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Fu scoperto il trattato di Darwin sull’albero della vita. Scomparso da 22 anni – Corriere.it

Kwe Massimo Sideri

Un prezioso manuale del 1837 fu restituito in una busta con l’etichetta Buona Pasqua. Libretto C. Ricevuto dalla polizia. La scienza festeggia

Il suo rapporto qualità-prezzo (miliardi di sterline) scompare prima del valore scientifico (inutile): libretto B, perfezionato nel 1837 dal giovane Charles Darwin che era appena tornato a Londra da un lungo viaggio alle Galapagos con il Beagle., è certamente uno dei documenti più importanti nella storia del pensiero umano. È stato scoperto dopo 22 anni di misteriosa scomparsa dagli scaffali della Cambridge Library (Università dove studiò Darwin). Il giallo rimanente. La polizia sta indagando. La scienza festeggia. A pagina 36 compare l’albero della vita più famoso dell’immaginazione umana, anche se un piccolo tratto e stile: un disegno del primo bagliore di luce di Darwin nello schema evolutivo, che ci collega alle volpi (finora abbiamo trovato una luce brillante che ci collega alla natura e prove scientifiche: l’homo sapiens condivide oltre il 97% dell’impronta del DNA e degli scimpanzé).

La carta ha poteri magici: Darwin, pergamena scartata e suono Beagle (oltre a un dibattito per tutta la vita con l’imperatore Robert FitzRoy, sorprendentemente un fedele sostenitore della versione biblica dell’origine della vita), si alzò e si concentrò sull’immagine dell’albero. Non è solo che il giornale ha iniziato a pensare, credo. Insieme al taccuino B della cosiddetta serie rossa, oltre al colore della copertina in pelle, è stato scoperto anche il taccuino C. Al ritorno, sarà un buon momento. Perché all’interno della biblioteca (200 chilometri di scaffali sparsi tra vari edifici oltre a cunicoli che percorrevano le strade cittadine, con circa 10 milioni di manoscritti) non era più disponibile. Sono stati perquisiti a lungo fino al loro arrivo nel 2017 con una denuncia alla polizia e un appello pubblico in tutto il mondo. Potremmo chiamarlo il miracolo del processo, perché ha funzionato. L’8 marzo una mano misteriosa ha posto davanti alla biblioteca una busta con la scritta Buona Pasqua. All’interno, imballato in scatole e in ottime condizioni, c’erano due libretti da esporre a Londra nel mese di luglio.

Il taccuino A è stato l’unico taccuino lanciato da un naturalista durante una visita di ritorno. Questa serie continua anche dopo i notebook C (alcuni sono sempre stati sicuri). Ma non c’è dubbio che il potere dell’immagine dell’albero della vita nel Libro B non può essere sondato: Darwin, morto il 19 aprile 1882, impiegherà altri 22 anni (un’altra rara occasione per i numerologi) per pubblicare L’origine delle specie nel 1859. Nella prima edizione c’è anche un tipo: specieinvece di specie. Le informazioni che rendono la copia del 1959 più raffinata e preziosa. È stato un rapido (temporaneo) successo. A lungo andare è perché il biologo non era un uomo molto ordinato. Ma anche nel timore di renderla pubblica la sua teoria era apertamente contraddittoria con la Chiesa. Decise di evitare quest’ultimo: la stessa teoria fu sviluppata da Alfred Russel Wallace che fu presentata nel 1858 lo stesso giorno in cui l’amico di Darwin Charles Lyell parlò dell’evoluzione di Darwin. Era un contemporaneo del naturalista Thomas Henry Huxley, che sviluppò l’idea che Dio è misterioso e che non poteva essere accusato di ateismo.

Come osservò in seguito Sigmund Freud, era uno di quei tempi lunatici: credevamo nel centro della Natura quando venne Copernico e ci disse che ci sbagliavamo. Ci siamo poi messi in mezzo alla natura quando Darwin è arrivato e ci ha insegnato che non siamo scimmie. Corriamo finalmente al centro della mente quando lo stesso Freud ci dà il colpo di grazia della morte: anche mentalmente meno. Follia.

5 aprile 2022 (modifica 5 aprile 2022 | 10:51)