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LAVORO. IL VETO DEL NUOVO PRESIDENTE DI COLDIRETTI WOMEN. CHIARA BORTOLAS, BIOLOGICA E ORTICOLTURA BELLUNESE, PAGA AZIENDA AGRICOLA-Padovanews

LAVORO. IL VETO DEL NUOVO PRESIDENTE DI COLDIRETTI WOMEN. CHIARA BORTOLAS, BIOLOGICA ED ORTICOLTURA BELLUNESE, PAGA L’AZIENDA AGRICOLA.

LAVORO. COLDIRETTI NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE VETO

CHIARA BORTOLAS, BIOLOGICA ED ORTICOLTURA BELLUNESE, PAGA L’AZIENDA AGRICOLA.

8 aprile 2022 – Il biologo bellunese che ha selezionato i campi in laboratorio è ora il capo di tutti gli imprenditori Coldiretti. Chiara Bortolas, 42 anni, orticoltrice di montagna, è la nuova country manager di Donne Impresa: un esercito di 207.000 aziende agricole italiane. A settant’anni dalla fondazione del Movimento delle Donne da parte di Emma Schwarz negli anni Trenta, le corde dei contadini italiani sono nelle mani di un titolare di un’azienda che ha scelto la montagna come sfida commerciale. Chiara Bortolas dopo la laurea e il periodo come ricercatrice presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha selezionato serre per ortaggi che vendono direttamente presso il punto vendita aziendale e i mercati di Campagna Amica. Chiara Bortolas, ex presidente regionale, con il 50% di rappresentanza dell’agribusiness rosa iscritta all’albo delle sale (14.815 imprese al femminile) arriva in sede con un bagaglio di progetti ormai integrato nel territorio. Il lavoro dei contadini veneti si riflette nei traguardi raggiunti. Nella tradizione dell’arte antica si acquisirono la bachicoltura e la pastorizia fino a quando non si ristabiliva la pesca con una scuola adatta alla piccola pesca. Esperienze nelle trattative politiche con i sindacati per l’attuazione dei principi e dei premi per la liberazione del settore agricolo femminile. Al centro del lavoro di Donne Impresa c’è un progetto educativo di nuova generazione Campagna Amica, che coinvolge migliaia di studenti di tutte le scuole da Nord a Sud in teoria e corsi dentro e fuori le aule. Più di mille orti scolastici sono ormai coltivati ​​dai bambini – spiega Chiara Bortolas – con le stesse mani che digitano smartphone tutto l’anno nei parchi giochi all’aperto, si piantano semi per contenere ortaggi e fiori. Gli agricoltori sono diventati “educatori” al fianco di insegnanti e genitori attraverso uno scambio di informazioni piene di umanità”. Motivi umanitari e richieste di sicurezza politica portano all’ingresso nel nostro Paese. Queste informazioni ci motivano a prestare maggiore attenzione a queste persone che ora sono sorelle, amiche, assistenti genitoriali, in breve, reali benefici per la società. Non solo per colf o badanti, entro il 2020, a causa delle emergenze sanitarie e del calo della domanda in molti settori dei servizi, c’è stato un temporaneo aumento dell’occupazione e dell’agricoltura. Fattorie didattiche pronte ad accogliere bambini, famiglie e zone rurali sono i luoghi migliori per vivere un’esperienza di ringiovanimento psicologico”. Nella loro pratica commerciale – spiega Coldiretti – gli agricoltori italiani hanno dimostrato un grande potenziale per coniugare sfida con il mercato e rispetto dell’ambiente, tutela della qualità della vita, attenzione al sociale, contatto con la natura e naturalizzazione. prodotti per la casa e vari materiali biologici diventano personaggi in molti modi per visualizzare molteplici funzioni. Ciò è favorito anche dall’introduzione di nuovi imprenditori che hanno seguito corsi di formazione in altri campi. “L’agricoltura non è un ricordo del passato, ma del futuro dell’Italia – sottolinea Bortolas – per le buone opportunità offerte dall’unione economica, dall’agriturismo, nel breve termine. Essere in grado di combinare lavoro produttivo, servizi alla persona, visione aziendale, vita aziendale, cause indipendenti e buon senso è una solida base. Il nostro contributo alla partecipazione ai grandi progetti Coldiretti è continuo ed efficace. Per la prima volta hanno visto il mondo agricolo e l’industria agroalimentare italiana primeggiare insieme a tutela dell’intera filiera agroalimentare nazionale. L’obiettivo è sostenere e migliorare. Si fa in Italia dal campo alla tavola, con filiere che riflettano i valori comuni di identità regionale e nazionale, trasparenza e stabilità, nel senso dell’uso psicologico. Si tratta di un processo – conclude Chiara Bortolas – in linea con lo stile delle donne che guidano le proprie imprese in linea con le esigenze moderne e di consumo”.

(Coldiretti Padova)

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