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Fine dell’implementazione del mercato gratuito del gas e dell’energia elettrica

di Andrea Gandini. The Economist, analista di un futuro sostenibile.

Fermare l’avvio del mercato gratuito del gas e dell’energia elettrica dal 2023 se non in Europa, almeno in Italia

Un’altra questione da discutere è se sia opportuno che la regolamentazione sulla protezione del gas scada a partire dal gennaio del prossimo anno (2023) e tutte le case e le imprese siano costrette ad entrare nel mercato “libero” ed essere imbarazzate da migliaia di vendite. nel mercato libero del gas. Poi dal 2024 sarà il periodo dell’elettricità.

Da uno studio di Milena Gabanelli de Il Corriere della Sera (4.4.22) è emerso che nel 2021 su 1.355 fornivano in Italia 723 fornitori di gas (record europeo), solo 122 offrivano prezzi inferiori nel mercato libero rispetto al controllo. sicurezza. E Ara (la nostra Autorità) scrive nella sua relazione: «La quota comune (cioè la maggioranza) delle offerte del mercato libero non è corretta e ha un costo annuo superiore al costo dei servizi di sicurezza.“A febbraio 2022 la fornitura di gas più efficiente nel mercato libero era di 102 su 613.

Ciò significa che, ad eccezione di un piccolo gruppo di famiglie (meno del 10%) che hanno il tempo e le relazioni per capire qual è il miglior contratto, la maggior parte degli acquirenti italiani sta perdendo terreno dalla gestione della sicurezza al “mercato libero”. E non può essere altrimenti perché, oltre l’ambito di applicazione della legge sulla concorrenza del 2017 (essere “permette di confrontare i prezzi insieme fornisce luce e gas facilmente e velocemente”), infatti non è possibile perché tutte le aziende stabiliscono clausole che un cittadino non può comprendere se non dopo un’attenta riflessione e confronto. E chi può permetterselo? E non basta guardare il posto dell’Agenzia per l’Energia di Arera ilportaleofferte.it.

Lo chiamano concorrenza e libero mercato ma in realtà è chiamato “un modo per ingannare milioni di cittadini”. Il riposo sappiamo che siamo uno dei paesi europei con il più alto livello di analfabetismo (40% analfabeti) e ricerca (e da Gabanelli) la grande ignoranza che c’è tra fornitori di gas ed elettricità viene da: il 21% pensa che sia necessario cambiare i contatori quando si cambia fornitore, il 22% non può cambiare fornitore in nessun momento, il 32% pensa che con un cambio ci sia un’interruzione della fornitura. Ma sembra anche che ci sia una grande asimmetria tra il professionista delle vendite e la famiglia che poco o nulla sa delle migliaia di vendite e delle migliaia di clausole contrattuali.

Ora mi chiedo se sia una democrazia commercializzare (cosiddetto libero) beni di tale importanza dove alla fine il risultato è una piccola quota (10%) di famiglie e imprese generatrici di reddito e tutte le altre che pagano il doppio. , tre o quattro volte come è successo nelle ultime settimane? E così sarà nei prossimi anni a causa dell’instabilità e del calo dei prezzi delle materie prime e della lotta che avremo nel mondo per mantenerli.

L’esplosione dei prezzi del gas e del potere del debito mostra che è impossibile assicurare ai cittadini un prezzo equo in un mercato libero. Luce e gas saranno (più di quanto non lo siano già) beni di lusso, come cibo e acqua. L’idea di dare al mercato un controllo “gratuito” dei prezzi di questi beni è sbagliata.

Inoltre, nessun Paese europeo ha 723 rivenditori ed è improbabile che mettano 30 milioni di famiglie e pensionati (di solito da soli) nel telemarket di centinaia di aziende coinvolte nel prendere i clienti uno per uno o spingerli ad andare. al mercato “libero” (come 2 anni fa), portando una piaga mortale nelle tasche di oltre mezzo milione di famiglie nel mercato “libero”. Un mercato dove c’è tutto, anche le frodi e comunque le clausole sono in lettere minuscole lasciando i cittadini deboli con meno esperienza in balia di queste risorse. Non ha senso parlare di diritti e benefici della democrazia con l’Europa in termini di paesi a basso reddito, che su questioni importanti i cittadini sono trattati come soggetti nel senso di mercato depotico.

Il punto è che spendere tempo e denaro per scegliere tra centinaia di forniture quando necessario per il lavoro europeo per garantire un valore equo per tutti e anche per modificare le tariffe in modo che a tutti sia garantita una quota di base controllata in base alle dimensioni della famiglia per ridurre gli sprechi.

L’aumento stratosferico del debito ha dimostrato che il mercato europeo dell’energia libera ha fallito in termini di prezzi dei cittadini, sicurezza e stessa “decarbonizzazione”. Per fortuna si comincia a parlare di prezzi regolamentati (price cap), centri europei di acquisto di energia comuni, addizionali Irpef, e non è chiaro come tutto questo possa avvenire senza il controllo diretto delle compagnie energetiche. Per fortuna in Italia Eni, Enel e Snam sono sotto il controllo della Cassa Deposito in Prestiti gestita dal Tesoro, ma dobbiamo fare i conti con A2a, Acea, Hera, Iren, … fare politica di marketing per superare il mercato libero negli ultimi 2 anni, conquistando il 50% dei propri clienti e vari vantaggi. In ogni caso, la crisi ha cambiato la mentalità del cosiddetto libero mercato (e guai a chi ha osato opporvisi fino all’anno scorso).

Oggi abbiamo 11,8 milioni di case in sicurezza elettrica e altri 18 milioni in libero scambio; 7,6 milioni di dollari in Security e 12 milioni nel “mercato libero”, con oltre 1.200 milioni di contratti.

Qual è lo scopo di liberare la concorrenza dai cittadini spendendo tempo e denaro in un settore in cui i prezzi dovrebbero essere uguali per tutti? Questa è libertà? L’economia non dovrebbe essere un settore in cui la fratellanza è garantita, almeno in prima linea?

In Italia abbiamo già il mandato dell’Autorità per l’Energia (Arera) di combinare i prezzi in quei mercati reali, piuttosto che nel “mercato libero”, spinti dalla grande quantità di denaro che entrerà nel mercato di massa del gas entro febbraio 2021. Un settore dove c’è dovrebbe essere il controllo pubblico, come quello sanitario, per i privati ​​e soprattutto per ingenti somme di denaro che realizzeranno un profitto prevedendo la volatilità dinamica prevista nei prossimi anni nel mercato di Amsterdam (piena Europa). Ttf (il futuro del gas naturale) .