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Ius scholae legge l’estate. Sei nato prima dei 18 anni. Va bene?

Ius scholae in estate, cittadinanza italiana per stranieri prima dei 18 anni. Va bene? Vota

Il diritto alla scuola legge in estate. Una vera rivoluzione culturale e sociale per l’Italia e, politicamente, un’altra “bomba” che rischia di esplodere Medio-destra in prossimità delle elezioni amministrative e in conformità con le politiche 2023. La nuova legge, che vieta gli imprevisti, sarà passata alla prima Commissione (Affari Costituzionali) sull’Autorità la prossima settimana ed entro fine aprile potrà presiedere la Camera dei Deputati. È chiaro, quindi, cheecco che arriva l’ultimo Senato prima della pausa estiva.

Nuova normativa allo studio Telecamera concederà, al termine degli otto anni di istruzione nelle scuole italiane, la cittadinanza italiana ai figli di origine straniera, nati in Italia o arrivati ​​prima dei dodici anni. Per molti la ius scholae di ius soli (datata 2015 al Senato dopo il sì della Camera) si riduce, non riconoscendo automaticamente la cittadinanza.

Oggi il bambino è italiano se ce l’hai Cittadinanza italiana uno dei due genitori. I nati in Italia da genitori stranieri possono richiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto i diciotto anni e risiedere in Italia legalmente e senza interruzione. Sono ormai 850mila i bambini che migrano, nati o cresciuti in Italia, senza cittadinanza.

I 651 emendamenti sono stati presentati in commissione solo da Lega e Fratelli d’Italia: 484 della squadra di Matteo Salvini, 167 di Egiorgia Meloni. Due parti si oppongono alla legge. Tra questi emendamenti ve ne sono alcuni che indicano, tra le responsabilità dell’essere cittadino, la conoscenza delle festività della religione locale, degli sponsor e delle usanze popolari, comprese le celebrazioni. Più di un emendamento per regione.

Vieni in Italia, dopo aver ricevuto alcuni attestati, ha dato il via libera alla scala dividendo così non solo l’area-destra ma anche il cosiddetto centro-destra dello Stato. Blu Annagrazia Calabriavicepresidente della Camera di Commercio Affari Affari, definisce “escluso ogni automatismo” il significato degli emendamenti (adottati) di Forza Italia, che richiedono per i bambini stranieri nati in Italia, la trasferta regolare e il completamento con successo della scuola elementare, ovvero 8 anni. di non solo 5 scuole, o corsi di istruzione e formazione tecnica.

Per i bambini di età inferiore ai dodici anni che sono arrivati ​​in Italia, Vieni in Italia richiede la regolare frequenza scolastica, fino a sedici anni, con il superamento di uno o più cicli scolastici. Questi dettagli, che sono necessari per confermare con chi in squadra, come lui Maurizio Gaspari, ritiene che la revisione delle regole “non sia una priorità”, che si debbano introdurre “esami severi” e dichiarare guerra al Senato. Resta il fatto, però, che anche a Palazzo Madama la maggior parte dei sostenitori di Forza Italia condivide un piano di revisione.

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