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La strage di Bologna, la reclusione dell’ex terrorista Avanguardia Nazionale Paolo Bellini, 6 anni dell’ex Carabiniere Segatel e 4 anni a Catracchia.

L’ergastolo per Paolo Bellinisei anni di scadenza Piergiorgio Segatel e 4 anni a Domenico Cataracchia. La Corte d’assise di Bologna ha emesso una condanna a morte di Bologna in un caso che ha bollato un ex terrorista Prima squadra nazionaleimputato ai sensi dell’art il 2° assassinio del 2 agosto 1980, L’ex boss dei carabiniere, accusato di cattiva condotta ed ex boss di condomini da Gradoli a Roma è accusato di false informazioni alla pm per cambiare l’indagine. Nell’attacco in cui 85 persone sono morte e altre 200 sono rimaste ferite, l’ex Nar è stato scagionato. Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini e in primo luogo il secondo processo di Gilberto Cavallini è stato aggiornato al 2023. Bellini – il cui giornale ha pubblicato il libro L’uomo nero e l’omicidio di Giovanni Vignali – è stato successivamente accusato procura generale ha chiesto un’indagine sui mandanti. L’accusa, del morto, è quindi insopportabile, il capo della P2 Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi.

Il procuratore generale di Bologna aveva chiesto l’ergastolo e l’isolamento a Bellini, 6 anni per Segatel e 3 anni e mezzo per Catracchia. “Ci meritiamo la verità come reato punibile dall’articolo 285 del codice penale, perché è un reato contro la dignità dello Stato” ha affermato il procuratore. “Dare omicidio di massa non riguarda solo i vittime sfortunato ma offensivo a valore, il valore più alto della nostra Repubblica, che è la democrazia. Perché con il sangue sto cercando di stabilire una vita di democrazia, di voto, di consenso – oltre a Umberto Palma – sto cercando di creare una risposta che possa incidere sulla vita politica del Paese e offendere la Costituzione, il Paese stesso, Italia”. La mortalità è un crimine contro l’umanità, perché i gruppi hanno offeso non solo le vittime, ma anche se stessi Comunità, eBolognaio democrazia e il gentilezza dello stato e l’articolo 285 del codice penale descrive l’uccisione di una persona come un reato contro l’identità dello Stato”. nel concorso è già stato condannato un ex Nar e Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschitutti deceduti e non divulgati, ma si ritiene che siano presidi, finanziatori o organizzatori di attacchi.

I ricercatori – che a gennaio 2021 hanno chiuso lo studio sui presidi – hanno seguito un filo nero Onorevole Direttore P2 secondo la loro ricostruzione, è passato nel cuore del governo per finire con estremisti di destra esagerati, agenzie di intelligence e redattori all’avanguardia, che sono stati assunti per deviare le indagini. Ciò che è stato poi suggerito è diventato un vero e proprio concetto di ricerca e alla fine è diventato un processo. In questo caso si trattava della loggia massonica Propaganda 2 coordinamento e finanziamento la strage di Bologna. E ce n’erano quattro dietro la bomba alla stazione menti oscure: quelli di Licio Gellidel suo braccio destro Umberto Ortolanidi un potente capo ufficio Affari privati Dipartimento dell’Interno, Federico Umberto D’Amatoe senatore piduista di Msi, Mario Tedeschi. Sono tutti morti e quindi invisibili. Andarono invece in tribunale Bellini, Segatel, Catracchia e l’ex generale Sisde Quintino Spella morto l’anno scorso.

Leggendo la sentenza nel nuovo caso di Bologna in un recente caso di omicidio colposo, la Corte d’assise, gremita di famiglie delle vittime, ha risposto con gioia. Baci e sollievo, con gli avvocati e sindaco del gruppo comunitario Matteo Lepore e il vicepresidente della vicepresidenza Elly Schlein, presenti alla lettura del dispositivo. “Ok bene. Spero che la quantità di documenti che esce da questo processo p.sarà utile in altre prove di omicidio e oltre. È l’inizio del cammino verso la verità, la responsabilità politica non esiste“Parla all’Adnkronos di Paolo Bolognesi, presidente della famiglia delle vittime della strage di Bologna.