurezza informatica e sull’analisi dei rischi condotta;
  • facilitare e implementare il CERT dell’UE fornito alle organizzazioni europee e al Comitato istituzionale per la sicurezza informatica.

Tra gli impegni, che restano a rischio come in tutte le normative di sicurezza degli ultimi cinque anni, ci sono:

  • Test di crescita;
  • piani di gestione.

L’Interinstitutional Cybersecurity Board (IICB) è stato istituito con la partecipazione di tutte le istituzioni europee, a cominciare dall’ENISA, l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione.

3 maggio 2022 – 09:30

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Infine, vengono definite le attività CERT-EU.

Simulazione e ciclo cibernetico dell’Italia

L’intero processo ci ricorda il Piano nazionale di sicurezza informatica italiano e il Perimetro Nazionale di Sicurezza Informatica (PSNC), che però non ne ha ancora assorbito tutto il potenziale, lasciando ad esempio problemi statistici, standard minimi. , validazione e validazione, controllo e descrizione dei piani.

L’Italia è quindi in prima linea e sta facendo un modello per l’Europa, forte dei recenti eventi legati al conflitto russo-ucraino, e ora si sta attivando per cercare di rendere più sicure le sue istituzioni.

Il regolamento parla anche al cloud, di come, ancora una volta, l’Italia abbia fatto il possibile con il 5G in una recente iniziativa che affronta il rischio delle aziende che producono prodotti e servizi di tecnologia di sicurezza informatica legati alla Federazione Russa. non sono in grado di fornire servizi e aggiornamenti ai loro prodotti che sono stati end-to-end con risposta e tipi di firewall web.

Come sappiamo, alle autorità pubbliche viene chiesto di farlo fornito una varietà di degli strumenti di cui alle categorie sopra citate.

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Prima di questa ordinanza abbiamo visto una risposta diversa, anche per le PMI che si sono poste il problema di continuare ad utilizzare un firewall della Federazione o di spegnerlo definitivamente (senza sostituirlo). Come i dott. Alessio Pennasilico nell’Agenda Digitale, oggi più che mai bisogna mantenere i nervi saldi.

L’Europa sta proponendo una forma di regolamentazione che consentirà rapidità e tempestività: diventa urgente l’obbligo di regolamentazione. L’Italia è in polo e serve da esempio.

Ora dobbiamo unirci, grati per gli sforzi fatti finora attraverso le nostre istituzioni e muoverci, uniti, per proteggere i nostri interessi, i nostri valori, la nostra economia.

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