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Materiali in Ucraina: una decisione legale ma impropria

Da un punto di vista costituzionale, spedire armi in Ucraina è legale. Ma per caso? Le reazioni al male (la violenza nel mondo) non dovrebbero portare a un grande male (guerra mondiale), altrimenti il ​​male dell’esercito russo è superato dal male di coloro che causano il male.

Dall’inizio del conflitto russo-ucraino, l’Italia ha sostituito politicamente il governo ucraino, non solo criticando – opportunamente in quanto contrario al diritto internazionale – un attacco armato russo, imponendo sanzioni finanziarie. al popolo russo, e di fornire la sua assistenza sociale alla popolazione ucraina colpita dalla guerra, ma promette di sostenere l’Ucraina militarmente e con la fornitura di armi (anche letali).

Tale decisione è costituzionale. E in effetti è un rifiuto di una guerra tecnicamente definita. 11 della Costituzione (“L’Italia rifiuta la guerra come arma criminale contro le libertà altrui e come mezzo per risolvere i conflitti internazionali”.) si riferisce ad una guerra invasiva e pertanto una guerra di logoramento è considerata lecita in caso di invasione militare da parte di un’autorità esterna (secondo i principi stabiliti dall’art.52 comma 1 Cost.). “Difendere la patria è un sacro dovere del cittadino”). L’opposizione alla guerra riflette solo un ampio principio pacifista che promuove l’arte universale. 11 Cost., in cui nella seconda parte si stabilisce che l’Italia “Consente, a condizioni di uguaglianza internazionale, i limiti della sovranità richiesta dalla legge che garantisce la pace e la giustizia tra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali volte a questo scopo».

Se la politica pacifista vieta in pieno il coinvolgimento italiano nelle calamità naturali che offendono qualsiasi tipo di aiuto alle Nazioni primarie, l’art. L’articolo 11 della Costituzione non prevede esplicitamente che l’Italia possa partecipare a guerre di difesa non solo l’una contro l’altra ma anche da altri paesi. È stato sottolineato che la risposta è sì, perché il concetto di guerra è “difensivo” per scopi tecnici. 11 dovrebbe essere chiarito in termini di disposizioni di diritto internazionale che disciplinano l’uso della forza e, in particolare, l’uso della protezione giuridica. La seconda parte dell’art. L’articolo 11 della Costituzione, redatto dallo Staff per consentire la partecipazione dell’Italia alle Nazioni Unite e al sistema integrato di sicurezza, deve essere tecnicamente allineato. 51 della Carta delle Nazioni Unite, istituendo “Il diritto naturale della protezione individuale o collettiva, in caso di attacco a un membro delle Nazioni Unite…”. Si tratta, inoltre, di un diritto internazionale consuetudinario, che sancisce la compatibilità dell’ordinamento italiano ed eleva lo statuto costituzionale dell’art. 10 L’articolo 1 della Costituzione riconosce all’individuo il diritto alla protezione collettiva.

Sulla situazione in Ucraina, non c’è dubbio che le azioni della Russia siano violente (come confermato dalla risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1 marzo), che questo attacco armato non abbia fondamento nel diritto internazionale e che l’Ucraina agisca per legittima difesa. L’esportazione di armi verso l’Ucraina, ove non rientri nella zona di protezione legale, prevede comunque, ai sensi del diritto internazionale (e costituzionale), una forma accettabile di assistenza nell’attuazione della protezione individuale.

Pertanto, la consegna delle armi in Ucraina non sembra essere una violazione tecnica. 11 Disposizioni costituzionali o altre disposizioni costituzionali di contenuto internazionale. Sebbene legittima, tale decisione politica riflette aree di preoccupazione. E infatti inviare armi, anche pericolose, in Ucraina è un modo indiretto per l’Italia di partecipare alla guerra. Oltre a reclutare le sue forze armate, la fornitura di armi letali al popolo ucraino ne ottiene effettivamente uno stato della belligeranza italiana contro la Russia: le armi missilistiche servono a sedare le violenze ottenute con l’uso della forza, e quindi a picchiare, ferire e uccidere i soldati russi.

In caso di opportunità, All’inizio ha notato che la partecipazione italiana le attività di guerra contro la Russia non dovrebbero rappresentare solo una scelta possibile (per così dire), ma una decisione difficile, dopo che tutti i passi che si intende intraprendere per una soluzione che porti a un accordo di pace sono falliti. Invece di mostrare una mente calma e aperta (comprensione!

In secondo luogo, non si può non pensarlo stato nella guerra italiana in contrasto con la Russia ha significative implicazioni economiche e sociali. Pur non essendo ancora uscito dalla crisi sanitaria, con il tessuto produttivo ed economico danneggiato dagli effetti dell'”epidemia”, il governo italiano sta investendo in attrezzature per il trasferimento gratuito in Ucraina. E “combattere” in uno dei paesi del mondo dove l’Italia è più dipendente da materiali e armi. Sorprendentemente, l’Italia continua ad acquistare materie prime (gas) dalla Russia, mentre le combatte – indirettamente. L’aumento degli acquisti in Russia avrà l’effetto di esacerbare la povertà dei settori più vulnerabili della società in Italia, già afflitta da urgenti misure “sanitarie”, e sta alimentando la crescente disuguaglianza sociale.

Terzo, l’atteggiamento combattivo in Italia (e altri paesi europei) non sembrano correre il rischio di utilizzare adeguatamente le armi nucleari con la dovuta attenzione. La Russia ha la reputazione di essere una delle potenze nucleari più potenti del mondo e il presidente russo Putin ha ripetutamente minacciato di usare armi nucleari per contrastare le forze NATO in Ucraina. Ebbene, al di là delle buone ragioni che possono rilanciare l’appoggio militare nella difesa della libertà e della sovranità del popolo ucraino, è chiaro che l’intervento militare – anche indirettamente come la fornitura di armi – potrebbe essere l’inizio di un’escalation degli incidenti sorti. potrebbe portare alla terza guerra mondiale dell’atomo.

Quindi sorge la domanda: supporto armato contro l’Ucraina è, al netto delle posizioni assunte dalla Russia, il risultato delle misure antiviolenza? O potrebbe avere l’effetto opposto sull’entità del conflitto in Europa e nel resto del mondo? Oltre all’escalation della guerra, della tragedia e della sua desolazione, quale situazione possiamo giustamente aspettarci che Putin manchi – grazie alla Nato e all’Italia per le sue azioni – i suoi obiettivi politico-militari in Ucraina?

La validità della scelta o decisione va misurata nei risultati che possono essere raggiunti. La risposta al male (invasione dello stato) non dovrebbe portare a gravi trasgressioni (guerra mondiale e armi nucleari), altrimenti il ​​male dell’esercito russo viene sconfitto dalla malvagità di coloro che causano il peggio. (e divenne mille volte peggio!) che guai, per la pace e la sicurezza delle nazioni. Albert Einstein ha affermato che dopo la seconda guerra mondiale, che ha evidenziato i pericoli posti dall’esistenza delle armi nucleari: “Non so con quali armi si combatterà la Terza Guerra Mondiale, ma si combatterà la Quarta Guerra: con bastoni e pietre”.

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