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Mélenchon non teme la vittoria di Le Pen ma viene beccato all’Eliseogate

A questo punto non dovresti nemmeno ricorrere a teorie del complotto. Basta un minimo di ragione. Perché quando hai scoperto di essere la terza ruota dell’Eliseo con oltre il 20% dei voti e hai ridicolizzato il resto del Partito socialista, caduto del 2% con il sindaco di Parigi, quando il Cirque d. ‘Liver è furioso e chiede parole taglienti al suo leader, soprattutto quando l’opportunità sembra senza precedenti. alzare una posta e rivendicare almeno due note di programma onorevoli chip di chat nella votazione del 24 aprileJean-Luc Mélenchon aveva una sola idea: metterci le mani sopra e dire che Marine Le Pen non avrebbe potuto contare un voto davanti a sé. E lo ripeté quattro volte.

Anche se ideologicamente frammentato, sospetto di urgenza. Soprattutto alla luce delle urne che il leader francese Insoumise può vantare. Secondo il sondaggio di Elabe BfmTvCerto, il candidato di sinistra è il candidato più votato nella fascia di età 18-34 anni. È lui quello che più teme la riforma di Emmanuel Macron e le sue politiche del lavoro. E ha riempito i centri urbani dove si sono intensificati i conflitti e le disuguaglianze causate da due anni di epidemia.

Perché non goderti almeno una notte da re? Perché, in fondo, l’inadeguatezza del programma lo ha quasi portato a votare e almeno nudo Iproformagli altri due candidati a discutere gli argomenti rilevanti, prima di formalizzare il proprio conferma e il tuo voto? Il rischio di perdere un record o un voto programmato per provocare polemiche all’interno del sistema è reale? Riuscirà davvero Marine Le Pen in due settimane?

No. Jean-Luc Mélenchon non ha paura dell’onda oscura nell’Eliseo. Temerai Eliseogate. E, soprattutto, hai paura di correre rischi indirettamente, se non li rilascia a tempo di record al candidato idoneo. Perché se non sono bastate le assurde accuse di Emmanuel Macron a Marine Le Pen la notte del voto sugli aiuti economici che quest’ultima ha poi ricevuto dal Cremlino, è il vento che soffia in Europa ad aver lasciato in piedi il candidato di sinistra . molto alto.

E di consigliargli di chiamarsi subito senza polemiche, ma non prima di aver piantato un palo visibile nel terreno.: Quale nostro voto dovrebbe andare a Marine Le Pen! Chissà che anche se tutto il 7 per cento raccolto al primo turno da Eric Zemmour si fosse unito a circa il 2% di Nicolas Dupont-Aignan, non potrebbe sperare: troppo più di 4 break point da riempire rispetto a Macron, quando il vento tira a un punto Fronte della Repubblica che è ciò che rende soffocante l’atmosfera del Cirque d’Hiver.

Insomma, le possibilità che qualcuno appaia da qui al 24 ottobre Mano russa mirato a mantenere vive le speranze di Marine Le Pen – e rassicurante la prova è chiara sul lato opposto – confermato da un cordone sanitario in stile austriaco ben visibile. Jean-Luc Mélenchon per la sua corsa in avanti, che spetta ai vincitori della partita ma sapendo che dovevano farlo con un rigore inesistente, ha confermato: presto la corsa all’Eliseo e la crisi in Ucraina, una misura che servirà all’obiettivo di Vladimir Putin di conquistare l’Europa attraverso una chiara crisi del voto – i media.. D’altra parte, il primo giorno di votazioni, il presidente Zelensky ha chiarito che era l’obiettivo del Cremlino e la volontà di battere e coinvolgere l’UE nei suoi obiettivi di espansione.

Ovviamente in modi diversi rispetto a quelli usati in Ucraina. E sempre in Francia, in un’apparizione pubblica, il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha annunciato la formazione di una forza militare permanente ai confini europei per impedire che la costruzione vada a Mosca. Se la catastrofe iniziasse spingendo per la nascita di una forza armata europea, si concluderebbe con l’intensificazione del ruolo della NATO nella Guerra Fredda. Questi sono gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, Due potenti partner del Patto Atlantico. Insomma, paradossale. Ma sempre più reale. E questo dovrebbe farci pensare, soprattutto se ti descrivi come europeo.

Il voto francese, infatti, potrebbe trasformarsi in una partita schietta che si piega ai pugili più testardi e indolori: Infine fumo nero l’aumento delle sanzioni in campo energetico all’interno dell’UE ha, infatti, creato un po’ di frustrazione a Washington.. Se la Germania è determinata a continuare a votare per il suo veto, appoggiata dall’Austria che in queste ore vede il suo presidente fare da ponte tra Kiev e Mosca, dovrà forzare una mano a Parigi. E ha minimizzato la base finale per l’opposizione.

Non sorprende che l’Italia abbia rapidamente rotto il ritardo. E dopo essere stato coinvolto in un altro accordo faccia a faccia con la Russia sulla questione delle sanzioni, ha visto d’altra parte un PD stringere la mano al punto di vista di Marine Le Pen sulla versione del cavallo di Troia del Cremlino in Europa e. in un altro, Draghi e Di Maio si sono precipitati in Algeria per cercare di chiudere un affare che garantisca un terzo del gas russo che potrebbe fallire. Appena previsto, forse. Ma in modo positivo ora, a causa del continuo deterioramento dei rapporti con Mosca. E questo è il big data economico del Paese.

In breve, le elezioni presidenziali francesi sono sicuramente destinate a passare alla versione europea del voto statunitense del 2016.. Questa volta, però, senza un ultimo miracolo. Basterà lo scandalo, vero o falso, delle pressioni russe sulla corsa all’Eliseo. La democrazia nazionale del G7 è, infatti, minata avvocato della guerra mondiale. A meno che non ci sia una ribellione totale contro la fondazione di Jean-Luc Mèlenchon. Impossibile. Quasi impossibile. Ma in caso contrario, segnerà la fine dell’Europa. Fatta eccezione per il cavallo di Troia russo. Sarà il coperchio della scatola di stagflazione di Pandora per un edificio che esploderà.