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Diritto di famiglia. De Palo: “Abbiamo costruito le fondamenta della casa, ora servono gli strumenti per farla funzionare”

“Dobbiamo migliorare la dotazione e il finanziamento delle singole iniziative in esame, ma, soprattutto, non dobbiamo dimenticare la necessità di un Piano Marshall per il controllo delle nascite all’interno del PNRR”, ha affermato il presidente del Family Forum. REDATTORE.

foto SIR / Marco Calvarese

Con il voto del Senato il Diritto di Famiglia è diventato legge e l’Italia ha adottato una riforma delle politiche familiari, prevedendo il rafforzamento del sistema di welfare, attraverso l’introduzione di un contributo speciale e globale, a scapito dell’istruzione. assistenza all’infanzia, revisione del congedo parentale e mediazione dell’orario di lavoro e assistenza all’infanzia per entrambi i genitori, misure per favorire il lavoro delle donne, detrazioni fiscali sulle spese universitarie e locazione di immobili adibiti a residenza primaria o, per le giovani coppie effettuate da entrambi i soggetti non meno di 35 alla data della domanda, acquisto prima casa. Ne parliamo insieme Gigi De Palopresidente di Forum nazionale per le organizzazioni familiari e La base della nascita.

(Siciliani-Gennari / Foto SIR)

Finalmente un assegno e diritto di famiglia è vero…

Il diritto di famiglia e la legge unica sono i valori che la maggioranza del Parlamento vuole: significa che ci sono valori e questioni, come la famiglia e la natalità, che possono unire l’Italia. Questa è una buona notizia. Voglio ricordarvi che c’erano solo quattro persone che non erano tenute in ostaggio sulla stessa borsa, nel Diritto di Famiglia c’erano voti dissenzienti, non perché fossero contrari al provvedimento ma perché volevano di più, era una questione di appartenenza politica . Vorrei anche ringraziare per il lavoro svolto dalla Ministra Elena Bonetti: un unico assegno e il diritto di famiglia, in un Paese dove le politiche familiari sono pochissime, è una prima caratteristica fondamentale. Ricordo anche il lavoro di tutti i Forum per le organizzazioni familiari: pacificamente, a posteriori, calmare, unire tutte le differenze politiche, dialogare con tutti i parlamenti ei membri del governo. C’è stato, quindi, molto lavoro a lungo termine per cucire il paese, per ripararlo, come il card. Gualtiero Bassetti, da un Paese danneggiato, uscito da un periodo difficile come l’epidemia e ora sulla scia della guerra in Ucraina.

Quanto è stata importante l’adozione definitiva del diritto di famiglia?

La legge sulla famiglia contiene le stesse disposizioni e norme per gli asili nido, il congedo parentale, il lavoro delle donne, una serie di pacchi che devono però essere finanziati. Per un assegno, la sovvenzione è:

possiamo dire che in Italia abbiamo costruito le fondamenta della casa, ma, per renderla praticabile, ora è necessario mettere le risorse per far funzionare le cose.

Innanzitutto, dobbiamo migliorare un controllo per assicurarci che tutti guadagnino e nessuno perda. Bisognerà poi finanziare i valori individuali del Diritto di Famiglia, resta inteso che il gioco più grosso, però, resta quello autoctono. Attualmente non esiste un piano Marshall per il controllo delle nascite all’interno del PNR. Un indizio della difficoltà sta nel fatto che i soldi per le scuole per l’infanzia sono usciti ma i Comuni non partecipano: questo ha senso perché a livello regionale i politici conoscono i migliori interessi dei loro paesi. Pertanto, se il sindaco si rende conto che nel suo Paese nei prossimi 20 anni la tendenza è che nasceranno sempre meno bambini e ci saranno gli anziani, investirà nelle Rsa e negli hospice e non negli asili nido. Con questo intendo quello

abbiamo bisogno di un piano di natalità scioccante

che spinge le famiglie ad avere figli e giovani a realizzare questo sogno in Italia e non all’estero, organizza prima casa e lavoro giovanile, poi poi gli asili nido e il congedo di paternità hanno automaticamente un senso. Tornando alla foto della casa, tutto è ben costruito, ma manca la roba verde, nel nostro caso i bambini. Bene, il diritto di famiglia è un buon inizio, ma dobbiamo ricordare qual è lo scopo.

Cosa bisogna fare?

In Italia pensiamo che quando abbiamo iniziato il lavoro fosse già fatto, ma non è così. Ad esempio, in un assegno dobbiamo guardare come va, come viene gestito, chi lo perde, quanti soldi sono rimasti, quali miglioramenti sono necessari. Con il diritto di famiglia, dobbiamo vedere quanto denaro viene investito nell’animazione socioeducativa, quanto costa il congedo parentale. Aggiungo un accenno: forse, prima di mettere miliardi in congedo parentale, sarebbe meglio mettere miliardi persi su una borsa di studio. Non dimentichiamo che il congedo parentale riguarda i dipendenti, che hanno già molta sicurezza. Il ragazzo, che ha un figlio e che ha più bisogno, di solito non ha un contratto di lavoro che lo tuteli. Affrontiamo anche il tema delle prestazioni familiari che interessa solo chi ha un contratto di lavoro. Questo non è il caso di un assegno e vale per tutti; tuttavia, la politica dovrebbe anche modificare il congedo parentale. Non dobbiamo andare alle mode, ma guardare quali sono le priorità. Un controllo sta andando bene ora. Solo allora si passa ad un altro capitolo, sempre lavorando in base alla natalità.

È necessaria una visione a lungo termine, non solo con il consenso.

Il PNRR, infatti, si prenderà o darà molte colpe sulla testa dei nostri figli: le politiche dei padri devono essere coerenti con i figli. Quale paese lasciamo per loro?

C’è un problema culturale?

Sì Per incoraggiare l’uso di alcuni veicoli elettrici o a emissioni zero, Status mette a disposizione di tutti i bonus, senza eccezioni. In un provvedimento, poi, per i minori c’è la complessità dell’ISEE. È una domanda mentale: un figlio è visto come un privilegio, come un lusso, e non come una cosa normale. Bisogna cambiare questo modo di pensare, dove ci sono compulsioni e sconti su tutto ciò che non tiene conto della situazione finanziaria, come è il caso delle famiglie con figli, che si contano in tasca. Anche chi non ha figli dovrebbe “rallegrarsi” per i figli degli altri, perché permetterà loro di pagare la pensione in futuro, sosterrà il sistema assistenziale e sanitario. Bisogna capire che siamo tutti connessi.