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IL PAPA RISVEGLIA I CUORI UMANI: “Compassione e Misericordia per Tutti… A tutti noi siamo figli prediletti… DIO NON SI STANCA DEL PERDONO”. MA I POTENTI VOGLIONO PIANTARE I LORO FLUSSI SULLA TERRA

Avere successo. È una maledetta legge di guerra. Ma ieri padre fatto a tutti una domanda: quale vittoria pianterà la bandiera sul mucchio di spazzatura?

Chi potrà cantare vittoria su migliaia di morti e grande distruzione? Di sicuro le nazioni non accetteranno la salvezza, la carne da macellare; poiché i forti stessi sono andati in pezzi; Questa è l’unica guerra che il popolo può vincere colui che soffre o che si ferma.

Pope è preoccupato per questa follia che lo mette a rischio di trascinare il mondo nel disastro. La sua denuncia – “Non importa!” – sale continuamente: è anche la parola di Dio che tutta deve comparire davanti a lui in giudizio.

Lo ha sottolineato ieri il Pontefice all’Angelus solo la vittoria dovrebbe essere richiesta quella che celebriamo nei prossimi giorni, la Pasqua, cioè «la vittoria del Signore Gesù Cristo sul peccato e sulla morte. Riguarda il peccato e la morte, non qualcuno o qualcun altro. Ma oggi “il papa ha continuato” c’è stata una guerra. Perché vuoi avere successo in questo modo, in modo mondano? Quindi è solo perso. Perché non lasciarlo avere successo?Cristo ha portato la croce per liberarci dal potere del male. Morì per la vita, l’amore e la pace per governare”.

Il Papa ha poi chiesto un miracolo apparentemente impossibile: «Metti giù le tue armi! Inizia un altro Il patto di Pasqua; ma non ricaricare le armi e iniziare una guerra, no, un accordo per raggiungere la pace, con essa impegno genuino e volontà di sacrificare determinate cose a beneficio delle persone”.

Il Pontefice è reale, ricordando ai leader che l’arte politica rispettabile è esigente Compromesso: rinunciare a una certa posizione “A beneficio del popolo”, per prevenire ulteriori epidemie di morte e sofferenza. “Infatti” ha chiesto “che vittoria avrebbe colui che ha piantato la bandiera nella discarica?”

È commovente pensare che esiste un mondo anche se è una parola che dice parole di verità, non di odio, e motiva il bene delle persone. Non molto tempo fa, a casa di famiglia domenica delle Palme iniziando la Settimana Santa, il papa ha indicato chi ci dona l’unica vittoria che dobbiamo cercare, rendendoci felici e duraturi: essere sopra il male e sopra la morte.

Gesù sulla croce fu deriso così: “salva te stesso”. È il pensiero guida dell’umanità che pensa solo “al suo successo, alle sue ambizioni; che, essere forte, essere visto”.

Questo atteggiamento è “contrario alla natura il Salvatore che si dona“.Davanti ai suoi accusatori e ai suoi accusatori Gesù «non gli chiese nulla; infatti, non si difendono nemmeno. Prega il Padre e prega come segue: “Padre, perdona loro”.

Il Papa li sottolinea parole vertiginose venire chiamata in Gesù”al momento della crocifissione, quando udì i chiodi perforare i polsi e i piedi. Proviamo a immaginare l’angoscia che deve aver provato viaggiando. Lì, nel peggior dolore fisico della Passione, Cristo chiede scusa a coloro che passano. In quei giorni sembrerebbe solo gridare tutta la tua ira e sofferenza; invece Gesù dice: Padre, perdona loronon calunnia gli assassini né minaccia di punirlinome di Dio, ma prega per i malvagi. Attaccato all’albero più basso; cresce la profondità del dono, che diventa perdono”.

Anche perchè ladro chi è stato rimosso: Tutti mi hanno dimenticato e tu pensi a coloro che ti hanno crocifisso. “Io sono con te, e c’è un posto per me.”.

È difficile non commuoversi (e l’autore ammette di averlo fatto mi striscia in gola ascoltando le parole del papa e di sua figlia): “Dio fa lo stesso per noi: quando lo facciamo male con le nostre azioni, soffre e ha un solo desiderio: affinché tu possa perdonarci. È nelle sue ferite, in quei buchi di dolore causati dalle nostre unghie che esce il perdono. Guardiamo Gesù sulla croce e pensiamo di non aver trovato parole migliori: Padre, perdona. Guardiamo Gesù sulla croce e vediamo che non abbiamo trovato uno sguardo più tenero e compassionevole. Guardiamo Gesù sulla croce e ci rendiamo conto che non abbiamo mai ricevuto un’accoglienza più amorevole. Guardiamo la Croce e diciamo: ‘Grazie Gesù: mi ami e mi perdoni sempre, anche quando faccio fatica ad amarmi e perdonarmi’”.

Di fronte a questa storia d’amore, “amore nemico”, riprende il Papa, “pensiamo alla persona che ci ha ferito, offeso e umiliato… Gesù oggi ci insegna a non sederci lì, ma a rispondere. A spezzando il circolo vizioso del male e del rimorso. UN rispondono ai doni della vita con amorealle piaghe dell’odio di cura della pace”.

Dunque “Compassione e compassione per tutti” Il Papa dice “perché Dio vede il Figlio in ogni persona. Non ci separa dal bene o dal male e diventiamo amici dei nemici. Per lui siamo tutti cari figlidesiderosi di abbracciare e perdonare… Dio non si stanca di perdonarediciamo che siamo stanchi di chiedergli scusa, ma lui non si stanca di perdonarti”.

Gesù, infatti, non si è costituito «contro di noi», ma anzi “Diventa il nostro avvocato” e – dice il Papa – «è interessante finestra di dialogo della chat: perché non sannol’ignoranza del cuore che tutti noi pecchiamo. Quando si usa la violenza “dice il Papa”Non conosciamo Dio Padre né i fratelli. Dimentichiamo perché siamo nel mondo e abbiamo successo corruzione senza senso. Lo vediamo nella follia della guerra, dove ritorna crocifiggere Cristo… alle madri che piangono la tragica morte dei loro mariti e dei loro figli… Rifugiati in fuga dalle bombe e bambini in braccio”.

ma è lui che sorge e prevale. Unica vera vittoria. Quelli nel mondo sono pieni di rovine e morte.

Antonio Socci

Da “Libero”, 11 aprile 2022