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“Facciamo luce, facciamolo insieme!” Nasce l’idea suicida del Paese

Una società che non ha paura di parlare di suicidio è una comunità in cui la persona con un problema non ha paura di chiedere aiuto. Ecco perché la creazione diSquadra nazionale suicida (ONS), Centro per lo studio della cura della depressione e della prevenzione del suicidio ma soprattutto luogo di sensibilizzazione, partecipazione e coesione sociale. Quasi ogni anno nel mondo si suicida 1 milione di persone: una persona ogni 40 secondi. Per questo è necessario accendere una macchia insopportabile che è sempre smorzata, nascosta, lasciata affondare nel buio. La luce racchiude la ragion d’essere dell’Osservatorio Nazionale Sucidi: da un lato mostrare le persone e le famiglie sofferenti, dall’altro porre fine allo stigma sociale che li lega nel buio e nella pace che li fa scomparire. La luce mostra speranza a coloro che credono di non avere motivo di andare avanti. È un segno di rinascita. ONS brillerà dando vita all’ONS Learning Center per creare una società più informata, aperta e solidale, dove chi soffre non può più essere lasciato all’oscuro.

«Vogliamo creare un ambiente in cui la conoscenza produca sensibilità e attenzione per sviluppare gli strumenti che può svolgere attività preventiva e terapeutica in contrasto con l’incidente suicidacreare una cultura della vita che sia responsabilità collettiva”, dichiara Raffaele Abbattista, ideatore dell’ONS. “Mostriamo il National Suicide Observatory, Mostriamo una nuova opera di speranza”.

Logo dell’Osservatorio Nazionale del Suicidio



In Italia tornano nel 2019 gli ultimi dati Istat sul suicidio. Quest’anno ci sono stati 3.680 suicidi e incidenti con un numero elevato di vittime nel nord. Nella sola regione Piemonte il tasso di suicidi è di 0,82 ogni 10.000 abitanti. Considerando l’intera situazione della salute mentale italiana, possiamo fare riferimento all’uso degli antidepressivi come indicatore indiretto. Secondo il Report on Drug Abuse in Italia nel 2020 si stima che 3 milioni di persone soffrano di depressione., tra depressione maggiore e altri tipi di disturbi depressivi e circa il 6% delle persone di età compresa tra 18 e 69 anni ha riportato sintomi di depressione e ha manifestato ritardo mentale. Durante la fase peggiore dell’epidemia, molti psichiatri hanno lanciato l’allarme, indicando un numero crescente di suicidi sanitari, sociali ed economici associati al Covid. Si stima che il Covid-19 abbia provocato circa 53,2 milioni di nuovi casi di grave depressione in tutto il mondoun aumento del 27,6% rispetto al 2020.

Il National Suicide Observatory è nato dall’idea di Antonio, Nunzia e Raffaele che hanno deciso di ricordare il figlio e il fratello Giuseppe, trasformando il dolore della perdita in un nuovo modello di speranza. La famiglia ha costituito il Comitato “Fondazione Giuseppe Abbattista” con l’obiettivo di sostenere pienamente il progetto ONS. Il centro studi ONS sarà un sito di riferimento nazionale per lo studio e la diffusione delle problematiche legate alla depressione e al suicidio. Il progetto prevede la realizzazione di un edificio dove possono fornire ai pazienti e alle loro famiglie una raccomandazione per i pazienti ambulatoriali in grado di soddisfare le loro esigenze, sia i molti modi di essere eseguiti in clinica, sia l’opportunità di ricevere cure in un ospedale diurno. Attraverso studi medici e laboratori potrai effettuare visite ed esami, sia privatamente che per supportare l’ubicazione del Centro di Salute Mentale secondo i termini stabiliti in fase di realizzazione del progetto. La struttura sarà dotata di un centro diagnostico in grado di condurre studi clinici volti alla ricerca e al miglioramento delle opzioni terapeutiche. Il Piemonte ospiterà il Centro Studi Ons proprio per dare un segnale luminoso a una delle regioni italiane dove il tasso di suicidi è alto. ed è importante lavorare con i centri per concerti e comunità per creare forti alleanze e risposte nella comunità. Il centro studi terrà un partenariato medico-scientifico che sarà contemporaneamente luogo di riflessione e confronto per fornire ai professionisti un ambiente dedicato in cui dedicarsi in segreto al proprio lavoro, ma anche per incoraggiare la produttività. nuove idee e riflessioni.

All’interno dell’edificio ci sarà una biblioteca, un luogo accessibile a tutti approfondire, leggere e ricercare idee e informazioni, sedi dei corsi ed eventi dedicati al coordinamento di eventi e sessioni formative e tavoli di lavoro tematici. Infine, l’ONS richiede anche un impegno in un altro settore importante: quello dell’istruzione superiore. Saranno organizzati all’interno dell’istituto Master in Sociologia mira a fornire gli strumenti per indagare importanti questioni sociali che possono guidare una persona e sentirsi trascurata; Master in Psicologia finalizzato alla formazione di specialisti in grado di supportare non solo il paziente ma anche i sopravvissuti: famiglie che affrontano perdite dovute al suicidio. Alla fine, Master in giornalismo dedicato allo studio dei contenuti suicidi e delle notizie correlate.

Chiara CauccinoAssessore locale alla Famiglia e Debolezze: “Il fatto che, sulla terra, una persona si tolga la vita, in media, ogni 40 secondi è un fatto inaccettabile, ma è anche uno stimolo per affrontare con certezza e successo. Viceversa – continua l’esponente del consiglio comunale – la scienza ci dice che la prevenzione precoce può prevenire migliaia di suicidi, ed è nostro dovere, come istituzioni, procedere in questo modo. Per questo spero che l’Osservatorio Nazionale del Suicidio (ONS), il Centro per la Diagnosi e la Cura della Depressione, in Piemonte, sia presto possibile e d’ora in poi posso garantire che darò tutto il mio sostegno. Il primo passo è anche informare, in questo modo, l’intero Comune. Il mio ringraziamento va a Raffaele Abbattista, ideatore dell’ONS, per aver colpito e posto le basi per l’azione, sono certo, potrà fare la differenza e salvare molte vite”.

Roberto Merli, Direttore Struttura Complessa di Psichiatria ASL Biella: «Il suicidio è una storia umana. Data l’entità dell’evento e la stretta relazione con molti aspetti della sofferenza umana, non va considerato un problema filosofico, ma un tema importante per la salute e il benessere e quindi rilevante per la salute pubblica. Per pianificare le misure di prevenzione del suicidio, è importante conoscere sempre di più i numerosi rischi. Più recentemente, l’epidemia di COVID-19 ha contribuito all’aumento dell’ideazione suicidaria, che colpisce direttamente o indirettamente altri settori importanti, come l’istruzione e l’occupazione. Gli standard di supporto presi di mira dai leader della comunità svolgono un ruolo chiave nella prevenzione del suicidio. Anche il sistema sanitario, attraverso l’utilizzo dei servizi di salute mentale, può intervenire per sostenere e prevenire i problemi di suicidio, soprattutto quando è possibile dialogare con altre istituzioni pubbliche e private, e per svolgere attività di formazione culturale e di informazione. in un contesto rivolto sia agli operatori sanitari che alla collettività”.

Raffaele Abbattista, Ideatore dell’ONS: «Il silenzio è il rumore più forte che una persona può sentire. L’oscurità è il luogo più inaccessibile in cui puoi perderti. Ecco perché pensiamo a un luogo in cui la luce vince l’oscurità e la conversazione ti informa. Sito di promozione ONS – Operazione Nuova Speranza: simbolo di rinascita sociale, voglio pensare al potenziale per la ricerca sul campo che è in grado di informare tutti i cittadini creando informazioni sull’ideazione suicidaria. Vogliamo creare un Learning Center aperto, dove tutte le istituzioni, organizzazioni e organizzazioni di Terze Parti, che lavorano su questi temi, possano trovare una casa. Il suicidio non è una grave questione personale o familiare, la sua prevenzione non è l’unica responsabilità del sistema sanitario nazionale, riguarda l’intera comunità. Riguarda ognuno di noi. Dobbiamo lavorare affinché il suicidio non taccia e chiedere un’auto non è un peccato! ».