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Mani sulla mafia nelle città, archiviate le cause comunali (02/04/2022)

Sono io 365 regole di licenziamento degli enti locali attraverso l’invasione mafiosa dal 1991 ad oggi. Una media al mese. Si tratta per lo più di amministrazioni comunali ma ci sono anche aziende sanitarie e ospedali. E tra gli enti locali la loro vita politico-politica è segnata dalla criminalità organizzata, beh 71 sono stati interessati dal provvedimento di risoluzione più di uno: 52 di questi sono stati eliminati due volte e 18 e tre volte. Sono alcuni degli affascinanti dati contenuti nel Dossier 2021 “Hands on Cities” a cura di. Avviso pubblico ai Comuni sciolti e consegnata in questi giorni nell’ambito delle giornate preparatorie di #Contromafiecorruzione. L’anno scorso, Quattordici enti locali sono stati espulsi a causa dell’introduzione di un genere mafioso e della situazione: 4 in poi eCalabria (Guardavalle, Nocera Terinese, Simeri Crichi e Rosarno), 4 in Puglia (Foggia, Squinzano, Carovigno e Ostuni), 4 pollici eSicilia (Barrafranca, San Giuseppe Jato, Bolognetta e Calatabiano) e 2 Campania (Marano di Napoli e Villaricca). E un giorno il Consiglio dei ministri, su proposta della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, ha deliberato lo scioglimento del Consiglio Comunale Trinitario (BT) e la responsabilità amministrativa del Comune, per diciotto legislature. mesi, in una commissione insolita. Segno che un evento è sempre presente.

Una dichiarazione pubblica è un’organizzazione creata con l’obiettivo di unire e coordinare i leader di comunità che si impegnano a promuovere una cultura di legittimità e cittadinanza responsabile nelle loro comunità. Oggi conta 509 soci, tra Comuni, Regioni e società interamente controllate. Per questo il tema della corruzione nella pubblica amministrazione è molto vicino al cuore dell’organizzazione il rapporto fotografa anche i primi tre decenni di applicazione della legge nel rovesciamento delle autorità locali. Edilizia abusiva, beni confiscati, urbanistica, edilizia privata e pubblica, rifiuti, approvvigionamento idrico, tassa comunale e servizi cimiteriali. Questi sono i settori in cui i gruppi mafiosi cercano un maggiore interesse, ad es. Con l’aiuto delle autorità locali e di funzionari compiacenti e cooperativi, mirano a migliorare la qualità della vita dei comuni, per entrare nell’economia locale.. Calabria, Campania, Sicilia, Puglia, Piemonte, Liguria, Lazio, Basilicata, Lombardia, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta. Da nord a sud sono molti i territori italiani colpiti dal genocidio della mafia e dai fenomeni di condizionamento, introdotti nell’ordinamento italiano nel 1991.

La legge sarà rivista

Tra i tratti inquietanti contenuti nel dossier del nuovo Avviso Pubblico, la recidiva di 71 Enti Locali, quasi a suggellare l’idea che la mafia non potrebbe esistere senza l’appoggio politico. “Il rapporto storico tra mafia e politica, che fa risalire all’Ottocento”, ha detto. Enzo Ciconte, storico delle organizzazioni criminali, cronaca. «Il rapporto con la politica è cambiato nel tempo, per vedere le cosche criminali in prima linea nella politica. Capiamo perché è necessario tagliare questo legame». Non solo. Per trent’anni, la legislazione in termini di avviso pubblico ha individuato una serie di confini e prioritàcome è stato dimostrato anche durante la chiusura della Commissione Costituzionale del 2019. “La prima cosa importante è senza dubbio che questa legge ha un livello di protezione molto basso, perché nel tempo l’abrogazione gode di una mancanza di amore e di armonia” ha sottolineato. Vittorio Mete, professore di servizio sociale all’Università di Torino. “Il problema che dovrebbe essere legittimo è un problema che dobbiamo porci, perché lo scioglimento di un comune non migliora il processo di raccolta dei permessi scadenti e insostituibili in pochi mesi. È quindi una legge che va cambiata e le raccomandazioni dell’Avviso devono essere abbinate e mantenute”.

E a Ciconte, quindi, non ci sono dubbi: la legge per porre fine all’importazione della mafia richiede qualche cambiamento. “L’abbiamo già visto nelle prime leggi di scioglimento. Inoltre c’è un grave problema di commissari, spesso inadeguati a far fronte a questa situazione e questo crea tensioni tra i cittadini.. E poi non funziona più perché c’è uno scioglimento illegale che è sempre associato a un momento politico». Anche perché con lo scioglimento la responsabilità giudiziaria e politica ricade su tutti i governanti in carica, per quanto influiscano nelle ragioni che hanno portato al provvedimento. “Non importa di chi ti occupi, che la responsabilità del capo del sindaco ricada su tutti i consiglieri squalificati e sul sindaco. La scomparsa della mafia” ha concluso Ciconte “Presta attenzione anche all’assessore di minoranza e persino al sindaco responsabile. E questo mi sembra sbagliato. “

Caso studio Foggia

La relazione si è concentrata anche su COmane di Foggia, secondo capoluogo di provincia distrutto dall’importazione mafiosa dal 1991 ad oggi. (primo Reggio Calabria, 2012), guidato dall’ex sindaco di Lega Franco Landella, secondo consecutivo. «Dal verbale della prefettura emerge che l’indagine è stata avviata dopo il maggior numero di chiusure antimafia emesse dal Prefetto – dal 2016 al 2021 sono state 85 – con denunce da parte loro criticate. Modalità di incontro con capi locali e mafiosi»Nota Dossier. Secondo la Relazione della Prefettura, poi, il corretto comportamento degli amministratori «ai fini della destituzione da parte di 13 (Sindaco, arrestato per tentata rapina e corruzione in conseguenza di atti contrari ai doveri d’ufficio, e altri 12 consiglieri comunali): sì, anzi , dal coinvolgimento nella ricerca e presenza accademica criminalità, fino ad amicizie e rapporti con familiari e interessi economici e imprese in odore di mafia”. Di conseguenza, “la Commissione Esecutiva ha riscontrato molte problematiche, che vanno dal caso di negligenza manifestata dal Comune nei confronti dei regimi antimafia, soprattutto in aree sensibili, e disgregazione dei partiti politici in vista delle elezioni di governo , a beneficio del controllato dal Comune».