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Il filo rosso tra epidemia e crisi ucraina: più errori tecnici, più costi vengono trasferiti ai cittadini.

Nella nostra attuale definizione di “democrazia matura”, il popolo non decide, ma paga volentieri i costi del fallimento dei governanti…

Gli anni ’20 sono descritti come un periodo di crisi. Dopo una devastante epidemia di due anni fa, ora (di nuovo) affrontiamo la scioccante Guerra Europea, che ci riporta improvvisamente al freddo della Guerra Fredda del secolo scorso.

Chiaramente si tratta di situazioni diverse, però, nel nostro Paese, hanno delle somiglianze, che pensiamo valga la pena evidenziare, perché sono un riflesso del modo comune che da tempo ridefinisce il nostro modello nazionale e di governo. . Si riferisce al fatto che in entrambi i casi la risposta delle autorità a danno del pubblico è addirittura maggiore delle loro carenze.

Gli articoli di riservatezza iniziano con corona virus da parte di tanti che hanno subito alzato la bandiera antirazziale a chiunque, saggiamente, abbia chiesto misure preventive contro chi torna dalla Cina. Si sono quindi impegnati maggiormente nel controllo liberticida, approfittando di un sistema mediatico che è rimasto aperto ai loro superiori e quindi si è dimenticato di evidenziare le incongruenze e le omissioni. Le stesse autorità sanitarie, a livello nazionale e regionale, non sono state chiamate a rendere conto delle proprie scelte in merito alla pianificazione delle politiche sanitarie ea dimostrare forza e resilienza nell’adozione del quadro normativo. non sono vicini non si erano mai visti prima quando si trattava di organizzare e gestire i loro sistemi sanitari, e infatti più mostravano disfunzioni, più era difficile spegnerle.

La stessa cosa, ampliata, sta accadendo ora con la guerra in Ucraina. In questo caso, davvero, la situazione è molto più complicata, in quanto più prevedibile. È noto da anni il conflitto tra Russia e Ucraina, scoppiato già nel 2014 in un conflitto che ha portato alle severe sanzioni internazionali in vigore da allora. Successivamente, nelle cosiddette regioni segregate dell’Ucraina orientale si è registrato un ininterrotto periodo di violenza, che è descritto anche nei libri pubblicati da editori junior, dimostrando che si tratta effettivamente di una situazione ben nota nei servizi di informazione e quindi nei leader politici . Possiamo quindi aspettarci la saggia adozione di politiche che siano in grado di far fronte allo scoppio del disastro da quella regione, soprattutto con la riduzione della dipendenza dal potere russo. Ma negli anni è successo il contrario.

Ora è in un’area pubblica dove la dipendenza dell’Italia dal gas russo è cresciuta dall’occupazione della Crimea fino ad oggi con oltre il 40 per cento del gas naturale del paese. Ed è risaputo che ciò non è avvenuto per caso. Soprattutto ai tempi del presidente Trump abbiamo assistito a un forte conflitto tra gli Stati Uniti e molti paesi europei, in testa la Germania, per il gasdotto. Nord Stream 2, che aumenterebbe la dipendenza europea dalla Russia e aumenterebbe la spesa militare degli Stati membri della NATO per affrontare le sfide alla sicurezza nel panorama europeo con maggiore indipendenza. Questi conflitti sono stati espulsi dall’Europa per volontà di un presidente impopolare e pericoloso, quando invece, come ora dimostrano i fatti, avevano intenzioni legittime.

Ma anche in questo caso la nostra opinione pubblica non chiede una ragione a questa miopia programmata che oggi ci impedisce di prendere l’embargo del potere contro Mosca, senza suicidarsi economicamente e socialmente, con conseguenze politiche molto importanti e inaspettate. Essa è invece accompagnata da un’attenta “pubblicazione di regime” (ricordando un noto studio di cronaca che potrebbe interessare a molti lettori), che esprime interesse a dare il proprio contributo alla pace riducendone volontariamente l’uso quotidiano. Atteggiamento rispettoso come irrilevante per ovvi motivi.

E soprattutto vediamo quanti politici che sono stati personaggi in passato, ricoprendo incarichi chiave di governo, siano i promotori più attivi della linea dell’inadempienza totale di fronte alle sanzioni economiche, protestando per la coercizione totale, senza consenso. pensano di dover capire perché nel tempo i governi al potere (o comunque facevano parte o sostenuti da importanti ruoli politici) hanno aumentato la nostra dipendenza dal potere in Russia, nonostante gli evidenti segnali di pericolo.

Un’ulteriore dimostrazione di questa consapevolezza è arrivata durante l’apertura delle Olimpiadi invernali di Sochi quando, come ha ricordato uno dei co-organizzatori del quotidiano, tutti i principali leader mondiali occidentali hanno lasciato la cerimonia di apertura, ad eccezione del nostro presidente. .Consiglio Pro Tempore, Enrico Letta, andato in perfetta solitudine. Oggi troviamo il segretario del più importante gruppo dirigente italiano che chiede la chiusura del potere.

Si ripete così lo schema in cui coloro che sono responsabili dell’assenza di disastri (epidemie e guerre), ma per la gravità delle loro conseguenze nel nostro sistema, rivelano ai cittadini le conseguenze dei loro errori tecnici adottando misure più rigorose che aumentano ulteriormente la profondità e l’entità delle gravi conseguenze. E questo accade nel contesto mediatico in cui sei rappresentato non così com’è, un pericoloso decisore sociale che non ha saputo proteggere il suo Paese dalle fonti di rischio, ma come dovrebbe (il programma) per farsi vedere. , un leader determinato che non scende a compromessi nei momenti difficili.

Si tratta di un altro fenomeno in atto che si può registrare in due problemi: il costo di misure ampiamente accettate, se non esclusivamente, esternalizzate al grande pubblico, in particolare agli operatori di mercato, con l’aumento degli orfani per la loro rappresentanza politica.

I fenomeni sopra descritti (l’adozione di una coerente linea di solidarietà di fronte alla complessità della copertura delle responsabilità dell’individuo, il rispetto del sistema dei media e la liberazione dei costi per i cittadini) sono epifania della comune chiusura oligarchica della nostra . un sistema sociale, in cui il periodo elettorale è sempre più lungo rispetto all’elezione di un leader politico e tonnellate di stato morale e la verità del paese si riflette in un aumento sempre crescente.

Lo dimostra chiaramente questa legislatura, che inizia con un voto politico che chiede chiaramente un grande cambio di paradigma, con il successo delle elezioni del Movimento 5 Stelle e della Lega, e la nascita del governo gialloverde e la sua fine. e un governo sostenuto dalla maggioranza che farà ingelosire la Bulgaria degli anni d’oro e l’adozione di un piano quinquennale, il PNRR, che traccia la linea per lo sviluppo economico e sociale del prossimo futuro, indipendentemente dall’esito del prossime elezioni politiche.

D’altra parte, sembra che nel contesto moderno lo sviluppo di un sistema democratico maturo, come quello in cui comunque debbano governare le forze politiche “responsabili” e le persone “di élite”, “di talento”. se sono determinati dalla volontà del popolo.

Nelle democrazie mature le persone non decidono, ma pagano volentieri i costi dei fallimenti dei governanti.

Sembriamo ricordare che il concetto di libertà democratica costituzionale era leggermente diverso, ma chiaramente la nostra memoria è fuorviante. Se così non fosse, oggi tutti i media dovrebbero chiedere agli amministratori (in senso lato) otto anni fa di rendere conto delle proprie scelte, soprattutto in materia di potere e sicurezza, per consentire ai cittadini di esprimere la propria indipendenza. intervento chirurgico su di loro.