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Elezioni francesi e risultati europei. Opportunità per l’Italia?

Estrema conferma del quarto mandato di Viktor Orbán in Ungheria e di quello di Aleksandar Vučić in Serbia, anche se un po’ chiaro, riscatta i cartellini e aggiunge qualche distrazione al Bruxelles.

Devastazione interna, poiché l’Europa deve continuare a negoziare con due immigrati laboriosi. L’Ungheria di Orbán, uno stato membro ormai completamente fuori dall’orbita europea e, di conseguenza, è completamente indipendente politicamente dalla Comunità e dalla regione della fazione di Visegrad. E il serbo Vučić, ha eccelso ma ancora eccelso e ha favorito l’orientamento di più persone.

Lo sterminio, a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina a Budapest ea Belgrado, dipende fortemente da Mosca intellettualmente, politicamente ed economicamente, anche se ci sono sfumature diverse.

L’attuale crisi e l’affermazione europea è complicata da altri appuntamenti elettorali, ovvero la sfida del primo turno elettorale del 10 aprile tra il presidente uscente Emmanuel Macron e la candidata alla presidenza e la “Statewoman” Marine Le Pen, le cui possibilità di vittoria non sono state vinte. era oggi affidabile, fattibile e concreta.

Sebbene sia possibile che 12 candidati alla presidenza contribuiscano a diffondere il voto, gli ultimi dati sulle intenzioni di voto francesi del 7 aprile, pubblicati da Ifop, Institut d’études opinion et marketing en france et à l’ternational. , dando a Macron il 26,5%, Le Pen il 24%, seguito da Jean-Luc Mélenchon, Valérie Pécresse ed Éric Zemmour al 17,5%, 9 e 8,5%.

Nel caso del secondo round più probabile del 24 aprile, l’unica differenza di 5 punti tra Macron e Le Pen, rispettivamente, era del 53% e del 47%.

La differenza è semplice e facile da cambiare, non solo nelle debolezze e nei piani per l’elezione dei candidati chiave, ma soprattutto dai risultati dell’attuale invasione russo-ucraina della candidatura di Putin per ogni candidato alla presidenza. Le osservazioni sulla debolezza politica di Macron a causa dell’attuale situazione bellica sono innegabili.

Sulla scia di un semestre francese di presidenza Ue e protagonista del motore franco-tedesco, il presidente Macron ha dovuto sacrificare in parte la sua campagna elettorale a causa del suo impegno nella gestione delle crisi e nella ricerca di una soluzione alla guerra.

Marine Le Pen, invece, da sempre in prima linea in Europa in un rapporto privilegiato con Putin, ha sfruttato la situazione accettando un piano basato su un vago mix tra Putin e il ruolo dell’attaccante, molto simile a Matteo. Salvini in Italia ma in netto contrasto con quello di Giorgia Meloni, con piena apertura sull’accoglienza dei profughi ucraini. Il piano non solo ha rimosso lo stesso Macron, ma anche altri candidati politici come lui, incluso lo stesso Zemmour.

Risultati

I risultati delle elezioni in Francia avranno due risultati immediati in Europa. Il primo della macchina franco-tedesca che, negli ultimi anni, ha guidato il processo di unificazione in Europa, ha subito i cambiamenti del governo tedesco e l’adeguamento interno nella nuova “era post-Merkel”.

La seconda è l’eguaglianza interna dell’intera Ue e il ruolo che possono svolgere gli altri Stati membri, Italia compresa. Qualunque sia l’esito delle elezioni in Francia, c’è un’opportunità per aprire e creare un nuovo spazio politico per il presidente Draghi.

Nel caso dell’affermazione di Macron, il presidente rieletto dovrà riconoscere gli errori che hanno portato a una debole campagna elettorale e a una vittoria ristretta, mentre controlla la guerra ai confini europei con il duro interlocutore della Russia dove è stato spesso chiamato minorenne. influenza sul rapporto con Vladimir Putin.

In questo caso, il presidente Draghi potrebbe consolidare il suo ruolo all’interno degli equilibri di potere europei e incontrare difficoltà ancora più significative, anche a rischio di uno spostamento dei rapporti tra Parigi-Berlino verso un progetto più ampio che coinvolga l’Italia.

Tra le proposte poste sul tavolo europeo in risposta all’invasione russa dell’Ucraina, gli italiani hanno più volte richiamato lo stato delle riserve russe congelate. Garantire che le difficoltà e le esperienze passate del Presidente Draghi siano forse le più forti in Europa e meno nel clima politico italiano frammentato, instabile e complesso.

In caso di vittoria di Le Pen, invece, il nuovo Presidente avrà il difficile compito di assicurarsi da zero un posto nell’Ue e fare la scelta finale tra guardare Bruxelles o Mosca e Budapest. Considerata la posizione assunta dal presidente Draghi sulla scelta di Putin e sulla difficile migrazione politica e potere italiano verso Mosca, il dialogo con il nuovo uomo dell’Eliseo sarà senza dubbio ancora più difficile.

Tuttavia, per bilanciare questa difficoltà dovuta all’opposizione e alle posizioni politiche incoerenti, l’opportunità per l’Italia di essere in prima linea, insieme alla Germania, nel salvataggio del fronte antipopulista e europeista all’interno dell’UE.

La polemica continua e con essa ne stiamo già vedendo le conseguenze economiche. Quanto a queste politiche e all’impatto della guerra sull’ordine politico europeo, devono ancora arrivare. Tuttavia, sembra indiscutibile quanto la difficoltà e il ruolo dell’Italia di oggi possano scuotere gli equilibri e quanto di un’opportunità romana unica e mai ripetuta.

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