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Ftse Mib in calo con rendimenti BTP in aumento

Ftse Mib, mirato al 23575, PUBBLICATO:

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Italia, il governo crede ancora nel Pil al 3%, la borsa non si fida più, il Ftse Mib crolla. In Confindustria è in arrivo la recessione.

Italia, il governo crede ancora nel Pil al 3%, la borsa non si fida più, il Ftse Mib crolla.

Piano del programma del governo

Il nuovo Def, Documento di Economia e Finanza del Governo, il nuovo sistema finanziario del governo, prevede una crescita del PIL del programma nel 2022 al 3,1%, 2,4% nel 2023 e 1,8% nel 2024. La differenza rispetto alla scrittura di Nadef, +4,7%, è significativa.

io il rapporto deficit/Pil dovrebbe scendere leggermente dal 5,6% previsto entro il 2022 al 3,9% nel 2023 al 3,3% l’anno successivo. Per quanto riguarda invece le preoccupazioni il rapporto debito/PIL entro il 2022 dovrebbe raggiungere il 147% ed è stato ridotto nei due anni successivi al 145,2% e al 143,4%. Il primo surplus dovrebbe essere -2,1% quest’anno, -0,8% il prossimo e -0,3% il prossimo.

PIL al 3,1% nel 2022?

La bozza di Def prevista oggi nel CDM afferma che “l’impatto sulle stime del PIL adottate ad aprile è stimato allo 0,2 per cento del PIL per il 2022 e allo 0,1 per cento per il 2023”. È stato inoltre osservato che di conseguenza “il tasso di crescita del PIL nel quadro quadro è del 3,1 per cento entro il 2022 e del 2,4 per cento entro il 2023”.

Il rapporto target disavanzo/PIL del 5,6% dovrebbe consentire l’utilizzo del limite dello 0,5% del PILequivalenti a circa 9,5 miliardi di dollari, per finanziare un nuovo accordo che sarà finalizzato ad aprile, probabilmente subito dopo l’approvazione della Def.

Confindustria vede la stagnazione economica lungo la strada

Sfortunatamente, le stime del governo sembrano essere molto ottimistiche. Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha dichiarato la scorsa settimana “Il PIL scenderà sotto il 2% entro il 2022, all’1,9% e non più del 4% come tutti ci aspettavamo: questo significa che nei primi 2 trimestri del 2022 saremo in recessione tecnica. “Fino a poco tempo fa la Confederazione dell’Istituto di Educazione ha registrato nel 2022 una crescita del 4,1%, una revisione del +1,9% che risulta quindi molto difficile.

Nei primi due trimestri di quest’anno il PIL potrebbe scendere rispettivamente dello 0,2% e dello 0,5%, quindi si noterà un rallentamento tecnologico. Entro il 2023 la crescita dovrebbe raggiungere l’1,6%, un risultato che abbiamo deciso di non essere molto incoraggiante, visti gli sforzi compiuti dal governo e dall’Europa per fornire una nuova economia. Sfortunatamente, la guerra in Ucraina ha interrotto quasi completamente questi sforzi, provocando l’inflazione, che era già iniziata, rendendo difficile la produzione di più aziende. Il costo stimato dell’energia costosa per le aziende italiane è di 68 miliardi di dollari in più.

Daniel Franco difende il servizio pubblico

Di recente, il ministro dell’Economia Daniel Franco ha ricordato l’intervento del governo per ridurre l’aumento dei costi energetici. “Finora sono stati stanziati 19 miliardi. 14 di loro coprono i primi due trimestri del 2022. Abbiamo ideato un sistema di detrazione fiscale per le società di fatturazione energetica e ridotto per la prima volta in Italia di 25 centesimi i costi del carburante. Credo che questo intervento, soprattutto sul versante imprenditoriale, dovrà continuare e ulteriori interventi sono sicuramente possibili”.

Ftse Mib, primo supporto circa 23575

Il mercato azionario, dopo un altro rialzo ancora aumento dei rendimenti dei BTP (prezzo ora circa 134,60, in calo dell’1% rispetto a ieri), venduto oggi, il Ftse Mib lascia il 2,76% nel mondo con circa 24270 punti. La chiusura del post il 16 marzo con una base di 23575 punti è possibile. Al di sotto di questi livelli, è difficile evitare di tornare ai minimi di marzo a quota 21.000 punti. Solo la riscoperta di più di 25000 siti può consentire l’inclusione dello scontrino corrente come transazione autonoma.

(Alessandro Magnoli)