Vai al contenuto

Discarica di Magliano, Valeriani: sui temi ambientali non si torna indietro

Roma – Non si torna indietro sulla giusta posizione della Regione Lazio sulla compatibilità ambientale di Magliano Romano per lo scarico dei rifiuti dagli inerti ai rifiuti urbani.

L’Assessore ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, rivolgendosi alla Commissione Paritetica Lavori Pubblici e Gestione Rifiuti Pisana ha spiegato perché i sindaci dei Comuni Tiberiano-Flaminia hanno chiesto una modifica alla 27a Legge del 1998 (cioè i rifiuti). -Il territorio della Cassia e proprio volto ad evitare la rotazione colturale, non ha potuto modificare quanto già deciso in una conferenza di servizi in merito al progetto proposto dall’azienda Idea 4 di ospitare circa 900 tonnellate di rifiuti da trattamento. di rifiuti non trattati.

Il punto sollevato dai sindaci è relativo al fatto che lo smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi sarà una nuova coltura rispetto al sito di smaltimento esistente, autorizzato e operativo e la riconversione non è possibile perché ci saranno barriere irreversibili al cambiamento. progetto.

E in questo senso si sono rafforzati con la prima interpretazione (poi modificata) del Direttore della Gestione degli Enti Locali, Vito Consoli, che la scorsa estate ha sostenuto che lo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi dovrebbe essere considerato una nuova coltura. . Tuttavia, il piano locale dei rifiuti adottato entro il 2020 prevede che la riconversione delle apparecchiature non debba essere considerata come nuovi impianti.

“Se l’intenzione è quella di mettere in discussione parte del processo che è già stato completato, con questa interpretazione veritiera, ricordo – ha affermato Valeriani – che la Valutazione di Impatto Ambientale è stata completata e che è stato adottato il vero standard interpretativo, ciò avverrà. Non ha effetto retroattivo”.

Secondo l’assessore “l’unica cosa da fare non è un intervento ad hoc, ma è possibile modificare il piano rifiuti rimandandolo al Vas (un test ambientale sistematico che dura circa un anno, ndr)” .

Valeriani, inoltre, sostiene che la previsione di un piano di smaltimento rifiuti che non tratti quelli in trasformazione o adozione come nuovi impianti «è stata considerata dagli oppositori, non dai giudici, e votata a favore della maggioranza perché era vera. E lo era perché , e quindi non hanno bisogno di un sistema autorizzativo come quello che prevedeva gli impianti da costruire ex-novo, ci è parso.

Con il rischio che Magliano Romano possa diventare una discarica romana, un portavoce dell’amministrazione comunale ha ricordato che “il Comune romano ha deciso di chiudere completamente il ciclo di discariche nel proprio territorio comunale e di farla rispettare, dopo aver approvato un Piano regionale dei rifiuti che obbliga il capoluogo a fate così.” “Se portiamo qualcuno a difendere la Provincia di Roma questa è la Regione”.

Valeriani ha ribadito la difficile situazione che sta affrontando il Lazio in termini di smaltimento rifiuti: “Viviamo in stato di shock. Perché al momento nel nostro territorio è attiva solo la discarica di Viterbo, che riceve rifiuti da tutto il territorio, e la discarica di Albano (attualmente detenuta e chiuso, ndr), e con tutte le vicissitudini che hanno avuto, questi mesi hanno lavorato. per dare Roma e quasi tutti i comuni della Provincia. Agenzia)