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“Formare i giovani per aiutarli a crescere”

Il contenuto diguida didattica e professionale viene ignorato in Italia e anche nel recente PNRR è visto sempre di più come un tema educativo, dimenticando che i dati per fare delle scelte sono necessari ma non sufficienti.

Aiutare una persona ad “adattarsi” significa promuovere la propria conoscenza di sé, ma anche migliorare la propria e quella relativa alla storia delle possibilità, fare scelte coerenti con i bisogni e gli obiettivi e con le caratteristiche della formazione erogata e mercato del lavoro.

Nel 1994 l’OMS in collaborazione con Unicef ​​ha approvato il documento “Educazione alla vita scolastica per bambini e adolescenti“, definendo “life skills” come “competenze mentali” che comprendono “la capacità di affrontare i bisogni e le sfide della vita, nonché comportamenti flessibili e positivi, per mantenere un adeguato benessere mentale”.

Il documento dell’OMS è nato dall’idea che una serie di cambiamenti sociali richiedeva maggiori capacità psicologiche – cognitive, emotive e comportamentali – per adattarsi, fare scelte costruttive, fare scelte appropriate, in termini di un ambiente meno importante da un impegno fisico ma più complesso dal punto di vista sociale.

APPLICAZIONI

Le “abilità mentali” consigliate dall’OMS per la scuola sono dieci, suddivise in tre aree: l’area della comprensione (decisione e problem solving, pensiero critico e pensiero critico), il campo delle relazioni (abilità comunicative e comunicazione interpersonale, autocoscienza, empatia), spazio emotivo (capacità di controllare lo stress e le emozioni).

Nei decenni successivi, i problemi che portarono a questa raccomandazione si fecero sempre più intensi, soprattutto nei paesi occidentali. Dati di ricerca, studi e documenti provenienti da agenzie internazionali negli ultimi 25 anni hanno mostrato un divario crescente tra le crescenti capacità mentali necessarie per far fronte alla vita e le molte difficoltà nell’implementazione di queste abilità in modo vivace e automatizzato.
In questo contesto, le nuove tecnologie – PC, reti, telefoni cellulari e social network sono entrate in questo contesto, creando un contesto in cui i processi di crescita e sviluppo di bambini e adolescenti diventano sempre più complessi.

I giovani hanno bisogno, nell’era dei dati – spesso poco affidabili – di accedervi, per poter sviluppare idee e convinzioni personali. Anche utilizzando materiali che siano in grado di favorire l’esposizione richiesta, per prepararsi ad ogni opportuna selezione.

L’orientamento non è una campagna per promuovere questa o quella possibilità, non è, come detto, una semplice strategia di conoscenza: può essere un compito che favorisce la crescita della conoscenza su di noi e sul mondo, sulle opportunità e opportunità che offre.
La scelta non è un atto di azione, ma è efficace, perché implica non solo il diritto di scegliere più degli altri, ma assume anche un atteggiamento attivo e costruttivo, basato su un sufficiente senso di autonomia, immaginazione e progettualità personale.

Da questo punto di vista c’è una straordinaria tradizione di ricerca e applicazione nel principale settore della psicologia che dovrebbe essere utilizzata efficacemente nella scuola e nel mercato del lavoro. Le conseguenze negative di scelte prevedibili o errate sono ben documentate e determinano una spesa finanziaria individuale per gli individui e la società nel suo insieme.
Se vogliamo una società che sia giusta, efficiente e umana, dobbiamo riapplicare in questo campo ciò che la ricerca e l’esperienza si stanno rivelando appropriate dal punto di vista delle prestazioni e del rapporto tra costi e benefici. Pertanto, la pratica non costituisce pregiudizio o azione amministrativa formale, ma è una pratica che può facilitare lo stile di vita delle persone.

David Lazzaro dal Presidente del Consiglio Nazionale per l’Ordine delle Menti

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