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Lunedì 11 aprile all’Auditorium Sant’Agostino alle 15.00 L’affitto finale del Festival Filosofico del Sannio

Lunedì 11 aprile presso l’Auditorium Sant’Agostino alle 15.00
Tredicesimo e ultimo appuntamento dell’ottava festa filosofica del Sannio

I corsi sono stati affidati al Prof. Salvatore Natoli e il prof. Paolo Amodio

Professore. Salvatore Natoli affronterà il tema:

Oltre l’antropocene: un nuovo modo di vivere sulla terra

Che l’antropocenza debba essere considerata come un periodo geologico è in discussione, ma ora sembra un concetto coerente. Ma se oggi si parla della fine dell’antropocene, bisogna sapere quando è iniziato. In ogni caso, corrisponde a un periodo della storia del mondo in cui i Sapiens hanno gradualmente preso il controllo. Si trattava di un continuo job posting e di interventi – attraverso approcci migliorati – una forte crescita dell’ambiente e, nel tempo, il cambiamento degli equilibri. Per molto tempo questo è stato uno spreco di specie, ma negli ultimi tempi hanno iniziato a svilupparsi obiettivi opposti come mettere in pericolo l’abitazione umana sulla terra. La natura ha ora cominciato a stabilirsi e questo ci costringe a mantenerci entro i confini che corrispondono alla sua uguaglianza. Di fronte a ciò, l’uomo è stato travolto dal suo prodotto, anzi da esso dipendente: l’artificiale è diventato il suo stato di vita, il suo luogo. La fine dell’antropocene significa quindi che l’uomo ha perso la sua istituzione e viene riabilitato a un ritmo doppio: deve riabilitare il suo posto sulla terra. Tuttavia, si può dire che “la fine” è più corretto dire “oltre l’antropocene” perché – nonostante tutto – eredi e perché, corretti da deviazioni ed errori, non ne godiamo più i frutti.

Salvatore Natoli è stato a lungo professore di Filosofia Teorica all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Concentrandosi sulla ricostruzione delle linee fondamentali del progetto moderno, ha rivolto la sua attenzione al concetto di Dio nell’era della tecnologia e alla possibilità di valori morali che potessero affrontare il rapporto tra felicità e bontà e comprensione. Questioni di ceramica e di santità, sottovalutate in senso antico. Tra i suoi libri: Eros e philia (Milano 2011); Educazione alla felicità (Reggio Emilia 2012); Fatti fisici (Milano 2012); Endurance (Bologna 2014); Il linguaggio della verità. Concetto ermeneutico (Brescia 2014); Ansie di fede (Venezia 2014); Antropologia politica italiana (Brescia 2014); Nodi della vita (Brescia 2015); Rischio di fiducia (Bologna 2016); Veri Eventi (Brescia 2018); L’anima di una persona inciampata e contagiata dal male (Milano 2018); Scopo politico. Dalla “teologia imperiale” al “regno delle possibilità” (Torino 2019); Un uomo triste, un uomo della Bibbia. Sulle origini dell’antropologia occidentale (Brescia 2019); Uomo del dolore (Bologna 2020); Speranza oggi (e F. Mosconi, Bologna 2021).
Professore. Paolo Amodio
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“Antropocentrismo e postantropocentrismo: una persona, un essere sovrumano?”
Miriamo a ritrarre il termine “Antropocene” come un presupposto che si riferisce in parte all’inadeguatezza umana come la conosciamo di fronte al problema moderno (e, forse, non solo) e in un altro a lui. lussureggiante sovrabbondanza – un intervento estremo, inteso nel senso di espropriazione e distruzione della natura, della Terra e non solo. Il dibattito nell’Antropocene rappresenta l’emergere di un problema che pone la questione in tutto il sistema moderno, da intendersi come una combinazione di intelletto espressivo e modo di produrre capitalista. Occorre analizzare le contraddizioni che sorgono dalla “scoperta” dell’Antropocene: che è tra antropocentrismo e postantropocentrismo, e tra origine ed effetto del presente; andare alla fonte del problema e comprendere le conseguenze del capitalismo e della creazione del mondo moderno”.

Paolo Amodio è professore ordinario di Etica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia Federico II dell’Università degli Studi di Napoli – Dipartimento di Filosofia “A. Aliotta”, che detiene anche la dottrina di Etica e Religione. Per più di due decenni di lavoro di ricerca, come testimoniano i suoi numerosi lavori, si è concentrato su una varietà di discipline: il pensiero filosofico e morale-politico nella Napoli del Settecento La Napoli nei suoi rapporti con il mondo intellettuale europeo; la storia del libertinismo, che è stata fondamentalmente esaminata nelle sue influenze antropologico-filosofiche; le conseguenze morali e politiche della strage di Auschwitz nella seconda metà del Novecento; nuovo pensiero ebraico nel suo rapporto con la tradizione e nuove visioni morali e filosofiche; antropologia filosofica tra etica, scienza e filosofia; bioetica, come questione epistemologica.
Ha fondato e diretto la rivista «S&F_scienzaefilosofia.it». Curando la collana “Cultura delle scienze e scienze umane”, “Perimetro. Un elenco di strumenti di scienze sociali e sociali”. Ricopre numerosi incarichi in organizzazioni culturali, infatti è membro: della redazione della rivista «Logos»; del Consiglio di Amministrazione della rivista «Archivio di storia della cultura»; del Comitato Scientifico della collana “Postumani”, Editore Mimesis, Milano; del Comitato Scientifico per la collana “Filosofia/Scienza”, Editore Mimesis, Milano; CIRB (Centro Interuniversitario per la Ricerca Bioetica – Università degli Studi di Napoli Federico II, Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sezione S. Tommaso, Seconda Università degli Studi di Napoli; CESA (Comitato Etico-Scientifico per la Sperimentazione Animale) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II
Nel 2006 ha ricevuto una menzione speciale della Giuria per la Medaglia Internazionale “Salvatore Valitutti” per il volume: Bonnur zone. Articoli di antropologia tra libertinismi e mondo delle luci, Napoli, Giannini Editore, 2005
Autore di oltre 60 pubblicazioni tra monografie e saggi.

Avvisato da: prof. Carmela D’Aronzo-
Presidente dell’Associazione Culturale Filosofica “Ingannato da Sophia”
Coordinatore: prof. Giovanna Ruggiero
Professore di Storia e Filosofia. IIS “E. Fermi” di Montesarchio

Filosofia e Musica: in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento