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Draghi dovrebbe restare dopo il 2023

Mario Draghi

Mi opporrò alla marea, ma credo che il ministro della Difesa Lorenzo Guerini porre fine alla questione della “spesa militare” sia un errore politico per il governo nel suo insieme e soprattutto per Mario Draghi. Giuseppe Conte, avvocato pugliese divenuto casualmente presidente del Consiglio e poi leader di 5Stelle, aveva preparato con le proprie mani la trappola dove sarebbero caduti lui stesso e buona parte del suo movimento. Un doloroso aborto in alcuni adepti del M5s pulito e difficile, che non ha beneficiato di questi quattro anni di esperienza parlamentare, l’incumbent “No” ha rifiutato in tutte le questioni a beneficio della nazione, dal Tap al disboscamento olive colpite da Kylella, e demagogiche “Sì” avendo offuscato gli assetti programmati di settori chiave della vita nazionale, l’avvocato di Volturara Appula si pone come testimone del peloso pacifismo nazionale (quello che guarda più o meno a Putin come al prossimo re) e si è opposto all’aumento (dove aveva già dato due sanzioni, una alla Nato quando era presidente del Consiglio e una al presidente del Consiglio. , descritte da. e dai suoi vice) e ha lanciato un guanto di sfida al presidente del Consiglio Draghi in un’intervista tenuta lunedì scorso al Palazzo Chigi. Minaccia: lo sfogo a 5 stelle è troppo.

Proprio Mario Draghi andò subito a riferire al Quirinale, azione che segnò l’inizio di una crisi di governo. Guerini, nel ruolo di vigile del fuoco e, appunto, il salvatore della distorta grillina, ha escogitato una via d’uscita per garantire un temporaneo aumento di cadenza 2028 per le raccolte fondi di autodifesa. E ogni tanto lo spegneva.

La realtà era che, in base a quanto stava accadendo in Europa, si mirava ad accelerare tale aumento in modo che potesse essere pienamente operativo entro l’inizio del 2023 o 2024, mentre ora potremmo spendere il 2% del PIL in Difesa in . 2028 Chissà cosa succederà da qui al 2028 e quante piroette farà un buon Paese. E soprattutto nelle loro mani finiranno.

Ora l’occasione è giunta al termine e il governo dovrà vivere da solo, di fronte alla guerriglia scoppiata in Parlamento sul tema della riforma della giustizia, scritta e proposta da Marta Cartabia, moderatrice che non poteva essere moderatrice, ma in fondo ha dovuto considerare un’umile limatura di bassi standard morali e un intervento imparziale nella crisi istituzionale rappresentata dal CSM, l’organismo a controllo di flusso, le cui decisioni sono. escono sempre con il risultato degli accordi, appunto, i soldi che nulla hanno a che vedere con gli obiettivi degli elettori che l’hanno pensato e definito.

Un’altra questione divisiva riguarda il vantaggio competitivo, che viene utilizzato anche come strumento per mettere il governo in una posizione difficile. Gli standard da introdurre nel sistema sono stati sconvolti agli occhi dei settori interessati come una minaccia allo svolgimento delle loro funzioni. Dato che l’Italia, ancora esistente nel 2022, è una terra di categorie privilegiate, cioè di coloro che possono dare la colpa all’intera nazione, va detto che l’enfasi sulla libera concorrenza nel settore informale è un passo verso il business. competizione non parassitaria e salute.

La sensibilità del provvedimento definito dai servizi proposti trova riscontro sostanziale nel trattamento custodito nella vexata quaestio del permesso di balneazione. Dovrebbero essere aggiudicati una gara, ovvero saranno in regime fallimentare, dove il premio sarà effettuato non solo sulla base dell’offerta economica, ma anche sulla base dei punti relativi agli investimenti effettuati dall’attuale gestione, che, in questo modo, sarà prima di tutto tutelato, già sotto controllo. L’unico cambiamento concreto per tutti loro sarà un cambio di paradigma attuale, nel senso che i pagamenti al Tesoro non saranno più simbolici e fissi, ma avranno un valore concreto e un valore significativo, quello che è un sistema di pagamento, cioè concorrenza. finirà. Si tratterà in ogni caso di un costo pienamente in linea con l’equità economica delle imprese coinvolte ea tutela dei loro confini.

L’altro aggiornamento fa parte di un pacchetto concordato con l’Unione Europea sulla concessione dei finanziamenti PNRR e al 31 marzo una commissione che confermava lo stato di avanzamento degli standard richiesti dall’Italia e la gara era a Roma. In questa riunione, il governo italiano ha accettato di ricevere l’approvazione per le due riforme entro 10 giorni.

Scommetto che non funzionerà, perché l’obiettivo di molti poteri politici di ottenere ritardi e comportamenti dirompenti è quello di mettere correttamente in difficoltà il governo e Draghi in particolare. Da parte sua, Draghi ha deciso di cessare il suo incarico alle elezioni del 2023. Ciò significa che si vede come una parentesi incastonata nella storia italiana e nel suo atto di rilancio dell’opera del governo provvisorio, cioè come abolizione. subito dopo quella elezione.

I politici non considerano accettabili posizioni come queste. In primo luogo, sarebbe una decisione portare il conflitto con Conte al suo logico esito: la catastrofe dello Stato e delle prime elezioni politiche del prossimo giugno, e dell’amministrazione. Una lezione utile in innumerevoli persone che non si preoccupano di guidare in Parlamento sono gli elettori fuorvianti e negligenti. E quindi, va detto che il “servizio pubblico” non poteva, a giudizio del giudizio storico, abbandonare l’interesse italiano appena funzionante: deve mostrare nelle elezioni la riunione delle forze politiche che tengono il suo esercito. politico e dipingerlo come il prossimo primo ministro.

Dottor Draghi, guarda avanti e indietro! Purtroppo, la prevista distruzione del partito politico nel 1992-94 ha portato l’Italia all’attuale stato di emergenza. Fai di nuovo il tuo patriottismo e cerca di fare il lavoro che hai preso, reale, reale.

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