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Finanziamenti e aggiornamenti / Doppio tasso contro il problema

Ammettiamolo: fare i conti con un’epidemia e, durante questa epidemia, devi controllare la guerra più inaspettata, proprio alle porte dell’Europa, non è un compito facile. Certamente non si possono fare paragoni con la storia recente del nostro Paese. Si tratta però di eventi che toccano il mondo intero e, in particolare, tutti gli altri Paesi europei: Germania, Francia, Spagna, ad esempio, ma continua ad esserlo anche la Gran Bretagna, pur non essendo più membro dell’Unione delle Finanze. un Paese importante richiamato nella visione del continente. Tutti i governi di questi paesi si adoperano per affrontare i rischi globali e garantire, ai propri cittadini e alle proprie imprese, un atteggiamento calmo e, soprattutto, ottimista. La prospettiva di leggere, invece, l’intervista di ieri su “Messaggero” a Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, è stata leggermente sminuita nel nostro Paese. E nel modo giusto. Non c’è niente di più frustrante che sperimentare la ripresa economica e rendersi conto che è ancora in declino. Achille sembra tentare di raggiungere, senza successo, la tartaruga davanti a lui. O, più amorevolmente, guardare dove nasce il nero.

Certo, il caso della dodicesima posizione potrebbe non essere stato causato dai nostri politici: ma i meccanismi di risposta sembrano certamente scettici. Il ministro Cingolani avrà le sue ragioni per lamentarsi dell’aumento dei prezzi dei carburanti; ma, finora, se qualcuno pensa all’inflazione e al carburante più caro, è la situazione italiana. Lo “stabilizzatore automatico” si chiama, in gergo tecnico. “Farci la cresta”, invece, in altre parti d’Italia: i prezzi aumentavano, le tasse si calcolavano sul valore delle merci. Di questo, però, il governo Draghi non è responsabile: è la dinamica introdotta in passato. Il problema è che in un momento di crisi sanitaria, economica e diplomatica come quello che stiamo affrontando, è necessario mettere in atto alcuni aggiustamenti. Di fronte alle entrate extra percepite dal governo, che alcuni hanno calcolato per centinaia di milioni di euro al mese, non basta la proposta di abbuono di pochi centesimi sul prezzo della benzina, con la sospensione delle tasse sugli immobili. . Inoltre, non è certo conforme all’enfasi data al Piano Nazionale Recupero e Recupero e ai relativi aggiornamenti che, si ricorderà, ruotano attorno alla politica dei bonus vincenti: figli, bonus potenza, bonus TV, bonus decoder, bonus culturali. bonus per occhiali, bonus per lo sport e così via. Tutte le misure danno – e danno – una visione della mancanza di un vero progetto di sviluppo ma solo l’intervento per tappare alcune crepe, unica conseguenza dell’inversione di quel problema in futuro quando, forse, si ripresenterà. con grande severità.

Nessuno pensa che una situazione insolita non possa essere risolta con misure straordinarie: se alcuni prezzi sono incontrollabili, il pricing temporaneo dei prezzi stessi è accettabile. Ma quando un’emergenza diventa motivo, più o meno ovvio, per ritardare un necessario aggiornamento, alcuni dubbi si insinuano nella popolazione. Allo stato attuale, l’unico vero passo avanti è rappresentato dalla riforma della politica dei bonus, ampiamente criticata in passato con l’introduzione di uno speciale assegno universale per il mantenimento dei figli; ma intanto restava in pericolo la revisione dell’IRPEF, il cui gusto era stato previsto dalla legge di bilancio ma la sua autorità era stata sottratta per mesi al Parlamento; un controllo giurisdizionale, legato all’esito della prossima indagine; l’energia e la natura cambiano; riforma amministrativa, vero ostacolo allo sviluppo economico e origine di tutti i mali. Cosa ostacola, infatti, la diffusione dei parchi solari nel sistema solare, la realizzazione di aerogeneratori costieri, gli impianti di attrazione e rigenerazione nel mare Adriatico? Se vuoi l’approvazione di dieci diverse organizzazioni per gestire ogni progetto, e ognuna di queste ha potere di veto, dovrai chiederti se sia appropriato per noi perseguire una qualche forma di indipendenza di potere o meno. è facile acquistare petrolio estratto dall’altra parte del mondo. “Ci vuole tempo per fare un aggiornamento”: questa è un’affermazione che si sente spesso.

Ed è un rapporto accurato e inconfutabile. Soprattutto quando le squadre giocano in sottofondo. Il problema di questa affermazione è che toglie il gusto della giustificazione, come se puntare sulla riforma immobiliare fosse una delle politiche a breve termine, bonus e rinfreschi insoliti. È incredibile l’evidente incapacità di alcune parti di pensare in due termini: a breve termine, fornendo conforto immediato alla cittadinanza e al sistema economico, ea lungo termine, che getterà le basi per vivere, lavorare, investire in un futuro migliore. Sì, è facile incolpare il governo, ma che dire del Parlamento, l’organismo che dovrebbe avere questa visione a lungo termine per definizione? Ma, come sappiamo, alcuni politici non hanno tempo per concentrarsi sul lungo periodo, sono troppo occupati tra le elezioni e ribadiscono che “la riforma richiede tempo”. Ma questa volta è diventata più come la pazienza di famiglie e imprese: due possedimenti stanno diventando sempre più rari.

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