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La guerra sta cambiando la politica estera dei gruppi italiani

Tra i tanti conflitti che hanno causato questa guerra in Ucraina c’è un altro italiano tutto dentro partiti politici italiani e il loro atteggiamento cosa sta succedendo in Ucraina. Quello che stiamo vedendo sembra essere una specie di cambio di paradigma o vicino alla rivoluzione copernicana posizioni in politica estera quasi tutti i maggiori gruppi italiani.

Fin dall’inizio il più coerente nel richiedere i un atteggiamento molto forte nei confronti di Putin prima delle sanzioni e non è l’unico, a sorpresa, leader del Pd, Enrico Letta, dimenticando i decenni di vicinanza italiana al regime di Mosca. In un post su Twitter, dopo la scoperta dell’epidemia di Bucarest, un segretario del Partito Democratico si è recato lì. chiedere subito ghiaccio sull’importazione di gas russo dall’Unione Europea, la quale, in qualità di presidente dei Fratelli Italiani Giorgia Meloni, ha giustamente affermato “sarebbe un suicidio nel nostro paese».

Altrettanto sorprendente, tuttavia, c’è a un atteggiamento più cauto rispetto a Lega e Forza Italia il quale, pur condannando le violenze di Mosca a Kiev, non è stato certo chiaro nel condannare Vladimir Putin, che l’ha detto. Salvini al Berlusconi è stato considerato negli ultimi anni come un grande leader con il quale può associarsi proficuamente. D’altronde già spicca in questo senso l’esperienza del governo gialloverde del 2018 Partenza dalle posizioni italiane nell’atlantismoche rifletteva la nostra politica estera del dopoguerra, la vicinanza alla Russia e alla Cina.

E un recente sondaggio Swg ha mostrato come la vede un terzo degli italiani la guerra è un fattore di aumento ad est da esso Quindigiustificando in una certa misura l’attacco di Putin all’Ucraina.

La politica italiana è stata divisa insieme alla guerra in Ucraina

Nel nostro Paese, poi, i conversazione tra pro e zia Putin è più aperto di quanto possa sembrare. E poi le posizioni dei gruppi sembrano soffrire insieme per gli atteggiamenti delle persone, ma la grande differenza che li rende molto diversi da quelli che sono stati per anni. Posizioni italiane in politica estera e non sempre vedono il centrodestra seguire la strada lasciata dalla prima democrazia cristiana e sono vicini alle posizioni USA e NATO e quelli di sinistra sono molto critici nei confronti del popolo americano e della NATO. In questa rivolta ancora una volta Giorgia Meloni si distingue per la costanza con la sua squadra, I fratelli italianinon sorprendentemente tornando il primo gruppo italiano con il consenso nei sondaggila corruzione del Partito Democratico Lettone, che senza se e senza ma è rimasto subito dalla parte della Nato contro la violenza russa.

Ho letto sui giornali della trasformazione dell’Atlantico di Giorgia Meloni. Vorrei ricordarvelo da MSI ad oggi la destra è sempre stata atlantista. La FdI è sempre stata unita nel cuore ma ha anche tutelato l’interesse nazionale. Quando arriva un conflitto bisogna schierarsi ed è bene che l’Italia si rimpicciolisca. Ma tutto questo non va confuso con il fatto che FdI resta all’opposizione in maniera chiara e schietta“, ha commentato il leader nel corso di una recente intervista al segretario del Pd Enrico Letta.

Putin pensava che il populismo fosse chiaramente ha avuto una certa influenza su Salvin e Berlusconi attecchito a Meloni. La sinistra, invece, cambia posizione naturale e quasi certamente non è un appoggio russo, almeno equidistanza in termini di due posizioni. Enrico Letta ha fatto un altro passo avanti, andando oltre quelle posizioni intellettuali primo Draghi di cosa preoccuparsi gas russole esportazioni coprono, e forse Letta lo dimentica, il 42% del nostro fabbisogno energetico nazionale.

Certamente il vecchio conflitto tra Est e Ovest dopo la Guerra Fredda è stato vinto, ma questo è ancora sorprendente. ennesimo cambio nel Pd, che sembra cercare sempre più di far rivivere la lunga eredità del vecchio PCI. Si ricorderà sicuramente la netta divisione del segretario della Cgil di allora, Di Vittorio, al contrario in un attacco ai carri armati sovietici a Budapest nel 1956. Ma allo stesso tempo gli anziani ricorderanno che la dirigenza del Pci, anche alcune differenze, non condannò l’intervento dell’Armata Rossa in Ungheria, e in realtà sostenne la decisione del PCUS. Allora perché la repressione del ’68 a Praga fu apertamente condannata, anche se il segretario comunista dell’epoca Luigi Longo incontrò il ceco Dubcek mostrandogli il sostegno segreto della sua trasformazione.

Il cambiamento è arrivato solo anni dopo Enrico Berlinguer, anche se il cordone ombelicale e la Russia non sono stati tagliati. Chissà qual è la speranza dell’elezione al posto dell’attuale segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, non ha spinto Enrico Letta incrociando definitivamente il legame che da sempre unisce l’Italia sinistra e la Russia.

Quel che è certo è che a guardare gli ultimi sondaggi non sembra essere un duro colpo per le elezioni dal punto di vista dei permessi. Come dall’altra parte della barricata, per ragioni opposte, l’estrema saggezza di Salvini e Berlusconi non sembra valere la pena. Tutto questo è evidente giocare a scopo di lucro di Giorgia Meloni, che sembra riuscire a convincere gli ultimi critici della sua onestà e autorità, anche in decisioni importanti e deboli come quelle di politica estera.