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Gioia Tauro, Osservatorio Ambiente Iride: “E’ una bugia che per bruciarla sia necessario ridurre la quantità di rifiuti che possono andare in discarica”.

Ci risiamo. L’affinamento della luce nella “doppia” questione della torcia è un ciclo. La nostra ultima sessione di domande e risposte è stata lo scorso agosto. In quel momento la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Regione Calabria hanno firmato una convenzione in cui CM Reggio si è occupata di seguire “vari interventi per il completamento, la gestione e il coordinamento della piattaforma Wte esistente nel distretto di Ccerna” approvati dal CIPE per complessivi di 7,7 milioni di euro. Scioccati, abbiamo chiesto all’assessore metropolitano all’Ambiente dott. Fuda con il Sindaco di Gioia Tauro per l’orientamento. Ci è stato detto che questi lavori avrebbero un impatto sul completamento dei nuovi standard operativi per gli altri due kit sospesi, ma i due kit esistenti sarebbero stati chiusi perché ormai obsoleti e non funzionanti correttamente. Abbiamo espresso confusione perché era chiaro che una volta completate le attività “tecniche” della seconda linea, nulla poteva impedirci di utilizzare entrambe, il che ha portato a duplicazioni. Purtroppo la nostra confusione era giustificata e le proteste di fronte al fatto compiuto (vedi delibera del consiglio comunale) sono segno non solo di mancanza di futuro, ma anche di sottovalutazione di eventi che hanno aperto la strada alla duplicazione dell’industria. .
Un avviso pubblicato ieri dalla Regione Calabria per il finanziamento del progetto annuncia il completamento sia dell’impianto che la piena operatività dell’intero impianto. Si prevede invece l’approvazione del doppio nel Piano Regionale dei Rifiuti con tutte le successive modifiche e integrazioni con buona pace di tutti gli enti locali ed enti locali che ieri e oggi non hanno ritenuto di proporre modifiche o proposte. alternative al piano approvato con legge locale nel 2016.
Con un proclama del 31 marzo scorso, la Regione giustifica la necessità di portare a termine le operazioni di rogo e di farne pieno uso come parte integrante dell’economia a rotazione che si intende perseguire. Ecco, iniziamo con questa idea; la combustione dei rifiuti non può essere considerata parte di un’economia rotativa. Non così con la descrizione.
È una bugia che per bruciarla sia necessario ridurre la quantità di rifiuti che possono andare in discarica e senza esagerare possiamo dire con certezza che altri metodi di incenerimento sono disponibili e possono essere utilizzati anche nel nostro campo.
La Regione Calabria, con la stessa prospettiva e confusione, afferma letteralmente che “la scelta della Regione Calabria trova corrispondenza nei valori del Piano Nazionale di Recupero e Recupero”. Occorre quindi dimostrare al Dipartimento per l’ambiente e lo sviluppo regionale che a livello europeo il PNRR deve rispettare il principio del “non arrecare danni significativi ai fini ambientali” e il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, in risposta. in una domanda su questo tema, ha anche affermato che le stazioni di combustione, i cementifici e gli inceneritori non potranno accedere ai finanziamenti per il PNR. Il Ministro per la Transizione Ecologica, che approva le direttive della Commissione Europea, ha annunciato in un comunicato sul tema dei finanziamenti PNR: “In ogni caso, gli interventi che comportano investimenti in discariche, impianti non dovrebbero essere finanziati. Trattamento biologico meccanico / Trattamento meccanico (TMB , TBM) , TM, MESCOLARE, ecc.
Quindi sembra che l’Ue non voglia bruciare inceneritori nell’ambito dell’economia circolare, è chiaro che la Regione Calabria, che nel bando fa riferimento ai fondi Pnrr, stia effettivamente fuorviando eventuali parti interessate al project financing. In conclusione, è chiaro che nel castello di Germaneto si è capito molto poco dei sistemi europei e del campo naturale, rafforzando l’idea che Regione Calabria e Ue non vanno d’accordo né alle elezioni, né in politica. nella civiltà; Purtroppo i nostri sono ancora in discarica.
Il presidente
Raffaele Giacobbe