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Miccichè intrecciò una rete con i renziani

Mentre in Ars il presidente Gianfranco Miccichè risponde alla fronda di Forza Italia e alla revoca delle commissioni (dopo aver respinto l’impopolare elezione a leader del partito di Mario Caputo) e nel contempo tentando di dividere il governatore Nello Musumeci; Nella corsa a Palazzo delle Aquile, il candidato sindaco della Lega Francesco Scoma si dice pronto a fare un passo indietro e sostenere la sorella italiana Carolina Carolina, a patto che ci sia una piena intesa su Comune, presidente regionale e Ars”.

«Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, ovvero i tre principali partiti di centrodestra, si uniscano per vincere le elezioni – mostra Scoma -. Senza un accordo ognuno andrà per la sua strada al primo turno. e poi diventa un tipo di primaria”. Lagalla? “Si è unito a un gruppo (UDC, ed) l’altro ieri si è presentato come candidato pubblico. Può andare per la sua strada…”, ha risposto Scoma.

In attesa dell’incontro di Salvini e Meloni a Roma, l’apertura politica di Scoma a Varchi potrebbe rispondere a una doppia strategia: d’altra parte, impedire uno comizio con Francesco Cascio, messo in campo da Forza Italia nel nuovo partita del sindaco , e dall’altro costringere i fratelli italiani a cedere Musumeci alla Regione. Scoma ha poi respinto la sua posizione per ragionamento all’interno del partito. Lo conferma il segretario metropolitano Alessandro Anello quando afferma che “la Lega è fermamente impegnata a mantenere la cooperazione e quindi si impegna a fare sacrifici e tornare oggi per raggiungere l’obiettivo domani. A meno che l’accordo non sia nel contesto”.

In altre parole: Comune (o oggi) per i fratelli italiani, Regione (domani) a leg. O Forza Italia? In questa sezione fantasy sarà il presidente dell’Ars. Ma la politica non è scienza perfetta. Gli Azzurri si sono sciolti e il coordinatore regionale Gianfranco Miccichè, presidente uscente dell’Ars, è in guerra con quella parte di partito diverso che incombe su Musumeci. Tra loro c’era il grande storico di Forza Italia come Marcello Dell’Utri, da sempre molto legato a Silvio Berlusconi.

Nei giorni scorsi Dell’Utri, in “missioni” a Palermo, avrebbe convinto Msumeci della disponibilità di Forza Italia a sostenerlo, dopodiché avrebbe messo al telefono Berlusconi. Dell’Utri avrebbe poi incontrato Miccichè per metterlo in vista dell’elezione di Berlusconi, che ha cambiato lo status quo proposto dallo stesso presidente dell’Ars.

Nel “gioco” ha giocato un ruolo anche l’asse tra Dell’Utri e Giuseppe Catania, presidente dell’Agenzia per lo sviluppo agricolo (nominato da Musumeci) e marito del vice Diventerà Bellissima Giusy Savarino, ma sostenitore del potere precoce. Il legame tra Dell’Utri e Catania nasce negli uffici della Publitalia ’80 (braccio commerciale Mediaset) e si fonde nel 93 quando Berlusconi si preparava alla conquista del territorio. Con la responsabilità di Forza Italia nella Sicilia orientale e sostenitore di diverse legislature, Catania continua a mantenere ottimi rapporti al convegno Berlusconi, ed è attualmente governatore di Diventerà Bellissima.

Spina al fianco di Miccichè, che stava per intrecciare la sua rete politica in una campagna anti-Musumeci. Durante la guerra civile in Forza Italia, Miccichè ricevette l’appoggio di Ars dai vicari di Sicilia Futura-Italia Viva D’Agostino e Tamajo (con i quali aveva una joint venture con Comune e Regione). Ma ci sarebbe qualche comunicazione tra Miccichè ei Renziani. E David Faraone, ancora candidato ufficiale alla carica di sindaco italiano Viva, si è dimesso: di basso profilo dopo essere stato “licenziato” dalla campagna elettorale e dallo scoppio delle comunicazioni.

Farone ha recentemente avuto un confronto con Roberto Lagalla (un sorriso condannato su una domanda posta a margine della conferenza stampa di martedì), che ha tenuto lo spot all’insegna del welfare, ma puntava ad aumentare lo status di moderatori: forze istituzionali e politiche comprese. “, ha detto, consegnando la sua gara. Una guida chiara a Viva, Più Europa, Oso, Action dell’Italia.

O Micchichè? Secondo indiscrezioni, il presidente dell’Ars e la sua fazione di Forza Italia potrebbero incontrare a Lagalla i funzionari comunali se si presentasse alle urne. “I tempi sono molto difficili, al primo turno andiamo con Cascio. Vedremo cosa succederà”. Così l’esponente autorizzato di Forza Italia, che non prevede contratti agli ottavi con il Lagalla: “È possibile”. Il progetto politico, però, sarà ampio e focalizzerà le Regioni, con Miccichè al lavoro per un ampio campo di moderatori – anti Musumeci, come quello – che includeva, tra gli altri, l’italiana Viva. La visione del nuovo centro come “porto sicuro” porta a Lagalla, che il 31 marzo si dimetterà dal consiglio comunale e deciderà di prendere la decisione dopo aver parlato con Micchè.

Ieri, in maniera sofisticata, il presidente della Regione Musumeci ha posto una domanda sulle dimissioni di Lagalla con una risposta laconica: “Riceverai una relazione dettagliata”. Ha mangiato la foglia? Una cosa è certa: in questa campagna elettorale tra Comuni e Regioni non mancheranno i turnaround. Alla fine, però, per escludere il teatro dell’alchimia e del collocamento, partiti e sostenitori dovranno fare i conti con gli elettori.