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La guerra in Ucraina al fianco di Cina e Russia verso il “nuovo ordine mondiale”: “Xi vuole rompere lo schema incentrato sugli americani”

Russia al in Cina continuare a parlare con una sola voce negli affari mondiali, in vista di andare a Ordine mondiale multiplogiustizia e democrazia”. Dichiarazioni del ministro degli Esteri cinese Wang Yial termine di un incontro con il suo omologo russo, Sergej Lavrovtorna all’argomento preferito ePechino. Ma che nel corso degli anni la questione di “nuovo ordine mondiale” è stato ruotato nei rapporti di Repubblica Popolarequesta rinascita nel corso del conflitto, cioè Ucrainavedendo tutte e tre le potenze mondiali coinvolte a diversi livelli, stati Uniti, Russia al in Cinaha un significato diverso.

secondo Paolo Magriamministratore diIstituto di studi politici internazionali (Ispi), il messaggio di Pechino è rivolto agli Stati Uniti e al suo braccio militare, cioè Quindi. Quanto a, ePechino si riferisce all’ordine che dà più spazio alla Cina che intende affermarsi nella governance dei paesi in via di sviluppo. io Nuova Via della Seta ei Bric sono tutti esempi della stessa idea, cioè ‘vogliamo partecipare anche alla definizione delle leggi del gioco, soprattutto in campo economico’”. Vittorio Emanuele Parsiamministratore diLiceo in Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica di Milano, tuttavia, vede il messaggio della Cina rivolto ulteriormente “a coloro che credono che il mondo sia inferiore splendore americano hai fatto peggio che bene Gli esempi di storia recente abbondano, dall’invasione diIraq nel controllo ritiro suAfghanistanma anche la crisi economica del 2008. Quello che stanno dicendo è che vogliono un ordine di comando diverso”, che è lontano dagli Stati Uniti.

Le parole del capo della diplomazia di Pechino indicano, se mai, che non c’era bisogno di una guerra civile o regionale in Ucraina (precedentemente chiamata Conflitto Russia-NATO). è circa guerra mondiale: «Penso che sia sempre stato vero – continua Parsi – basti pensare a un incontro di via di mezzo Vladimir Putin al Xi Jinping alla cerimonia di inaugurazione del Giochi Olimpici di Pechino. In quel momento il capo di eCremlino è andato dal suo collega cinese per parlarle dei suoi piani e quindi l’ha infastidita ascesa politica“.

Ed è allora che Pechino ha dovuto iniziare a raccogliere con attenzione tutti i suoi movimenti. Perché la Repubblica popolare ha ragione, ha aggiunto Magri, il protagonista, oggi, incaricato della scelta: stare con l’attore. Stati Uniti d’America o insieme Russia. “Oggi è Xi Jinping chiamati a fare una scelta importante: sostenere la riforma di Putin o proteggere la sua economia dilaniata dalla guerra? Tutto dipenderà dal costo che si presenterà in termini di solitudine in altri paesivalore di materia prima al limiti allo scambio. Il tema è: Le amicizie sono davvero limitate?“E secondo lui “non dovremmo aspettarci un sostegno cinese diretto in Russia, sono solo parte di una relazione a lungo termine che condivide un obiettivo importante di riformare il mondo”. Le posizioni cinesi sono cambiate radicalmente sul fronte russo – spiega – Xi Jinping si rammarica di essersi arreso in pubblico. sostegno a Putin? Avrebbe potuto fermarsi, ma non l’ha mai fatto. Ha scelto o di lasciare in pace la Russia e rimanere da solo contro gli Usa, oppure di cercare di mantenerlo stretto alleato nel ruolo anti-americano”.

Una risoluzione che si articola direttamente con le ambizioni della Cina per un nuovo ordine mondiale: “La Cina – aggiunge Magri -, la seconda potenza economica mondiale, è duramente colpita. un sistema mondiale costruito da altrio Europa al stati Unitiquando era Pechino nano nell’economia. Tanto che ha chiesto per un altro anno revisione del Fondo Monetario Internazionale. Tuttavia, la Cina vede il conflitto come una guerra tra Nato e Russia in cui bisogna stare il più distanti possibile”.

La dirigenza comunista, come ha dimostrato questo mese e il conflitto extra, ha valutato con grande attenzione ogni singola dichiarazione, ogni scelta del proprio piano. E tra questi c’è l’opposizione della Persia, che guida «oltre a un nuovo fronte per il problemao Taiwan. Non parlo dell’attentato – spiega – ma della marea che sale e della questione importantissima di Pechino”. I risultati degli sforzi di Cina e Russia per riformare l’ordine mondiale, tuttavia, concludono che il dittatore di Asher, che dipende da tutto il resto in Occidente: “In questo momento, dobbiamo renderci conto che Difesa, economia e politica energetica sono intrecciate. . La Cina se ne è resa conto, mentre l’Occidente sta affrontando da anni la crisi economica. Se lo capiremo la soluzione è politicaquindi eviteremo di essere sopraffatti da questo movimento a tenaglia che la Cina e la Russia ce lo facciano”.

Twitter: @GianniRosini