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Gas, nel tavolo di Stato emendamenti al piano di Conte per impedire l’estrazione in Italia

Caccia i gas governo estero. Tra Algeria, Angola, Congo, Qatar, Azerbaigian e Usa GNL, si trovano 20 dei 29 miliardi di metri cubi che arrivano oggi a Mosca. Ma c’è un altro fattore importante, quello del ruolo della produzione nazionale di gas, in cui il governo studia correttivi e acceleratori per centrare davvero l’obiettivo di aumentare le emissioni del Paese. La situazione emergenziale della guerra, infatti, ha reso ancora più urgente questo dossier, per Pitesai il “Piano di trasmissione sostenibile per le aree sostenibili” nello studio e produzione di metano approvato prima dell’inizio della guerra, ha già provocato disagi : su 123 del 70% ricade in zone definite “non idonee”. Di questi, 20 saranno annullati e 45 soggetti a verifica. Non solo. Sebbene le risorse per i pozzi attivi siano limitate, non verranno effettuati investimenti in altri pozzi (42 dei 45 titoli esplorativi verranno cancellati, comprese domande e licenze) che possano sostituire il gas “off” sia in mare che in mare. sul posto. Inoltre, 37 domande già presentate per gas e petrolio tra il 2004 e il 2009 sono state respinte in questi giorni da Mite in ottemperanza a Pitesai. È fonte di confusione nei momenti di costosa energia.

MODIFICARE
La produzione nazionale di gas raggiungerà nei prossimi anni 2,2 miliardi in più, ha promesso il governo e in particolare il ministro della Trasformazione, Roberto Cingolani, in un’altra ordinanza antinflazionistica del 18 febbraio. E lo ha fatto pochi giorni dopo l’approvazione, il 12 febbraio, di Pitesai. Un piano gravato da vincoli e vincoli che rischiano di estinguere fino a 1 miliardo di metri cubi di produzione di gas all’anno. Il risultato è che, se le cose non cambiano, la nostra produzione di gas farà un passo avanti e uno indietro nei prossimi due anni. E un totale di 5 miliardi di obiettivi sarà un obiettivo molto difficile.

PIANTO
Si tratta quindi di velocizzare il processo produttivo sul canale siciliano, dove ha sede il progetto Cassiopea. E di fare lo stesso per altri potenziali progetti, soprattutto nelle Marche. Ma si stanno studiando anche opzioni e modalità per appianare la rigida posta in gioco proposta da Pitesai, documento voluto dal governo Conte nel suo piano “tasto” per un triennio di gravidanza, e nonostante la fine dell’anno Cingolani e gli sforzi degli artisti per correggere alcune overdose, tuttavia, creano barriere significative alla produzione futura.

Non solo. L’inizio della guerra in Ucraina il 24 febbraio ha ulteriormente modificato la situazione già mutata all’inizio dell’anno in termini di un piano per un cambiamento rapido e meno doloroso. L’ansia non consente più ritardi e ritardi, continuano a dire in molti settori del governo. E poi l’idea è che intervenga la disposizione ad hoc, se necessario, a far girare il Pitesai. Si tratta di non ostacolare gli investimenti dei conducenti nel settore richiesto in questo momento e poi oltre 20 anni fa, lo stesso Ministro Cingolani ha recentemente ricordato alla Camera, “la produzione di gas naturale del Paese è diminuita, a causa del degrado ambientale. circa 15 miliardi di cubi metri a 3,3 di corrente”. Ecco perché il 95% dipende da fonti estere per il consumo di gas. Il 40% del consumo dipende dalla Russia. Ma nei 24-36 mesi “ha senso dire che possiamo fermare completamente la nostra dipendenza dal gas russo”, ha ribadito ieri il ministro.

© LA PRODUZIONE È STATA SALVATA