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“Incontreremo l’ultima persona che lo vedrà”

“Presto incontreremo l’ultima persona che vedrà Leonardo in Corso Francia.” Una testimone, una donna, che potrebbe essere una figura chiave per ricostruire quei momenti mortali di tragedia Leonardo Lamma, un ragazzo di 19 anni, compiuto da poco il 18 febbraio, morto giovedì pomeriggio scorso, perdendo il controllo della bicicletta. “È importante sapere cosa ha visto e che può aiutarci a capire cosa è successo a Leonardo, a ricostruire la verità. Giustizia a Leonardo. Gli siamo debitori”. Stephen Lamma, il padre di Leo, parla con difficoltà. È raro che chiuda gli occhi, scelga di volgerlo altrove, si perda nell’erba del parco.

Leo morì in Corso Francia. “La strada sarà arrestata”, ma le operazioni potrebbero aver ritirato le prove

PERICOLO
“Ci sono molte persone che dicono di volerci contattare in questo momento, vogliono raccontarci le loro esperienze, hanno condiviso i pericoli di Corso Francia, hanno condiviso le loro esperienze con moto e auto proprio in quel momento”. Paola Scaglioni, la madre di Leonardo, è ferita dalla sua voce e dalla lucidità che fa brillare quegli occhi azzurri. Stai attento, osserva le tue parole perché vuoi dirgli tutto ciò che è importante per lui. Li incontriamo a Mary Mount Park. Il sole è solo caldo conforto. “Anche la signora – continua Paola – ci ha scritto che qualche giorno fa ha avuto un problema con la macchina, perché in quel momento in corso Francia una parte dell’asse era rotta per una specie di gradino e depressione”. Un percorso molto pericoloso, in cui la tragedia di Leo rischia di non essere l’ultima. La ricerca specialistica continua ancora oggi, ma tutto è complicato dalla riprogettazione del metodo. I seguenti interlocutori possono essere funzionari del XV Comune.

RELAZIONE
Intanto sono arrivati ​​parenti e amici, tanti amici: Leonardo, Paola e Stefano. Si sono incontrati in un angolo verde non lontano dal Lago Vigna Clara. Quasi il preludio ai funerali che si terranno all’inizio di questa settimana, presso la chiesa della Gran Madre di Dio a Ponte Milvio. Amici, abbiamo detto: “L’amicizia è stata un grande valore per Leo. Penso che, forse per immaginazione, abbia portato il rapporto che noi, Paola e io abbiamo con i nostri amici. Nel trattare con i suoi coetanei era protettivo e rispettoso. Quando c’era maleducazione, è stato lasciato molto male”, dice Stephen. “Leonardo’ La relazione che ha condiviso con Gaia, una 16enne morta con Camilla la notte del 22 dicembre 2019 mentre attraversava il Corso Francia. E con Edoardo, il fidanzato di Gaia: “Edoardo è un ragazzo molto interessante, non ha pianto per Gaia, non perché non soffrisse, anzi era molto malato. Leonardo ha fatto lo stesso. Non lo mostra a nessuno sta soffrendo, ma è rovinato.” sul luogo dell’incidente hanno lasciato fiori e messaggi: “Venerdì scorso siamo tornati sul posto ed io ero circondato da centinaia di amici, il mondo intero era lì, loro venivano sempre per aiutarmi, mi hanno detto: tu sei il migliore, sei un angelo».
La via maledetta, Corso Francia, che segnò la vita di questi piccoli amici, è un dipinto murale di Gaia e Camilla e un pilastro di fiori di Leone: “Come antichi archi romani segnati ai lati da tombe funerarie…”, vede Stefano . Ricordano quella notte di tre anni fa, e il giorno dopo: “Hanno cenato insieme, e io sono andata a prendere Leo – racconta Paola – La mattina dopo, all’improvviso, l’ho sentito gridare disperato, non l’ha fatto”. calmo, piangeva, non dava pace: aveva ricevuto notizie dai social”. Papà non ce la faccio, non ce la faccio, mi ripeteva».

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