Vai al contenuto

La borsa di oggi, 4 aprile 2022. L’euro indebolisce l’ipotesi di nuove sanzioni a Mosca. La lista UE è chiusa con cautela

UMILANO – La classifica europea sta affrontando una giornata che cambia e, dopo un turno in rosso a metà mattinata, si avvicina a un piccolo terreno. Milano aumenta dello 0,05%: Tim chiude la debolezza, ma supera i minimi e l’offerta di Kkr sembra crescere in modo incerto. In forte rialzo anche gli altri mercati azionari europei: eLondra sale dello 0,27%, Francoforte 0,5% e Parigi 0,7%.

C’è molta incertezza dopo un fine settimana dominato dalle notizie sulla guerra in Ucraina: le uccisioni di persone provenienti dalle zone di Kiev dilaniate dalla guerra hanno suscitato indignazione nei consigli occidentali. Si parla di nuove sanzioni a Mosca in risposta a quanto viene dal campo, e la Germania non sarà coinvolta nelle questioni di potere.

Ebbene, stamattina, la lista asiatica: in questo caso, la scelta di Pechino di aprire un policy change che impedisca alle società off-listed di condividere dati sensibili con le autorità estere sta premiando gli investitori. La mano tesa a Washington, studiando in sala operatoria, che darebbe agli Usa l’accesso ai deboli dati finanziari delle società cinesi, che invece non sarebbero più a rischio di esclusione dalle liste americane. Il settore tecnologico trae i maggiori benefici da questi aspetti: i Hong Kong aumentando così del 2,13% alla fine. Con le festività cinesi chiuse per ferie, eTokyo per contro è leggermente superiore a +0,28% alla fine.

Gas, bassi consumi e quantità: l’Europa si prepara a salutare Mosca

di Luca Pagni



A pagare l’ipotesi di nuove sanzioni in Russia siEuro: La moneta unica scende a quasi mezzo punto percentuale contro il biglietto verde a 1,0997, appesantita dai timori di un conflitto in Ucraina e dalle nuove sanzioni che gli alleati occidentali stanno preparando contro Mosca. In ribasso anche la valuta europea rispetto allo yen a 134,95. Dollaro/yen a 122,71. Da un lato i titoli di Stato, dall’altro, sono sempre più segnali dell’Ufficio USA sulla crisi economica di lungo periodo: la curva dei rendimenti è tornata tra 2 e 30 anni, per la prima volta dal 2007: aspettatevi minuti dalla Fed, rilasciati questa settimana, per trovare ulteriori indizi su un rallentamento dei tagli al budget. Lo spread tra il Btp decennale ei partner del Bund tedesco chiude a 156,5 punti, stabile rispetto all’apertura. I rendimenti dei titoli italiani sono scesi del 2,070%.

Prezzi del petrolio ruotano visivamente. Mentre il commercio in Europa si avvicina alla fine, il greggio sale di nuovo e supera i 103 dollari al barile in attesa delle nuove sanzioni dell’UE contro Mosca. Il petrolio greggio WTI è aumentato del 4% a $ 103,12 al barile e il greggio Brent è aumentato del 3,27% a $ 107,8. Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto oggi “passi chiari” e “carbone e petrolio”. Da Germania e Austria, invece, c’è un freno al gas e ad Amsterdam un futuro contratto TTF, che è il riferimento gas in Europa, lascia il 2,25% nel mondo a 109,6 euro al megawattora.

Tra i big data della giornata: i Esporta in Germania sono aumentate del 6,4% e le importazioni del 4,5% rispetto a gennaio, orari rettificati e calendario mensile, a 124,7 miliardi di euro. La bilancia commerciale è di 11,5 miliardi di euro; Inflazione annuale in Turchia raggiunge il 61,14%, salendo a un massimo di 20 anni.