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Letizia Battaglia, fotoreporter di Mattarella, lascia 87 anni

Per Letizia, amo ricordare il grande sentimento di amicizia, in ogni discorso, e liberarla dalla corona di spine. “Pasionaria” Palermo che, insieme alla fotografia dell’Oscar, è stato premiato in seguito. Letizia, al di là del racconto pubblico e dell’arte, Letizia, per necessità, fugge, si “inventa” come fotografa. In effetti, ha detto che voleva fare lo scrittore; la vita invece gli imponeva di andare con i suoi primi e unici articoli con le immagini.

Qui nella mia memoria a Palermo, lo splendore del 1976, il notturno passava sotto i Quattro Canti, statue di città sante e re di Spagna, proprio in quel momento c’era Letizia nella sua compagna rossa “Motom” in quei giorni, Franco Zecchin, ha recentemente incontrato un incontro flessibile di una rivista letteraria, notato dall’autore di Gruppo 63, Gaetano Testa, mira a dimostrare che il “basso livello di Ssimomo è l’elemento più importante nella cultura planetaria”. Letizia, reflex a tracolla, zoccoli olandesi, bouquet di fiori sulla gonna, caschetto biondo, Letizia è già una “signora borghese” lasciando lo splendore di Ruggero Settimo, “il salotto della città”, per avere la libertà di fotografare, meglio è, scopri te stesso. Letizia Battaglia iconico nel mezzo delle “uccisioni” delle guerre di mafia. Gli strilloni del quotidiano “L’Ora”, il suo posto di lavoro, scendono in piazza, e nei giorni della criminalità rara, “abbannando”: “Quanti ni ‘murieru!”, Quanti muoiono…

Casa in Piazza Marina, Palazzo Galletti, pranzo in terrazza sotto un cielo azzurro, il suo interesse per ragazzi e ragazze: Letizia vorrebbe che tutti fossero felici, rilassati, immersi nell’amore; Il Palermo, ormai sulla settantina, si è accorto che il fermento politico era ormai passato, “Dopo la lite, la festa continuerà”, titola “L’Espresso”, con sede a Palermo, su un bacio in mezzo Nicoletta Machiavelli al Mauro Rostagno ora “arancione”. Nel suo “ufficio” al piano terra del Meccio, Letizia fotografa il fotografo “battito” “L’Ora”: il fasciatoio grida, “sembra che ci sia un morto dentro Mariano Stabile…” Letizia scappa, lacrime che scendono giù per le guance; i morti valgono come i morti un giudice; Gaetano Costavittima di mafia, 6 agosto 1980. Morti a Palermo, politici, “impiegati pubblici”, magistrati, ma con “aranc’n tierra”, povera gente, arance cadute da un albero, ora “Rigor mortis” ci aspettiamo le rassicurazioni del medico legale al lavoro… La gioia, la gioia, l’eccitazione, la “comunità” della gente e l’attenzione simpatica dei poveri che abitavano nei “catoi” del centro storico che furono le rovine del 1943 Bombe alleate. il bambino a letto con la mamma, non c’è luce, non dormono, aspettano, non hanno cibo; un bambino morso dai topi della miseria e del disagio. Letizia c’è, e la sua Leica: se è sempre stata abituata a questi dolorosi mali sociali durante la fotografia, le siamo debitori.

Letizia, insieme ai Cafarnai, fa rivivere i festeggiamenti carnevaleschi dell’aristocrazia cittadina, un mondo fisso, immobile, ma con attori, ragazze e bambine fiorite nei primi anni Ottanta, mentre la guerra di mafia è in pieno svolgimento. bussa tra Porta Felice e Porta Nuova; nel mezzo Kalsa, Ballarò al iAlbergheria. Foto di Piersanti Mattarella appena ucciso, alla Libertà, dov’era la sua casa, davanti alla Pizzeria Astoria: eravamo insieme a Villa Sperlinga, al Bar “La Cuba”, un omaggio rosso alla città arabo-normanna, dice Letizia vai, prendila. Patrizia a casa, la sua bambina, indisposta, e sulla via del ritorno agli ultimi istanti di vita, un evento tragico Mattarella è un crimine. La morte, la velocità della sua fuga. A lui il consigliere di arrivato ad Orlandocompletamente “Primavera a Palermo”, ci ho combattuto Vittorio Sgarbi al “Spettacolo di Maurizio Costanzo“Era già il 1990. Sgarbi lo ridicolizzava per aver messo addosso la Vucciria”, in una piazza del Cinquecento alcune panche realizzate da un fresco pittore milanese, Ettore Sottsass, “Per un attimo ha abitato a Sgarbi, poi ha aggiunto: “Chi dovrebbe sedersi su quelle panchine, forse tossicodipendenti? “E io: “Non capisco perché le persone che fanno uso di droghe debbano continuare a camminare. “Il pubblico ha applaudito per me, Letizia sorride.

La sua voglia di lasciare il Palermo per Parigi, ma solo allora, da protagonista di “Alien” in Albert Camus, sente il bisogno di tornare nella sua “Algeri”. Di fronte alla domanda sul perché non volesse rimanere a Parigi, Mersault lui risponde: “Non ci sono scarafaggi a Parigi”. Letizia si prese cura dell’intera comunità povera che era mantenuta dalla città, con straordinaria generosità e compassione. Ricordo le nostre giornate trascorse “al rifugio” con Pindemonte, gruppi, panettoni, povere ragazze rinchiuse lì dentro, vestiti tristi di vent’anni prima, colletti bianchi della scuola, Letizia viene lì. per farli ballare, Letizia, una santa, come santa Giovanna dei Macelli di Brecht, li cura e li accoglie.

La sua galleria per mostrare i fotografi preferiti, il laboratorio se: Josef Koudelka io Luigi Ghirri, che può essere presente nella vernice, i costi del biglietto. Cielo Ghirri. Chissà cosa è finito il catalogo Accordion che teneva insieme i cieli che Letizia voleva regalarmi. Un sogno diventato realtà per una scuola di fotografia presso i Cultural Cultural Yards. Letizia dice di essersi incontrata Pier Paolo Pasolini durante una discussione al Club Turati, Milano: il suo solito tiro Pasolini appena insultata dagli studenti, Letizia che ancora ci racconta tutte le cose meravigliose del mondo dell’arte che sente sue, il suo fascino davanti agli anelli Fernanda Pivano, “Grande come nudo Gertrude Stein”, Mi dice, o per rendersene conto al mondo Franco Maresco voleva mostrarglielo. Letizia ora e sempre.

Fulvio Abbate è nato nel 1956 e vive a Roma. Autore, tra i suoi romanzi “Zero maggio a Palermo” (1990), “Il secolo di oggi” (1992), “Dopo l’estate” (1995), “Teledurruti” (2002), “Quando Rivoluzione” (2008), “Presente e Dicembre è morto”(2013),”The New Plague”(2020). E inoltre, tra l’altro, ha pubblicato “Anarchist Minister” (2004), “On the Left” (2005), “Roma vista come contrapposta allo spirito” (2015), “LOVE. General talk about love” ( 2018), “Quando era presente Pasolini”(2022). Nel 2013 ha ricevuto il Premio della Satira Politica di Forte dei Marmi. Teledurruti è il suo canale YouTube. Il suo profilo su Twitter @fulvioabbate