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In Ucraina il Papa si schiera a Malta: contro la guerra, preparato con investimenti in armi

Ci sono due, non una, ragioni per l’attuale guerra in Ucraina: “infantilismo” (citato da Giorgio La Pira) “per i potenti” (chiaro, anche se ovvio, di Vladimir Putin) “tristemente rinchiusi in pretese di anacronistico interesse nazionale “, ma, “di nuovo”, la guerra “è giunto il momento e un grande investimento e commercio di armi”. Considerato che non poteva essere registrato, papa Francesco torna a prendere posizione contro la guerra in Ucraina. Jorge Mario Bergoglio è partito questa mattina per Malta, dove rimarrà fino a domani. L’occasione per incontrare un piccolo “branco” del paese, patria di due alleati stimatissimi, monsignor Charles Scicluna e il cardinale Mario Grech. La lunga circolazione del papa argentino nella “periferia” d’Europa, iniziata da Lampedusa, sempre al centro del Mediterraneo, e proseguita, rispettivamente, in Albania, Sarajevo in Bosnia ed Erzegovina, Lesbo in Grecia. , Polonia, Svezia, Fatima in Portogallo, Ginevra in Svizzera, Strasburgo in Francia, Irlanda, Paesi baltici, Bulgaria, Macedonia del Nord, Romania, Budapest in Ungheria, Slovacchia, Cipro e Grecia: scelta netta nei paesi secondi, lontani dal centro, da sedi storiche stabilite (Francesco non ha visitato, diciamo, Londra, Parigi, Madrid, Lisbona, Berlino…), perché è convinto dal vangelo che, da Betlemme in poi, è in pochi luoghi che si manifesta il cristianesimo. Infine – su Lampedusa e Lesbo – la conferma del suo focus su ciò che considerava epocale, politico ma anche spiritualmente impegnativo, ovvero l’accoglienza degli immigrati, che venivano a Malta per entrare in Europa dall’Africa e dal Medio Oriente.

ma è“E’ già previsto per maggio 2020 ed è stato posticipato a causa dell’epidemia”, ha detto L’Osservatore Romano. e una domanda gentile che vede Malta in prima linea nella risposta alla questione immigrazione”. La guerra ucraina si è certamente imposta sul senso del viaggio. Una battuta su un aereo proveniente da Roma ha fatto pensare che il papa si fosse schierato nella guerra ucraina: un giornalista chiede se pensa a un invito a visitare Kiev, Francesco risponde: “Sì, è sul tavolo”. Infatti, se il papa lo avesse fatto legalmente, avrebbe preso in considerazione l’invito rivoltogli dal sindaco di Kiev (Kiev) Vitalij Klycko, ma anche dal presidente ucraino Vlodomir Zelensky e dall’arcivescovo greco-cattolico Sviatoslav Shevchuck, è chiaro come abbia descritto i suoi colleghi solo se potesse contribuire in modo permanente alla fine della guerra. Non che non influisca o, peggio, sia stato visto come fastidioso dalla Russia. Kiev/Kiev è una città dove le tensioni politiche ed ecclesiastiche sono alte: l’Ucraina è un Paese dove la principale Chiesa ortodossa è unita, seppur in modo critico, nella Mosca patriarcale e nel resto della Russia. E, beh, l’ipotesi è “sul tavolo”, ma non c’è una conclusione.

Posizione La guerra di papa Francesco, inoltre, fin dall’inizio è andata, a volte acrobatica, tra diverse situazioni. D’altra parte, il papa ei suoi alleati condannano fermamente gli orrori della guerra, sperando in un’immediata fine del fuoco, e non hanno dubbi sul fatto che Putin abbia invaso un Paese che sostanzialmente sta combattendo. la loro indipendenza. D’altra parte, però, non vogliono chiudere la porta alla Russia, sono pronti a contribuire alla mediazione diplomatica, e comunque pronti a fare appello alla coscienza, primo fra tutti il ​​patriarca russo Kirill, a fare pressione. mettere dentro. Ebbene, equidistanza, semmai equivoca tra “popolo ucraino” e “popolo russo” – non nazioni – che papa Argentina ha consacrato Maria alla celebrazione di S. Non a caso, Francesco ha più volte fatto appello al popolo ucraino sotto le bombe, ma ha anche ricordato al patriarca russo la tragedia dei soldati russi mandati a morire senza motivo. Un doppio smacco – il verdetto di Putin senza nominarlo, ma teme anche che, con la partecipazione occidentale, la guerra in Ucraina riporterà il mondo all’armamento, prima, e poi al conflitto mondiale, se non nucleare – se papa Francesco ha esso. proposto anche al primo discorso a Malta.

“Dall’Europa orientale, dall’est dove la luce comincia a brillare”, ha detto il papa in un discorso al palazzo presidenziale di La Valletta, “il buio della guerra è arrivato. Pensavamo che le invasioni straniere, i violenti combattimenti di strada e le minacce atomiche fossero i ricordi più oscuri del passato. Ma il ghiaccio della guerra, che porta solo morte, distruzione e odio, ha spazzato via la vita di molti e di tutti i giorni. E mentre Bergoglio – in quello che sembra essere un chiaro, sebbene vago, riferimento al datore di lavoro del Cremlino – torna ad essere qualche potente, tragicamente intrappolato nelle pretese acronistiche di nazionalismo, istigazione e conflitto, la gente comune ha sentito il bisogno di costruire una casa. in futuro che sarà con o senza. Ora, nella notte della guerra civile, per favore, non fate sparire il sogno della pace”.

Nazionalità Putin, dunque, come causa della guerra: una riorganizzazione dell'”infantilismo” che Giorgio La Pira criticò nel 1960, e Francesco volle citare come lezione pratica, ora che il mondo è in pericolo di una “ulteriore guerra fredda” che potrebbe porre fine alla vita umana per generazioni!” Poco dopo, però, Francesco ha indicato una seconda causa, confermando la sua recente convinzione che i paesi della NATO, come l’Italia, abbiano aumentato le spese militari: “Oggi è molto difficile pensare a un senso di pace. tempesta, che è stato ulteriormente influenzato gli anni. Sì, la guerra è stata per un po’ di tempo e un enorme investimento e commercio di armi. ” : ma contro la guerra.

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