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Il presidente e che sostiene l’istituzione-diritto è il suo obiettivo. Fumo di revisione dei fratelli italiani – Il Tempo


Riccardo Mazzoni

“Houston, abbiamo un problema”: il centrodestra che è riuscito a schiacciare la riforma presidenziale dei fratelli italiani per l’assenza di due deputati di Forza Italia e Leg è in realtà lo stesso dell’Apollo 13 con caduta libera da Terra : solo la NASA dopo. è riuscita a trovare una soluzione, mentre manca il vaccino per il virus politico che abbatte la coalizione che, in fondo, sta ancora oscillando intorno al 50% dei voti. Non so quale sia il problema con questa storia istituzionale dei diritti istituzionali che non è passata – ha realizzato Giorgia Meloni – ma so che c’è un problema. Esatto: l’evento alla commissione di Montecitorio è l’unico ultimo anello della catena di errori, ripicche e cesure che hanno caratterizzato questo intero vertice legislativo, da un punto distinto tra governo e opposizione avviata dalla Lega e dal governo gialloverde ; la corte batte Copasir e Rai; fino alle drammatiche differenze nei vaccini e negli abbonamenti verdi. E quando i tre grandi gruppi hanno marciato insieme, come da catasto, è stata l’accusa – Noi con Italia – a separarsi. Alla fine, fu solo nella prova di guerra che il centrodestra si unì all’adesione dei fratelli italiani allo spirito di unità nazionale, senza le tentazioni neopacifiste di Salvin.

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In questo momento, più errori ci sono, più è probabile che le idee dei singoli partiti o delle organizzazioni parlamentari si espandano, come se la scienza politica potesse sostituire la politica, come se fosse una bussola impossibile. un mondo reale, che alla lunga ha bisogno di meno cibo che correre. Disoccupati, disoccupati, commercianti, artigiani, partite Iva e trasportatori in attesa di rinfreschi tempestivi, carburante meno costoso e debiti più facili, non conversazioni sessuali tra angeli. Ma la presidenza non è solo un elenco di visioni del mondo: una riforma richiesta dal 70% degli italiani, confusa dall’ultima amministrazione elettorale del quirinale, e la storica battaglia della destra. Per questo motivo l’azione dei fratelli italiani doveva essere sostenuta, in quanto avrebbe dato un segnale preciso agli elettori della volontà di indirizzare la prossima legislatura al sistema esistente, un segnale di unità che potesse produrre non solo qualcosa che potesse essere di fiducia. Il processo di ristrutturazione dello Stato dopo la doppia epidemia e la crisi della guerra, ma anche un piano strategico di miglioramento istituzionale.

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La riforma presidenziale, inoltre, si inserisce perfettamente nell’accordo di maggioranza firmato a Villa Grande dai tre leader di destra. Invece predicano bene e grattano male: ognuno infatti sta alzando le proprie bandiere di identità, cercando di affrontarsi piuttosto che condividere ogni dose, in un senso più equilibrato che ispirandosi al principio di unità. Gli uffici amministrativi sono alle porte, in un senso più ampio di violenza che di accordo, e in molti casi saranno finalizzati accordi locali, ma il vero vincolo arriverà con le politiche del 2023 quando, a prescindere dall’Atto Elettorale con cui andiamo a votare, centrodestra – Il vincitore di ogni proposta rischia l’instabilità politica o un piano credibile per governare l’Italia. Sarà un vero e proprio auto-da-fè, e un potente aiuto a chi sta già lavorando per portare avanti il ​​programma di emergenza che ha portato il governo Draghi alla prossima legislatura, e la divisione istituzionale-destra di allora. alto come processo.

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